Accademia Etrusca

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'Accademia Etrusca ha sede a Cortona, nel prestigioso Palazzo Casali.

Museo dell'Accademia Etrusca
Museu da Academia Etrusca.jpg
Palazzo Casali, sede del Museo dell'Accademia Etrusca e della Città di Cortona
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Cortona
Indirizzo Piazza Luca Signorelli, 9
Caratteristiche
Tipo archeologia
Fondatori Ridolfino Venuti e altri
Apertura 1726
Sito web

Coordinate: 43°16′31.64″N 11°59′05.93″E / 43.275456°N 11.98498°E43.275456; 11.98498

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'Accademia Etrusca trae origine dal precedente sodalizio degli “Occulti”, sorto a Cortona il 29 dicembre 1726, composto da Ridolfino Venuti, Bartolomeo Buoni, Niccolò Marcello Venuti, Cristoforo Capulli, Francesco Cattani, Piero Antonio Laparelli, Giorgio Baldelli, e Niccolò Vagnucci.[1].

L'anno successivo, l'istituzione crebbe in consistenza per la cessione della biblioteca personale e di un interessante museo da parte di un erudito cortonese da tempo abitante a Roma, Onofrio Baldelli. Nell'occasione, gli "Occulti" cambiarono il loro nome in Accademia di Scienze et Erudizioni, per trasformarsi ancora, successivamente, in Accademia Etrusca delle Antichità ed Iscrizioni[2].

Si trattava di una denominazione forse non felice, visto che i soci sentirono il bisogno di specificare che non si occupavano di sola etruscologia[3]. L'attività era infatti volta alla ricerca erudita, specificamente toscana.

Elementi portanti della prima fase della vita dell'Accademia furono i fratelli Ridolfino, Filippo e Marcello Venuti[4].

Alla loro scomparsa, l'attività dell'istituzione subì un forte rallentamento. La ripresa avvenne a fine Ottocento, con l'assunzione della carica di bibliotecario, dapprima, e di Lucumone (la più alta carica dell'Accademia) poi, di Girolamo Mancini[5].

Nel Novecento, importanti accademici sono stati il critico e storico della letteratura Pietro Pancrazi e lo storico Ugo Procacci[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ M. Marcucci, Accademia Etrusca, in F. Adorno (a cura di), Accademie e istituzioni culturali in Toscana, Leo S. Olschki, Firenze 1988, p. 39.
  2. ^ Ivi, p. 40.
  3. ^ Ivi, p. 41.
  4. ^ Ivi, p. 42.
  5. ^ Ivi, pp. 43-44.
  6. ^ Ibidem.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN125111655 · LCCN: (ENn79054570 · ISNI: (EN0000 0001 2364 1175 · GND: (DE1000009-4 · BNF: (FRcb11983596g (data) · BAV: ADV10298793