Enrico IV di Lussemburgo

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Enrico IV
Henry IV, Count of Luxembourg.png
Conte di Lussemburgo
In carica 1136 –
1196
Predecessore Corrado II
Successore Ottone I di Borgogna
Conte di Namur
In carica 1139 –
1189
Predecessore Goffredo I di Namur
Successore Baldovino V di Hainaut
Nome completo Enrico di Namur
Altri titoli Conte di Durbuy e di La Roche
Nascita 1112 circa
Morte Echternach, 14 agosto 1196
Sepoltura abbazia di Floreffe (abbazia di Floreffe in francese), Floreffe
Dinastia Casa di Namur
Padre Goffredo I di Namur
Madre Ermesinda di Lussemburgo
Coniugi Lauretta di Fiandra
Agnese di Gheldria
Figli Ermesinda, di secondo letto
Religione cattolico

Enrico IV di Lussemburgo detto Enrico il Cieco (1112 circa – Echternach, 14 agosto 1196) fu conte di Lussemburgo dal 1136 alla sua morte e di Conte di Namur dal 1139 al 1189.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Enrico, sia, secondo la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, che il Gisleberti Chronicon Hanoniense, era figlio del Casa di Namur, Goffredo I e della sua seconda moglie, Ermesinda di Lussemburgo[1][2], figlia del conte di Lussemburgo e difensore dell'abbazia di San Massimino di Treviri e dell'abbazia di Stablo, Corrado I e di Clemenza d'Aquitania, come ci viene confermato sia da La formation territoriale des principautés belges au moyen-âge (Brussels), Vol. II[3], che dalla Chronica Albrici Monachi Trium Fontium[1].
Goffredo I di Namur, secondo il Chronicon Sancti Hubert Andaginensis era figlio del Casa di Namur, Alberto III[4] e della moglie Ida di Sassonia[5].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo La formation territoriale des principautés belges au moyen-âge (Brussels), Vol. II, Enrico ottenne le Contee di Durbuy e di La Roche, dopo il 1124[6].

Il conte di Lussemburgo, Corrado II morì nel 1136[7] e fu inumato nell'abbazia d'Altmünster[7].
Alla sua morte non ci furono eredi diretti maschi[8][9] (il figlio di Corrado II, Ottone, di circa un anno, non venne preso in considerazione), considerando Corrado l'ultimo discendente della linea diretta maschile gli succedette, assieme alla madre, Ermesinda, Enrico, cugino di Corrado II, che fu conte di Lussemburgo dal 1136, come conferma La formation territoriale des principautés belges au moyen-âge (Brussels), Vol. II[10], per cui Enrico succedette al cugino, in quanto parente più prossimo a Corrado[11]. Dopo 173 anni dalla costruzione del castello di Lussemburgo, la linea di successione diretta del Casato delle Ardenne era cessata[11].

Il re di Germania, Corrado III di Svevia, gli concesse il titolo di Difensore dell'abbazia di San Massimino di Treviri[12].

Nel 1139 Enrico divenne conte di Namur succedendo al padre Goffredo, che, secondo il Nécrologe de l'abbaye de Floreffe, de l'ordre de Prémontré, au diocèse de Namur, morì il 19 agosto 1139, a Floreffe, nell'abbazia da lui fondata assieme alla moglie, Ermengarda[13].

Secondo la Histoire généalogique de la maison royale de Dreux (Paris), Luxembourg, seguendo la politica dei suoi predecessori, Enrico fu coinvolto in una disputa con l'arcivescovo di Treviri per l'abbazia di Saint-Maximian: la disputa durò alcuni anni, sino a che, anche per l'intervento di Corrado III di Svevia e di Bernardo di Chiaravalle, fu raggiunto un accordo, col giuramento di Spira, del 4 gennaio 1146[14].

