Filosofia postmoderna

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La filosofia postmoderna è un movimento eclettico ed elusivo caratterizzato dalla critica postmoderna e dall'analisi della filosofia occidentale. Iniziando come critica della filosofia continentale, è stata fortemente influenzata da fenomenologia, strutturalismo ed esistenzialismo, e dai filosofi Friedrich Nietzsche e Martin Heidegger. È stata anche in parte influenzata dalla tarda critica della filosofia analitica da parte di Ludwig Wittgenstein. All'interno della filosofia postmoderna, ci sono molti campi che iniziano con il prefisso "post-", come post-strutturalismo, post-Marxismo, e post-femminismo. In particolare la filosofia postmoderna ha creato una grande letteratura di teoria critica.

La filosofia postmoderna viene generalmente caratterizzata dallo scetticismo verso le semplici opposizioni binarie che sono predominanti nella metafisica e nell'umanesimo occidentale, come anche l'attesa che il filosofo possa separare la conoscenza dall'ignoranza, il progresso sociale dalla recessione, la dominanza dalla sottomissione, la presenza dall'assenza. Questo è l'anti-fondazionismo. Per alcuni critici, questo scetticismo appare simile al relativismo o persino al nichilismo. I difensori del post-modernismo si difenderebbero dicendo che c'è una precisa differenza: mentre il relativismo e il nichilismo sono generalmente visti come abbandono del significato e dell'autorità, la filosofia postmoderna viene generalmente vista come apertura al significato e all'autorità' che proviene da posti inattesi, e che la risorsa ultima dell'autorità' è il "gioco" stesso del discorso. Inoltre, molti vedono la filosofia postmoderna non come un argomento puramente astratto o logico, ma come un'occorrenza storica.

Storia della filosofia postmoderna[modifica | modifica sorgente]

Influenze iniziali nella filosofia postmoderna[modifica | modifica sorgente]

La filosofia postmoderna nasce soprattutto dalla ricezione americana di autori ed opere della Francia degli anni 50, 60 e 70. Fu molto influenzata dalla fenomenologia di Edmund Husserl e Martin Heidegger, dalla psicanalisi di Jacques Lacan, dallo Strutturalismo (filosofia) di Roland Barthes e dal positivismo logico di Ludwig Wittgenstein. Quella che potrebbe essere detta filosofia postmoderna (o filosofia del postmoderno o filosofia della postmodernità) ha anche attinto dal mondo dell'arte, in particolar modo da Marcel Duchamp e dagli artisti che utilizzavano la tecnica del collage.

Primi filosofi postmoderni[modifica | modifica sorgente]

I più influenti filosofi degli inizi della filosofia postmoderna furono Michel Foucault, Jean-François Lyotard, e Jaques Derrida.

Foucault approcciò la filosofia postmoderna da una prospettiva storica, fondandosi sullo strutturalismo, ma allo stesso tempo rifiutando lo strutturalismo ristoricizzando e destabilizzando le strutture filosofiche del pensiero occidentale. Considerò anche come la conoscenza è definita e cambiata dall'operato del potere.

Gli scritti di Lyotard erano focalizzati sul ruolo delle narrazioni nella cultura umana, e in particolar modo su come tale ruolo sia cambiato quando abbiamo lasciato la modernità e siamo entrati in una condizione "postindustriale" o postmoderna. Sostenne che le filosofie moderne legittimano le loro affermazioni di verità non (come sostengono) su basi logiche o empiriche, ma piuttosto su basi di storie accettate (o "meta-narrazioni") sulla conoscenza e sul mondo -- quello che Wittgenstein ha battezzato "giochi linguistici". Inoltre sostenne che nella nostra condizione postmoderna, queste meta-narrazioni non lavorano più per legittimare le affermazioni di verità'. Suggerì che nel risveglio dal collasso delle metanarrative moderne, la gente sta sviluppando un nuovo "gioco linguistico" - uno che non afferma l'assoluta verità ma piuttosto celebra un mondo di relazioni sempre in mutazione (tra le persone e tra le persone e il mondo).

Derrida, padre del decostruzionismo, è uno dei maggiori critici della metafisica occidentale. La filosofia a suo avviso privilegia infatti il concetto di presenza e di logos, come opposte all'assenza e alla scrittura segnica. Derrida perciò affermò di aver decostruito la filosofia occidentale sostenendo, per esempio, che l'ideale occidentale del logos viene minacciata dall'espressione di questa idea nella forma di segni da parte di un autore assente. Perciò, per enfatizzare questo paradosso, Derrida riformalizza la cultura umana come una rete disgiunta di segni e scritti che proliferano, in assenza dell'autore.

Nonostante Derrida e Foucault vengano citati come filosofi postmoderni, ciascuno ha rifiutato molte delle tesi dell'altro. Come Lyotard, entrambi sono scettici sul fatto che ci possano essere affermazioni universali di verità. Diversamente da Lyotard, comunque, loro sono (o sembrano) più pessimisti sulle affermazioni di emancipazione di qualsiasi gioco linguistico; perciò alcuni li vorrebbero indicare come post-strutturalisti piuttosto che postmoderni.

Al gruppo dei pensatori postmoderni è stato accorpato Jean Baudrillard, in realtà di formazione sociologo, con interessi estesi al mondo della semiotica, della comunicazione e della politica. Baudrillard propone una teoria del simulacro (traendo ispirazione dai romanzi degli scrittori Philip K. Dick e James Graham Ballard) visto come significante senza reale significato. Un esempio classico quello di Marilyn Monroe, il cui volto compare pervasivamente nell'orizzonte dei massmedia, senza che tutti i consumatori dei media abbiano visto necessariamente anche un solo film dell'attrice, o conoscano anche un solo fatto della sua vita. Marilyn Monroe (come altre icone pop che circolano nella rete dei media) è svincolata da un qualsiasi referente, e in ultima analisi significa sé stessa. Baudrillard, a partire dalla sua riflessione sui simulacri, ha elaborato una sua teoria della società postmoderna vista come società dei simulacri, o società simulazionale.

Filosofi postmoderni successivi[modifica | modifica sorgente]

Postmodernismo e post-strutturalismo[modifica | modifica sorgente]

La filosofia postmoderna è molto simile al post-strutturalismo; il fatto che uno li consideri identici o fondamentalmente differenti dipende da in che relazione si trova nei loro confronti. Quelli che si oppongono ad entrambi spesso li categorizzano assieme; coloro che li supportano invece fanno delle distinzioni più sottili.

Postmodernismo e postmodernità[modifica | modifica sorgente]

Altri che hanno scritto sulla postmodernità sono il critico letterario Fredric Jameson e il geografo David Harvey. Essi distinguono tra postmodrnità, che usano per descrivere una condizione o situazione storica oggettiva, e postmodernismo, che usano per descrivere un particolare modo di parlare della postmodernita'. Hanno anche identificato la postmodernità con quello che il marxista Ernest Mandel chiamò "tardo capitalismo", e hanno caratterizzato il postmodernismo come l'ideologia del tardo capitalismo.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


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