Fernanda Contri

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Fernanda Contri
Contri.JPG
Fernanda Contri con Antonio Gozzi, presidente dell'Entella Calcio

Ministro per gli affari sociali
Durata mandato 28 aprile 1993 –
10 maggio 1994
Presidente Carlo Azeglio Ciampi
Predecessore Adriano Bompiani
Successore Antonio Guidi (Famiglia e solidarietà sociale)

Giudice costituzionale della Repubblica Italiana
Durata mandato 4 novembre 1996 –
4 novembre 2005

Dati generali
Partito politico Partito Socialista Italiano

Fernanda Contri (Ivrea, 21 agosto 1935) è una giurista, magistrato e politica italiana. È stata membro del Consiglio Superiore della Magistratura di nomina Parlamentare, Ministro per gli affari sociali nel governo Ciampi e giudice della Corte costituzionale della Repubblica italiana

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Diplomata al liceo classico e Laureata in giurisprudenza nel 1961, rinunciò a partecipare al concorso per entrare in magistratura nel 1962 (primo concorso in assoluto aperto alle donne), ma lavorò invece come avvocata a Genova occupandosi di diritto di famiglia. Si sposò con Giorgio, ex partigiano il cui padre, un avvocato socialista genovese, ai tempi della seconda guerra mondiale, aiutò molti ebrei a Genova e fu assolto per insufficienza di prove dall'accusa di aver ascoltato Radio Londra.

Fu membro del sindacato degli avvocati. Nel 1983, in occasione di un convegno nel capoluogo ligure, ebbe modo di conoscere Giovanni Falcone, magistrato antimafia a Palermo ucciso nel 1992, di cui sarà poi grande amica consigliandolo anche di non lasciare la moglie Francesca Morvillo nonostante il timore per le possibile ritorsioni della mafia.

Nel 1986, a seguito di una votazione del Parlamento in seduta comune, fu eletta nel Consiglio Superiore della Magistratura presiedendo la sezione disciplinare. Si occupò anche di politica: ricoprì la carica di segretaria generale della presidenza del Consiglio dei ministri durante il primo governo Amato (prima donna in tale incarico) e fu Ministro per gli affari sociali durante il governo Ciampi. Nell'esercizio di quest'ultimo incarico si occupò dei problemi legati all'immigrazione e degli aiuti per la Jugoslavia, colpita dalla guerra.

La nomina alla Corte Costituzionale[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 novembre del 1996 venne nominata giudice costituzionale dal presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, anche se in possibile difetto rispetto ai requisiti di massima stabiliti dalla Costituzione Italiana: l'esercizio dell'avvocatura per almeno 20 anni, non essendo Fernanda Contri una docente universitaria in materie giuridiche. Nel suo caso non era possibile raggiungere il numero di 20 anni anche computando i 4 anni spesi come membro del Consiglio Superiore della Magistratura. Il presidente della Corte Costituzionale Cesare Mirabelli cercò di risolvere la situazione argomentando che nei 20 anni di esercizio dell'avvocatura richiesti dalla Costituzione si dovessero computare anche gli anni di pratica legale. Questa interpretazione non gode di alcun credito presso la dottrina, e venne giudicata un bizzarro tentativo di sanare la nomina di Fernanda Contri.

Né la Costituzione né la Legge istitutiva della Corte costituzionale hanno invero previsto un preciso meccanismo di verifica dei titoli legali dei giudici costituzionali: veniva dato per scontato dal legislatore che la scelta sarebbe caduta su giuristi di chiara fama e dai titoli accademici e professionali solidi (tra i quali si può, peraltro, annoverare senz'altro Fernanda Contri, a prescindere dai requisiti meramente formali) considerata anche l'importanza degli organi deputati alla nomina dei giudici (Parlamento in seduta comune, Presidente della Repubblica, supreme Magistrature ordinaria e amministrativa). Nel caso della nomina di Fernanda Contri l'unica possibilità di sanare la situazione dal punto di vista formale sarebbe stata la rinuncia all'incarico da parte dell'interessata, il che non avvenne. Il 14 dicembre 2004 ha presieduto per la prima volta la Corte costituzionale. Il 14 febbraio del 2005, essendo la giudice più anziana di nomina e di età, ha presieduto un'udienza pubblica della Corte costituzionale (prima donna in Italia). È cessata dalla carica il 6 novembre 2005. Nel 2010 ha reso delle dichiarazioni ai pubblico ministero di Caltanissetta sui colloqui avuti col generale dell'Arma Mario Mori, imputato di favoreggiamento aggravato alla mafia[1].

Sviluppi recenti[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2004 vive nella città di Chiavari (GE) dove per le elezioni comunali del 2012 ha appoggiato il candidato di centro-sinistra Giorgio Getto Viarengo.[2][3] È inoltre tifosa della squadra di calcio locale dell'Entella.[4] La squadra è di proprietà dell'amico imprenditore Antonio Gozzi, ex collega di suo marito nel vecchio PSI e azionista con la sua Duferco di Italbrokers, società di brokeraggio genovese di cui lei è presidente onorario dal 2006.[5] A Gozzi mostra totale solidarietà nel marzo 2015 quando viene arrestato in Belgio per un caso di presunta corruzione e rilasciato dopo due giorni.[6]

Nel 2013 viene fatto il suo nome per la carica di Presidente della Repubblica Italiana [7] e in Parlamento ottiene anche qualche voto.

Nel gennaio 2015 è presidente della commissione di garanzia del Partito Democratico in Liguria per verificare le presunte irregolarità delle primarie di partito dell'11 gennaio in vista delle Elezioni Regionali con la vittoria di Raffaella Paita su Sergio Cofferati.[8][9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN90312165 · SBN: IT\ICCU\RMGV\009325 · ISNI: (EN0000 0004 1965 0177