Ancora secondo La formation territoriale des principautés belges au moyen-âge (Brussels), Vol. II, Enrico, nel 1163 cedette le contee di Durbuy e di La Roche, alla sorella, Alice[15], moglie del conte d'Hainaut, Baldovino IV, come ci viene confermato dal Gisleberti Chronicon Hanoniense[2] e nello stesso tempo, essendo ancora senza eredi, ed essendosi separato dalla prima moglie, John Allyne Gade, nel suo Luxembourg in the Middle Ages (non consultato), asserisce che designò il cognato, Baldovino IV di Hainaut, come suo successore, ed in caso di sua morte, l'erede sarebbe stato uno dei figli[16].

Secondo la Histoire généalogique de la maison royale de Dreux (Paris), Luxembourg, nel1182, Enrico fondò l'abbazia di Nostra Signora di Lussemburgo[14] ed in quello stesso periodo divenne cieco[14].

Nel 1186, Agnese, seconda moglie di Enrico, dopo anni di sterilità e anni di lontananza dal marito, diede alla luce la figlia Ermesinda, che fu immediatamente fidanzata a Enrico II, conte di Champagne[17].

Dopo la morte di Baldovino IV di Hainaut, nel 1171, era divenuto erede di Enrico IV il figlio, Baldovino V di Hainaut, ma la nascita di Ermesinda, figlia di Enrico e della sua seconda moglie[18], rimise in discussione l'eredità di Baldovino V sulle contee di Lussemburgo e di Namur[18].

Nel 1187, l'imperatore, Federico Barbarossa, confermò Baldovino V erede della contea di Namur[19], e, nel 1188, riconoscendogli ancora il suo diritto di successione, trasformò la contea in margraviato[18].
Allora tra il 1188 ed il 1189, Baldovino V, approfittando del fatto che Enrico era vecchio e malato e Enrico II di Champagne era impegnato nella guerra col re di Francia Filippo II Augusto, occupò la contea di Namur[20].

Enrico morì nel 1196; secondo il Nécrologe de l'abbaye de Floreffe, de l'ordre de Prémontré, au diocèse de Namur, morì a Echternach e fu traslato e sepolto a Floreffe, nell'abbazia fondata dai suoi genitori[21].

Alla sua morte non avendo eredi maschi, l'unico discendente diretto era la figlia, Ermesinda. Il suo successore al titolo di Namur era stato Baldovino V di Hainaut, mentre la contea di Lussemburgo fu ereditata dall'imperatore, Enrico VI, che consegnò il titolo di conte di Lussemburgo al fratello, Ottone[22].

Matrimoni e discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Enrico, nel 1157, secondo il documento CX del Cartulaire de l'Abbaye de Saint-Bertin, si era sposato in prime nozze con Lauretta di Fiandra, figlia del signore di Bitche, in Alsazia e conte delle Fiandre, Teodorico di Alsazia e della sua prima moglie, Swanhilde[23], di cui non si conoscono gli ascendenti[23], e che, secondo il Flandria Generosa, era una consanguinea[24]. Lauretta aveva già avuto tre mariti: aveva sposato, in prime nozze, Ivan, comte d'Alosa[23][24], in seconde nozze, nel 1150 circa, Enrico II, duca di Limburgo[24], dopo la separazione del 1152, nello stesso anno, in terze nozze, Rodolfo I, conte di Vermandois[24], di cui era rimasta vedova.
Lauretta, nel 1163, si separò da Enrico e si ritirò nell'abbazia di Forest, vicino a Bruxelles, dove morì[25].
Enrico da Lauretta non ebbe figli[16][26].

