Hexaprotodon liberiensis

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Ippopotamo pigmeo
Zwergflusspferd - Pygmy Hippopotamus - Hexaprotodon liberiensis.jpg

Pygmy Hippopotamus Skull.jpg
Choeropsis liberiensis

Stato di conservazione
Status iucn3.1 EN it.svg
In pericolo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Artiodactyla
Famiglia Hippopotamidae
Genere Hexaprotodon
Specie H. liberiensis
Nomenclatura binomiale
Hexaprotodon liberiensis
Morton, 1849
Sinonimi

Choeropsis liberiensis

sottospecie
  • H. liberiensis liberiensis
  • H. liberiensis heslopi

L'ippopotamo pigmeo (Hexaprotodon liberiensis) è un mammifero artiodattilo appartenente alla famiglia Hippopotamidae.[2]

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

L'ippopotamo pigmeo ha dimensioni molto ridotte rispetto all'ippopotamo: 150 cm di lunghezza, 83 cm di altezza, mentre il peso, che alla nascita è intorno ai 6 kg, da adulto arriva a 260 kg. Da studi effettuati in ambienti costruiti come gli zoo e da quelli condotti nel 1968 dal veterinario Philip Robinson con i finanziamenti del World Wildlife Fund si è appurato che la specie si nutre prevalentemente di piante acquatiche e alghe, la gestazione è di 190-210 giorni. La durata della vita è di 30-35 anni, anche se si sono registrati casi di vita più lunga: un esemplare in cattività ha superato i 43 anni. Il suo habitat naturale sono le foreste. Vi sono molte leggende intorno a queste creature chiamate "nimwe" dagli indigeni, tutte, anche se infondate sono nate osservando l'animale.

I piccoli sono sotto la minaccia di coccodrilli e pitoni, ma l'unico animale in grado di cacciare anche gli adulti è il leopardo.

Status e conservazione[modifica | modifica wikitesto]

I primi esemplari sono stati osservati a partire dal XIX secolo. Grazie agli studi condotti prima dallo zoologo statunitense Joseph Leidy (che assegnò la specie al genere “Choeropsis”) e successivamente da quelli dello svizzero Büttikofer venne confermato che si trattava di una specie diversa e venne riconosciuta.

Diffuso in passato (si sono ritrovati resti fossili che lo fanno risalire al Pleistocene) in epoca recente si ritrova nelle foreste in Guinea, Sierra Leone, Liberia e Costa d'Avorio, raramente si è osservato in altri stati come nel 1975 in Ghana.

La specie, è stata classificata come «in pericolo» nella IUCN Red List, ed è stata inclusa sia nell'Appendice II della Convenzione di Washington (in riferimento al commercio controllato) che nella Convenzione Africana del 1969.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Hexaprotodon liberiensis, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2016.2, IUCN, 2016.
  2. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Hexaprotodon liberiensis, in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.

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