Durazzo (famiglia)

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Durazzo
Durazzo Family Coat of Arms.svg
AGERE ET PATI FORTIA
Bianco, a quattro fasce di rosso porpora, accompagnate da un blu di prussia nella prima fascia e tre gigli ad ornare d'oro.
StatoFlag of Genoa.svg Repubblica di Genova
CoA Pontifical States 01.svg Stato Pontificio
Flag of Italy (1861-1946).svg Regno d'Italia
Italia Italia
TitoliCroix pattée.svg Doge della Repubblica di Genova
(15731575)
(16191621)
(16391641)
(16651667)
(16851687)
(17091711)
(17341736)
(17671769)

Croix pattée.svg Doge della Repubblica Ligure

(18021805)

Croix pattée.svg Marchese di Gabiano
Croix pattée.svg Marchese di Pontinvrea
Croix pattée.svg Marchese di Campotéjar
Croix pattée.svg Marchese di Generalife
Croix pattée.svg Conte di Montaldo Ligure
Croix pattée.svg Conte di Arona
Croix pattée.svg Signore di Rezzo

FondatoreGiorgio Durazzo
Data di fondazioneXIV secolo
Etniaitaliana
Stemma di Casa Durazzo

La famiglia Durazzo è stata una delle maggiori famiglie genovesi. Dal 1387 al 1576 furono conosciuti come Durassa.

Assieme le famiglie Spinola, Grimaldi e Doria, i Durazzo contrassegnarono la vita politica della Repubblica di Genova raggiungendo nove volte il dogato, e trenta la carica senatoria. Da annoverare anche due cardinali e cinque vescovi alla Chiesa cattolica, sedici ambasciatori, e numerosi collezionisti, mecenati e studiosi.[1][2][3]

Tuttora esistente, i rappresentanti di tale famiglia vivono a Genova, Principato di Monaco e Roma.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Discendenti di una famiglia albanese fuggita nel 1389 dalla città di Durazzo (donde appunto, il nome) a causa delle invasioni ottomane, furono fatti schiavi a Messina da un genovese e poi, liberati, si stabilirono con la famiglia a Genova. Diventarono setaioli e mercanti.[4] Il primo discendente conosciuto è Giorgio Durazzo.[5] Dopo cinque generazioni e circa due secoli dopo che si erano stabiliti a Genova raggiunsero il dogato con Giacomo Grimaldi Durazzo nel 1573 affermandosi come una delle famiglie più importanti della città.

Con il Trattato di Versailles del 1768, di fatto i Francesi costrinsero la Repubblica di Genova a cedere la Corsica. L'ingrato compito toccò al doge Marcello Durazzo. Nel 1797 Napoleone mette fine alla Repubblica di Genova (1339-1797) trasformandola nella Repubblica Ligure (1797-1805) e affida a Girolamo Luigi Durazzo importanti incarichi di governo. Il 10 agosto 1802 Durazzo viene eletto Doge della Repubblica Ligure, carica che mantiene sino al 29 maggio 1805. Pochi giorni dopo e cioè il 4 giugno 1805, la Repubblica Ligure viene ufficialmente soppressa e il suo territorio viene annesso all'Impero francese. Girolamo Durazzo diventa Prefetto del Dipartimento di Genova e successivamente viene nominato senatore dell'Impero, ufficiale della Legion d'Onore e, il 26 aprile 1808, Conte dell'Impero. Muore a Genova il 21 gennaio 1809. Il suo cuore viene sepolto in un'urna del Panthéon di Parigi. Girolamo Durazzo viene spesso erroneamente indicato come l'Ultimo Doge della Repubblica di Genova, ma ciò è inesatto. Egli è stato invece Doge della Repubblica Ligure, peraltro l'unico.

