Gino Allegri

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Girolamo "Gino" Allegri
Girolamo Allegri 1918.jpg
25 marzo 1893 – 5 ottobre 1918
Soprannome "Frà Ginepro"
Nato a Venezia
Morto a San Pelagio, frazione di Due Carrare, Veneto
Cause della morte incidente di volo
Luogo di sepoltura Cimitero di San Michele
Dati militari
Paese servito Italia Italia
Forza armata Flag of Italy (1860).svg Regio Esercito
Unità Servizio Aeronautico
Reparto 305ª Sezione
81ª Squadriglia Aeroplani
3ª Sezione SVA della 86ª Squadriglia
87ª Squadriglia aeroplani
Anni di servizio 1915-1918
Grado tenente
Guerre prima guerra mondiale
Decorazioni Medaglia d'oro al valor militare
Medaglia d'argento al valor militare (3)
Altre cariche impiegato di banca
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Girolamo "Gino" Allegri (Venezia, 25 marzo 1893San Pelagio, 5 ottobre 1918) è stato un militare e aviatore italiano, tra i partecipanti al volo su Vienna di Gabriele D'Annunzio, decorato con la medaglia d'oro al valor militare postuma.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Venezia, ma sempre vissuto a Mestre con la famiglia (il padre Carlo, veneziano, sarà anche sindaco di Mestre nel periodo 1914-19), Girolamo prima di arruolarsi fu impiegato di banca in Inghilterra e in Austria, a Vienna.

Arruolatosi nel Regio Esercito allo scoppio della prima guerra mondiale, servì nel 5º Artiglieria di Fortezza presso le batterie costiere del Lido di Venezia. Divenne sergente e, su sua richiesta, pilota aviatore nel 1916. Impiegato per undici mesi al fronte, sia in missioni di ricognizione aerea che in attacchi al suolo con bombe e mitragliatrice, fu autore di 119 voli. Nel gennaio 1917 è alla 305ª Sezione di Cairo Montenotte su Voisin III, il 1° gennaio 1918 è alla 81ª Squadriglia aeroplani, il 27 febbraio 1918 il Sottotenente Allegri è nella 3ª Sezione SVA della 86ª Squadriglia a San Pelagio (Due Carrare) su Ansaldo S.V.A. ed il 17 luglio nella 87ª Squadriglia aeroplani.

Il 9 agosto 1918 partecipò con uno SVA al volo su Vienna assieme al poeta Gabriele D'Annunzio, che, per la sua lunga barba, lo aveva soprannominato "Frà Gino" e poi "Frà Ginepro".[1]

Fu promosso sottotenente pilota. Morì a San Pelagio, frazione di Due Carrare nell'attuale provincia di Padova, il 5 ottobre 1918 per un banale incidente di volo, quando ormai era già tornato alla base dopo un bombardamento su Monfalcone. Nella sua vita militare conseguì cinque encomi: due croci di guerra[la croce al merito di guerra è stata istituita alla fine della prima guerra mondiale], una medaglia di bronzo al valor militare, tre medaglie d'argento al valor militare e una promozione per meriti di guerra. Il 19 agosto 1921 gli fu conferita una medaglia d'oro al valor militare alla memoria.[2]

Il suo monumento funebre si trova nell'isola di San Michele, che ospita il cimitero monumentale di Venezia.

Un'impresa legata alla sua carriera militare fu "La beffa di Feltre". "Il mattino del 7 giugno 1918 un apparecchio italiano apparve sulla vetta di monte Tomatico. Le batterie contraeree iniziarono il fuoco: […] come fulmine l'aeroplano precipitò sul campo d'aviazione. […] Tutti ebbero l'impressione che l'aeroplano fosse colpito. A pochi metri da terra l'apparecchio si rizzò e sfiorando i tetti delle case eseguì due voli fulminei sul campo d'aviazione, mitragliando e lanciando bombe. […] L'eroico pilota era Gino Allegri, compagno di Gabriele d'Annunzio; il bombardamento del campo d'aviazione di Feltre fu il primo che eseguì a bassa quota”.[3]

Dediche e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

A lui è stato intitolato l'aeroporto di Padova,[4] oltre a una via nella zona pedonale di Mestre (adiacente la principale Piazza Ferretto) ed alla scuola primaria di Foen di Feltre.

Il portale web dell'Aeronautica Militare ha proposto una pagina, intitolata "I grandi aviatori", dove vengono citate le maggiori personalità storiche dell'aviazione italiana, ponendo Allegri tra di esse.[5]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare alla memoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare alla memoria
«Pilota di raro ardire e di virtù eccezionali iniziava, per primo, una serie di bombardamenti e mitragliamenti di grande efficacia, eseguiti tutti a quota bassissima su importanti centri di vita del nemico, alcuni dei quali nelle più remote retrovie avversarie. Non ancora ristabilito da recente malattia, pur di partecipare ad una di queste importantissime azioni sopra scalo ferroviario importante, partiva in volo di propria iniziativa, e con audacia e perizia effettuava il bombardamento riuscito efficacissimo. Al ritorno, per causa accidentale, precipitava al suolo sullo stesso campo di partenza, chiudendo così il servizio di magnifico soldato dell’aria con olocausto della sua valorosa esistenza. Già decorato di tre medaglie d’argento ed una di bronzo al valore militare. Cielo di La Comina - Franzensfeste, Casarsa, Portogruaro, agosto - ottobre 1918.»
— 19 agosto 1921[2]
3 Medaglie d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria 3 Medaglie d'argento al valor militare
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Allégri, Gino, su treccani.it. URL consultato il 16 maggio 2013.
  2. ^ a b Sito ufficiale della Presidenza della Repubblica Italiana, su quirinale.it. URL consultato il 15 maggio 2013.
  3. ^ D. Antonio Scopel, I tedeschi nel feltrino. 1917-1918, 1943-1945: testimonianze, diari, documentazioni, poesie, monumenti, decorati., Feltre, Edizioni Castaldi, 1963.
  4. ^ Storia, su padova-airport.it. URL consultato il 16 maggio 2013.
  5. ^ I grandi aviatori, su aeronautica.difesa.it. URL consultato il 31 maggio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Borgonovi, Gino Allegri: fra' Ginepro in Quaderno di Studi e Notizie numero 9 (nuova serie) - Centro Studi Storici di Mestre, 2002
  • Roberto Gentili, Paolo Varriale, I reparti dell'Aviazione italiana nella Grande Guerra, Roma, Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare, 1999

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]