Anthracotherium

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Anthracotherium
Anthracotherium gastaldii 1.JPG
Cranio di Anthracotherium gastaldii
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Artiodactyla
Famiglia Anthracotheriidae
Genere Anthracotherium

L'antracoterio (gen. Anthracotherium) è un mammifero estinto, appartenente agli artiodattili. Visse tra l'Eocene medio e il Miocene superiore (45 – 15 milioni di anni fa). I suoi resti sono stati ritrovati in Europa, in America del Nord e in Asia.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'aspetto dell'antracoterio era piuttosto simile a quello di un maiale lungo circa due metri. Il cranio, però, era molto lungo e basso, dotato di una cresta parietale. Le orbite erano piccole e aperte posteriormente; il muso era eccezionalmente sviluppato e superava in lunghezza il resto del cranio. La dentatura era costituita da tre molari e quattro premolari su ciascuna mandibola, un canino molto allungato e incisivi a forma di vanga e diretti in avanti. Gli arti erano robusti e simili a quelli degli ippopotami, ma più snelli nella forma generale.

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

Cranio e mandibola di Anthracotherium monsvialense

L'antracoterio è il genere più conosciuto della famiglia degli antracoteriidi (Anthracotheriidae) ed è ovviamente quello che dà il nome all'intero gruppo. Questi animali sono considerati parenti stretti di maiali e ippopotami, ed è possibile che proprio da un ceppo di questa famiglia si siano originati gli attuali ippopotami. Anthracotherium è molto diffuso nei giacimenti europei dell'Oligocene: i suoi resti sono stati ritrovati in gran numero in Francia, Germania, Svizzera e Italia. In particolare, le specie Anthracotherium magnum e A. gastaldii sono state rinvenute a Cadibona (nei pressi di Savona), mentre A. monsvialense è stata ritrovata a Monteviale (provincia di Vicenza). Un altro antracoteriide ben noto è Bothriodon.

Fossili del cranio e della mandibola di A. gastaldii

Stile di vita[modifica | modifica wikitesto]

Questo animale doveva passare gran parte del suo tempo in laghi e fiumi, dove rimaneva immerso per ore. Il suo stile di vita era probabilmente del tutto simile a quello degli odierni ippopotami. I resti di antracoterio si rinvengono spesso in depositi di lignite (da qui il nome Anthracotherium, che significa “bestia del carbone”).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. E. Pilgrim and G. P. Cotter. 1916. Some newly discovered Eocene mammals from Burma. Records of the Geological Survey of India 47:42-77
  • T. Tsubamoto, M. Takai, N. Egi, N. Shigehara, S. T. Tun, A. K. Aung, A. N. Soe and T. Thein. 2002. The Anthracotheriidae (Mammalia; Artiodactyla) from the Eocene Pondaung Formation (Myanmar) and comments on some other anthracotheres from the Eocene of Asia. Paleontological Research 6(4):363-384
  • J.-R. Boisserie, F. Lihoreau, and M. Brunet. 2005. The position of Hippopotamidae within Cetartiodactyla. Proceedings of the National Academy of Sciences 102(5):1537-1541

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