Giuseppe Franchi Maggi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Giuseppe Franchi Maggi
15 settembre 1890 – 29 settembre 1918
Nato a Pavia
Morto a Pont-Arcy (Francia)
Cause della morte caduto in combattimento
Dati militari
Paese servito Italia Italia
Forza armata Regio Esercito
Corpo Genio militare
Reparto 1º Reggimento del genio
Anni di servizio 1915-1918
Grado Tenente
Guerre Prima guerra mondiale
Decorazioni vedi qui
voci di militari presenti su Wikipedia

Giuseppe Franchi Maggi detto Peppino[1] (Pavia, 15 settembre 1890Pont-Arcy, 29 settembre 1918) è stato un militare italiano.

Tenente del 1º Reggimento del genio, cadde in combattimento sul fronte francese durante la prima guerra mondiale e venne insignito della Medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Pavia il 15 settembre 1890,[2] figlio di Emilio[3] e Bianca Casorati.[4] Laureatosi in ingegneria presso il Politecnico di Milano nel settembre 1912, divenne assistente di topografia presso lo stesso Politecnico, venendo chiamato a prestare servizio militare nel Regio Esercito, assegnato all'arma del Genio, il 20 luglio 1913. Nel dicembre dello stesso anno venne posto in congedo illimitato provvisorio. Con l'approssimarsi dell'entrata in guerra del Regno d'Italia fu richiamato in servizio attivo all'atto della mobilitazione generale del maggio 1915, con il grado di Sottotenente di complemento, ed assegnato alla 16ª Compagnia zappatori del 1º Reggimento del genio.[2] Il suo reparto fu schierato sul fronte del Trentino, ed egli prese parte a numerose azioni per l'apertura di varchi nelle trincee nemiche con pinze tagliafili e tubi di gelatina.[2] Durante un'azione compiuta a Bosco di Varagna il 25 agosto, riportò una grave ferita al braccio sinistro con conseguente parziale amputazione dell'arto, e per questo fatto fu decorato con una Medaglia di bronzo al valore militare.[2] Sebbene non più abile a prestare servizio al fronte, rifiutò il congedo e chiese di ritornare in servizio nelle prime linee.[2] Promosso al grado di Tenente nel maggio 1916, gli fu assegnato il comando della 100ª Compagnia del 1º Reggimento del genio, combattendo in Carnia, sul fronte dell'Isonzo,[2] e sulla Bainsizza[5] fino al mese novembre quando viene ricoverato in ospedale.

Rientrato in servizio attivo nel marzo del 1917, rimase nelle retrovie fino all'aprile del 1918[6] quando partì per la Francia in seno al II Corpo d'armata[6] del generale Alberico Albricci.[6] Chiamato a prestare servizio presso il comando dell'8ª Divisione,[6] si distinse durante la offensiva tedesca[7] del luglio successivo, quando compì una spericolata ricognizione per la quale gli venne conferita la Croix de guerre dal governo francese.[2] Assegnato in veste di ufficiale di collegamento con il 20º Reggimento di fanteria,[2] ricevette l'incarico di verificare se le truppe nemiche avesse abbandonato le loro posizioni sulla riva sinistra del fiume Aisne.[8] All'alba del 29 settembre[8] si portò in prima linea e al comando di un nucleo di arditi della 3ª Compagnia[8] del I Battaglione, si posizionò sull'argine a est di Pont-Arcy alla ricerca di un guado per effettuare l'attraversamento.[8] Mentre, ritto in piedi, cercava con lo sguardo la migliore posizione per guadare il fiume cadde colpito a morte da una raffica di mitragliatrice.[8] Il 30 settembre la sua salma venne inumata, con una solenne cerimonia, presso il cimitero di Ferme de Chery-Chartreuve. Alla sua memoria venne concessa dapprima la Medaglia d'argento al valor militare, successivamente convertita in Medaglia d'oro.[8]