Enrico, nel 1167, sia secondo la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, che il Gisleberti Chronicon Hanoniense, si era sposato in seconde nozze con Agnese di Gheldria[27][28], figlia di Enrico I, Conte di Gheldria[28] e Agnese di Arnstein. Ancora il Gisleberti Chronicon Hanoniense ci informa che, dopo 4 anni, Enrico rimandò al padre la moglie, Agnese[28]; secondo John Allyne Gade, nel suo Luxembourg in the Middle Ages (non consultato), Agnese, dopo aver lasciato il marito si ritirò in convento, e dopo diversi anni, anche su sollecitazione di papa Alessandro III, si giunse ad un accordo con Enrico[16]; il Gisleberti Chronicon Hanoniense ci informa che, dopo quindici anni di separazione i coniugi tornarono insieme[29] e, successivo mese di luglio nacque una figlia[29].
Enrico da Agnese ebbe una sola figlia[16][26]:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (LA) Monumenta germanica Historica, tomus XXIII; Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, Pag 851
  2. ^ a b (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus XXI Gisleberti Chronicon Hanoniense, pagg. 507 e 508
  3. ^ (FR) #ES La formation territoriale des principautés belges au moyen-âge (Brussels), Vol. II, pag. 357, nota 4
  4. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus VIII Chronicon Sancti Hubert Andaginensis, pag. 601
  5. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus VIII Chronicon Sancti Hubert Andaginensis, pag. 577
  6. ^ (FR) #ES La formation territoriale des principautés belges au moyen-âge (Brussels), Vol. II, pag. 226
  7. ^ a b (FR) #ES Histoire ecclésiastique et civile du duché de Luxembourg et comté ..., Volume 3, pag. 420
  8. ^ (FR) #ES Histoire généalogique de la maison royale de Dreux (Paris), Luxembourg, pag. 31
  9. ^ (FR) #ES La formation territoriale des principautés belges au moyen-âge (Brussels), Vol. II, pag. 358
  10. ^ (FR) #ES La formation territoriale des principautés belges au moyen-âge (Brussels), Vol. II, pag. 362
  11. ^ a b (FR) #ES Histoire ecclésiastique et civile du duché de Luxembourg et comté ..., Volume 3, pag. 421
  12. ^ (FR) #ES Histoire généalogique de la maison royale de Dreux (Paris), Luxembourg, pag. 37
  13. ^ (LA) (FR) #ES Nécrologe de l'abbaye de Floreffe, de l'ordre de Prémontré, au diocèse de Namur, pagg. 116 - 118 e nota 3
  14. ^ a b c (FR) #ES Histoire généalogique de la maison royale de Dreux (Paris), Luxembourg, pag. 38
  15. ^ (FR) #ES La formation territoriale des principautés belges au moyen-âge (Brussels), Vol. II, pag. 226
  16. ^ a b c d (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy:Conti di Lussemburgo - HENRI de Namur
  17. ^ (FR) #ES Histoire généalogique de la maison royale de Dreux (Paris), Luxembourg, pag. 39
  18. ^ a b c Austin Lane Pool, "Federico Barbarossa e la Germania", cap. XXIV, vol. IV, pag. 857
  19. ^ Austin Lane Pool, "Federico Barbarossa e la Germania", cap. XXIV, vol. IV, pag. 855
  20. ^ (FR) #ES Histoire généalogique de la maison royale de Dreux (Paris), Luxembourg, pagg. 39 e 40
  21. ^ (LA) (FR) #ES Nécrologe de l'abbaye de Floreffe, de l'ordre de Prémontré, au diocèse de Namur, pag. 30 e nota 7
  22. ^ (FR) #ES Histoire généalogique de la maison royale de Dreux (Paris), Luxembourg, pag. 40
  23. ^ a b c (LA) #ES Cartulaire de l'Abbaye de Saint-Bertin, doc. CX, pag 300
  24. ^ a b c d (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus IX Flandria Generosa, pag. 324
  25. ^ (EN) Foundation for Medieval Genealogy:conti di Fiandra - THIERRY de Lorraine
  26. ^ a b (EN) #ES Genealogy: Luxemburg 2 - Henry I "the Blind"
  27. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, pag. 870
  28. ^ a b c (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus XXI Gisleberti Chronicon Hanoniense, pag. 518
  29. ^ a b (LA) Monumenta Germanica Historica, Scriptores, tomus XXI Gisleberti Chronicon Hanoniense, pag. 550

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura storiografica[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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