I Durazzo dopo i Grimaldi e gli Spinola (che lasciarono a Genova 11 dogi ciascuno), si collocano al secondo posto con 8 dogi (9 considerando Girolamo Luigi Durazzo). Nel 1677 comprarono Palazzo Reale in via Balbi che vendettero nel 1823 ai Savoia. Dal 1794 al 1923 furono proprietari di Villa Durazzo-Pallavicini a Pegli che poi donata al comune di Genova nel 1928. Da citare inoltre è Palazzo Durazzo di Firenze, esempio di stile neoclassico nel capoluogo toscano, appartenuto ad un ramo cadetto della famiglia.

Il Palazzo Reale in via Balbi, proprietà della famiglia dal 1677 al 1823
Villa Durazzo-Centurione a Santa Margherita Ligure, proprietà della famiglia dal 1678 al 1919

Dogi della famiglia Durazzo[modifica | modifica wikitesto]

Cardinali[modifica | modifica wikitesto]

Conti[modifica | modifica wikitesto]

Naturalisti e botanici[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Da schiavi a dogi di Genova ecco la storia dei Durazzo - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato l'8 settembre 2021.
  2. ^ (EN) Orto botanico Clelia Durazzo Grimaldi | Visitgenoa.it Orto botanico Clelia Durazzo Grimaldi, su www.visitgenoa.it. URL consultato il 10 settembre 2021.
  3. ^ DURAZZO, Pietro in "Dizionario Biografico", su www.treccani.it. URL consultato il 10 settembre 2021.
  4. ^ I Durazzo Archiviato il 30 luglio 2012 in Archive.is. su francobampi.it
  5. ^ Osservatorio Balcani e Caucaso, Durazzo, la famiglia albanese che regnò a Genova, su OBC Transeuropa. URL consultato il 10 settembre 2021.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Emanuele Foresi, "I Pallavicini e i Durazzo dogi della Repubblica di Genova: cronografia biografica", Livorno: Stab. tip. S. Belforte & c., 1906.
  • Armando Fabio Ivaldi, "La famiglia di Giacomo Durazzo. I personaggi decisivi, l'ambiente genovese", in "Alceste di Christoph Willibald Gluck", Stagione Lirica 1987, Programma di Sala, E.A. Teatro Comunale dell'Opera di Genova, pp. 103–223.
  • Armando Fabio Ivaldi, "Giacomo Durazzo da Genova a Vienna (1742-1749)", "Collana di miscellanee e monografie", vol. III, A.M.I.S. (Antiquae Musicae Italicae Studiosi) - C.M.C.D. (La Compagnia dei Musici et il Concerto delle Dame), Genova, 1995.
  • Bruce Alan Brown, "Armando Fabio Ivaldi, "Giacomo Durazzo da Genova a Vienna (1742-1749), Genova, A.M.I.S.- La Compagnia delle Dame, 1995 (Antiquae Musicae Italicae Studiosi, sezione di Genova, 1995: "Collana di miscellanee e monografie, III), 54 pp.", ampia scheda critica in "Il Saggiatore Musicale", Anno IV, n. 1, 1997, pp. 219–221.
  • Armando Fabio Ivaldi, "La villa di Mestre del conte Giacomo Durazzo e il soggiorno veneziano del pittore Giovanni David (1774-1776) in "Da Tintoretto a Rubens. Capolavori della Collezione Durazzo", catalogo della mostra, a cura di Luca Leoncini, Genova Capitale Europea della Cultura, Ginevra-Milano, Skira, 2004, pp. 180–195, nonché le schede numeri 73, 77-78, 160-163, 164-182, 184-189.
  • Angela Valenti Durazzo, "I Durazzo: da schiavi a dogi della repubblicadi Genova", 2004.
  • Angela Valenti Durazzo "Il Fratello del Doge. Giacomo Durazzo un illuminista alla Corte degli Asburgo tra Mozart, Casanova e Gluck",2012.
  • Armando Fabio Ivaldi - Susanna Canepa, "Il conte Giacomo Durazzo Ambasciatore Imperiale a Venezia (1764-1784), in "La Casana. Periodico trimestrale della Banca Carige S.P.A.", n. 3, autunno 2008, pp. 39–57.

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