Ginevra degli Almieri (film)

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Ginevra degli Almieri
Titolo originale Ginevra degli Almieri
Paese di produzione Italia
Anno 1935
Durata 87 min
Dati tecnici B/N
Genere drammatico
Regia Guido Brignone
Soggetto Ivo Perilli, Luigi Bonelli
Sceneggiatura Ivo Perilli, Guido Brignone, Luigi Bonelli
Casa di produzione Capitani Film
Distribuzione (Italia) ICAR (1935)
Fotografia Ubaldo Arata
Montaggio Giuseppe Fatigati
Musiche Gian Luca Tocchi
Scenografia Gastone Medin
Interpreti e personaggi

Ginevra degli Almieri è un film del 1935 diretto da Guido Brignone.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di Ginevra degli Almieri ha combinato un matrimonio d'interesse ma la giovane Ginevra si rifiuta strenuamente fino a cadere in catalessi tanto da essere sepolta viva. Una volta svegliata torna a casa ma la famiglia crede di avere a che fare con uno spettro e cercano di cacciarla. Verrà accolta solo dal giovane pittore squattrinato da sempre innamorato di lei che la porterà all'altare.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

  • Prodotto da Liborio Capitani per Capitani Film in collaborazione con la I.C.A.R. di Alfredo Proia, il film fu girato negli Stabilimenti CINES di Via Vejo a Roma. Durante le riprese un incendio distrusse gli studi, ma non si conosce il luogo in cui le riprese furono terminate. La pellicola uscì nelle sale nel dicembre del 1935.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  • Questo fu il primo film da protagonista di Amedeo Nazzari, scoperto da Elsa Merlini che insisté per la sua prestanza fisica. Il film non ebbe il successo sperato. Successo che poco dopo ebbe Cavalleria, nel quale Amedeo Nazzari fu voluto da Anna Magnani, al momento moglie del regista Goffredo Alessandrini.
  • Gli autori del soggetto dichiararono di aver preso ispirazione da una vecchia leggenda fiorentina. Il 19 aprile del 1815 fu presentata alla Scala di Milano un'opera semi-seria dallo stesso titolo, con musica di Farinelli e libretto di Giuseppe Maria Foppa.
  • Titina Rota, sorella maggiore del famoso musicista Nino Rota, firma appare tra i titoli del film in qualità di costumista. Era una qualificata costumista teatrale.

La critica[modifica | modifica wikitesto]

Enrico Roma nelle pagine di Cinema Illustrazione del 1º gennaio 1936 «Ginevra degli Almieri è personaggio da farsa. La sua avventura quasi d'oltretomba si prestava per un film buffonesco, per una caricatura del dramma storico. L'impresa è in gran parte riuscita. Le situazioni d'infallibile effetto che l'argomento presentava, l'assieme degli interpreti tra i quali primeggia Elsa Merlini, una messinscena decorosa, hanno offerto al regista quanto di meglio si potesse desiderare. La sua Ginevra è divertente gustosa. Forse si poteva sfruttare meglio lo spavento dei fiorentini dinanzi a colei che credono lo spettro della ragazza uccisa dall'epidemia, ricavandone altri elementi di comicità. Ma non si può chiedere troppo»

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ma l'amore no, di Francesco Savio, Sonzogno Milano 1975
  • Le attrici, Gremese editore Roma 2003
  • AA.VV. La città del cinema, Napoleone editore Roma 1979
  • Dino Falconi, recensione nel Il Popolo d'Italia del 12 dicembre 1935.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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