Cimitero di San Michele (Venezia)

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Coordinate: 45°26′48.46″N 12°20′49.67″E / 45.446794°N 12.347131°E45.446794; 12.347131

Cimitero di San Michele
Isolasanmichele.jpg
L'isola
Tipocivile
Confessione religiosamista
Stato attualein uso
Ubicazione
StatoItalia Italia
CittàVenezia-Stemma.png Venezia
Costruzione
Periodo costruzione1807
Data apertura1807
Mappa di localizzazione
Posizionamento dell'isola

Il cimitero di San Michele si trova nell'isola omonima della laguna veneta, posta tra Venezia e Murano.

San Michele in realtà ospitò il cimitero solo dal 1837 quando venne interrato lo stretto canale che distingueva i due isolotti di San Michele e San Cristoforo della Pace in modo da ampliare l'estensione del camposanto che, dal 1807 per volere di Napoleone, sorgeva su quest'ultima. In precedenza le sepolture venivano effettuate nei sagrati o all'interno delle chiese e, quando questi si riempivano, i resti erano trasferiti nelle isole della laguna (noto specialmente l'ossario di Sant'Ariano). L'abitudine di sgomberare così i cimiteri fu mantenuta sino al XIX secolo.

A partire dal febbraio 1806, la necessità di un unico luogo di inumazione posto al di fuori della città lagunare diventa urgente: occorre individuare una soluzione, da fissare in una delle isole della laguna o in terraferma, così da allontanare dalla città possibili cause di contagio. In un primo momento, si individua l'area occupata dal Monastero delle Clarisse di Santa Maria Maggiore, nel sestiere di Santa Croce. L'architetto Giuseppe Picotti immagina una necropoli cinta da portici, in grado di ospitare 660 tombe, destinate alla vendita ma il progetto è troppo costoso e non viene realizzato. I progetti seguenti prendono in considerazione l'isola di Sant'Andrea della Certosa, senza però arrivare ad una concretizzazione. È Napoleone nel 1807, al termine di un soggiorno in città, a individuare la soluzione al problema, indicando l'isola di San Cristoforo, posta fra Venezia e Murano. L'anno seguente l'isola viene evacuata, l'incarico viene conferito a Giannantonio Selva, che avvia i lavori. Nel maggio 1813 la costruzione risulta ultimata e il 28 giugno vengono benedette la cappella e il cimitero, affidato alle cure dei Frati Agostiniani. Il nuovo camposanto incontra però scarso entusiasmo. Diventato ben presto insufficiente, diventa necessario adibire a cimitero anche la vicina isola di San Michele che ospita un importante monastero camaldolese. Nel 1810, per decreto napoleonico, il monastero viene soppresso e l'isola resta di proprietà del Demanio, che la vende alla Municipalità per essere unita a San Cristoforo, sotto la cura dei frati Francescani. Nel 1826 iniziano le prime inumazioni a San Michele mentre dal 1835 iniziano i lavori di interramento dello stretto canale che divide i due isolotti, lavori che si concludono nel 1839. Una volta unificato, il cimitero prende il nome di San Michele. Nel 1843 viene bandito un concorso per l'unificazione stilistica del complesso. Vince Lorenzo Urbani ma il progetto non ha seguito a causa delle ristrettezze economiche in cui versa la città lagunare. Nel 1858 viene quindi bandito un nuovo concorso, vinto da Annibale Forcellini, che verrà realizzato parzialmente e con alcune modifiche, solo a partire dal 1870-71.

Nel 1998 S. Michele è stato oggetto di un concorso per l'ampliamento, vinto dall'architetto David Chipperfield.

A seconda della confessione religiosa, il cimitero è diviso nelle aree cattolica, ortodossa e evangelica. Il cimitero ebraico di Venezia, invece, si trova sull'isola del Lido.

L'emiciclo 22 d'ingresso (recinto XI) al cimitero storico monumentale ottocentesco è composto da 38 edicole, di cui sono parte varie cappelle gentilizie private appartenenti a nobili famiglie: Salviati (ramo romano)[1], Testolini Quadri[2], Azzano[3], Venier e Olivieri[4][5].

Sepolture illustri[modifica | modifica wikitesto]

Tra i personaggi celebri, qui riposano

Nei media[modifica | modifica wikitesto]

L'episodio 20 della seconda serie dell'anime giapponese Aria ha come ambientazione la copia perfetta del cimitero di San Michele che fa parte della Neo Venezia ricostruita sul pianeta Marte.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Un imprenditore francese si aggiudica la tomba Salviati a San Michele, su live.comune.venezia.it. URL consultato il 6 settembre 2018.
  2. ^ Cappella Testolini Quadri (PDF), su live.comune.venezia.it. URL consultato il 6 settembre 2018.
  3. ^ Cappella Azzano (PDF), su live.comune.venezia.it. URL consultato il 7 settembre 2018.
  4. ^ Cappella Olivieri (PDF), su live.comune.venezia.it. URL consultato il 7 settembre 2018.
  5. ^ Deliberazione di Giunta n. 206 del 19-09-2017, bando citato su Ansa e veneziatoday.it del 30-10-2017

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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