Filippo Venuti (archeologo)

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Filippo Venuti, detto anche de' Venuti (Cortona, 1709Cortona, 1769), è stato un archeologo ed enciclopedista italiano, ricordato in particolare per aver collaborato all'edizione lucchese commentata dell'Encyclopédie di Diderot e D'Alembert e per l'amicizia con Montesquieu.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Esponente di una famiglia marchionale cortonese dedita agli studi di erudizione e, soprattutto, di antiquariato, divenne canonico e, nel 1738, assieme ai fratelli Ridolfino e Niccolò Marcello, partecipò alla fondazione dell'Accademia Etrusca di Cortona, che riscosse ampio consenso, tanto da annoverare nel tempo tra i propri soci, oltre a Montesquieu, Voltaire, Winckelmann e Bernardo Tanucci[1].

Dal 1739 al 1750 fu in Francia, inviatovi da Clemente XII come vicario generale dell'abbazia di Clairac (nella regione dell'Aquitania), incominciando a partecipare alla vita e alle iniziative culturali francesi. Revocatogli nel 1742 l'ufficio per dissidi con i gesuiti, divenne bibliotecario dell'Accademia di Bordeaux grazie all'interessamento di Montesquieu, che peraltro lo scelse per la traduzione del Temple de Gnide, uscita anonima, senza data, ma risalente al 1749 o 1750[2]. In precedenza, aveva tradotto altre opere, fra le quali, nel 1748, il poema sulla religione di Racine[3].

Rientrato in Toscana, ebbe l'incarico di prevosto del Duomo di Livorno dal 1751 al 1766, prima di ritirarsi a vita privata nella sua città natale. Nel 1752 promosse il periodico mensile Magazzino italiano d'istruzione e piacere, che nel 1754 modificò il nome in Magazzino toscano, con il quale collaborò fino all'ultimo numero del 1757. Nel 1753 fondò la Società botanica di Cortona[4] e due anni più tardi conobbe e aiutò il botanico Nikolaus Joseph von Jacquin[5].

Magna pars dell'edizione commentata dell'Encyclopédie[6], se ne distaccò dal IV volume del 1759, pur mantenendo un atteggiamento critico nei confronti della gerarchia cattolica.

Il 14 giugno 1759 fu nominato fellow della Royal Society[7].

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Membro della Royal Society - nastrino per uniforme ordinaria Membro della Royal Society

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ M. Cristofani, Dizionario della civiltà etrusca, Giunti, Firenze 1985, p. 4; B. Tanucci, Epistolario, vol. IX (1760-1761), a cura di M.G. Maiorini, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 1985, p. 114.
  2. ^ S. Rotta, Montesquieu nel Settecento italiano: note e ricerche, in Scritti scelti di Salvatore Rotta, vol. I, a cura di G. Farinella e D. Areco, Firenze 2003, pp. 58-209
  3. ^ Della religione poema del signor Racine, tradotti dal francese in versi toscani sciolti dall'abate Filippo de' Venuti, Giroud, Avignone 1748. Su questi aspetti cfr. A.M. Andiloro-Rosadoni, Filippo Venuti traduttore: tra educazione ed ermeneutica, in «Atti e memorie della Accademia Petrarca di lettere arti e scienze», ns, XLVI, 1983-84, pp. 21-48.
  4. ^ Luigi Moretti, Baldelli, Onofrio, in «Dizionario Biografico degli Italiani», vol. 5, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Roma 1963, ad vocem.
  5. ^ S. Madriñán, Nikolaus Joseph Jacquin's American Plant. Botanical Expedition to the Caribbean (1754-1759) and the Publication of the Selectarum Stirpium Americanarum Historia, Brill Academic 2013, p. 21
  6. ^ P. Berselli Ambri, L'opera di Montesquieu nel Settecento italiano, Leo S. Olschki, Firenze 1960, p. 11.
  7. ^ List of the Royal Society Fellows (1660-2007) K-Z dal sito della Royal Society

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN96145857790523020035 · LCCN: (ENno90025771 · ISNI: (EN0000 0000 7074 2561 · GND: (DE138745633 · BNF: (FRcb10746734w (data) · BAV: ADV11263027 · CERL: cnp01179635