La sua città natale lo ha onorato intitolandogli una via, così come il Comune di Rozzano.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Italiane[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Già rimasto mutilato nel coraggioso tentativo di tagliare un reticolato nemico, tornò volontario alle prime linee, dove anche nelle più difficili situazioni fu costante esempio di patriottismo e di valore. In una particolare circostanza in cui, prima di lanciare all'inseguimento le truppe della Divisione al cui comando Egli era addetto, urgeva verificare se, come da voci corse, le fronteggiate posizioni erano state dalla difesa realmente abbandonate, con impareggiabile serenità si offrì per eseguire la pericolosa esplorazione attraverso una larga zona completamente scoperta ed esposta alle offese. Raggiunto, alla testa di pochi uomini e senza che il nemico desse segno di vita, l'argine di un canale che solo ormai lo separava dalla linea sospetta, ed accortosi che i suoi uomini, di fronte al sempre più incombente pericolo esitavano ad avanzare, dopo aver rivolto ad essi parole incitatrici, con atto di fulgido eroismo si drizzò da solo sull'argine stesso per trascinarli innanzi con l'esempio. Investito immediatamente da una sola scarica di mitragliatrici postate a brevissima distanza, svelò col glorioso sacrificio della vita la presenza del nemico, scongiurando per le nostre truppe il rischio di cadere, nell'avanzata allo scoperto, sotto l'improvvisa azione avversaria.
— Aisne (Francia), 29 settembre 1918.
— R.D. 8 maggio 1920
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Già rimasto mutilato nel coraggioso tentativo di tagliare un reticolato nemico, tornava volontario nelle prime linee, dove nell più difficili situazioni era di esempio e di incitamento a tutti. Nell'adempiere l'arditissimo incarico da lui sollecitato, di gettare una passerella sul fiume sotto violento fuoco avversario, incontrava la morte, mentre incoraggiava i suoi a seguirlo.»
— Aisne (Francia), 29 settembre 1918.
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare
Croce di guerra al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra al valor militare

Straniere[modifica | modifica wikitesto]

Croix de Guerre francese del 1914-1918 - nastrino per uniforme ordinaria Croix de Guerre francese del 1914-1918

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pagina dedicata alla fondazione Peppino Franchi Maggi
  2. ^ a b c d e f g h UNUCI n.3/4, marzo-aprile 2009, p. 13
  3. ^ Emilio Franchi Maggi, di professione ingegnere, fu sindaco di Pavia dal 1911 al 1915, guidando una giunta composta da radicali, socialisti e repubblicani.
  4. ^ la madre era figlia del matematico e docente all'Università di Pavia Felice Casorati.
  5. ^ Cavaciocchi, Ungari 2014, p. 191
  6. ^ a b c d Cavaciocchi, Ungari 2014, p. 341
  7. ^ Cavaciocchi, Ungari 2014, p. 342
  8. ^ a b c d e f UNUCI n.3/4, marzo-aprile 2009, p. 14

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Cadorna, La guerra alla fronte italiana. Vol. 1, Milano, Fratelli Treves editori, 1921.
  • Luigi Cadorna, La guerra alla fronte italiana. Vol. 2, Milano, Fratelli Treves editori, 1921.
  • Alberto Cavaciocchi, Andrea Ungari, Gli italiani in guerra, Milano, Ugo Mursia Editore s.r.l., 2014.
  • Roberto Giardina, 1914 la grande guerra: L'Italia neutrale spinta verso il conflitto, Reggio Emilia, Imprimatur s.r.l., 2014, ISBN 88-6830-159-8.
  • (EN) John R. Schindler, Isonzo: The Forgotten Sacrifice of the Great War, Westport, Praeger Publishers, 2001, ISBN 0-275-97204-6.

Periodici[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Tenente Franchi Maggi Giuseppe, in UNUCI, 3/4, Roma, Unione Nazionale Ufficiali in Congedo Italiani, marzo-aprile 2009, pp. 13-14.