Emy Cesaroni

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Emy Cesaroni
Emy Cesaroni con Bobby Solo nel 1969.jpg
Emy Cesaroni con Bobby Solo nel 1969
NazionalitàItalia Italia
GenereMusica leggera
Periodo di attività musicale1968 – 1979
EtichettaStyle, Kansas, OSI Records

Emy Cesaroni, pseudonimo di Emi Cesaroni (Terni, 15 aprile 1952), è una cantante e attrice italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Debutta nel 1968, mettendosi in luce al Festival Fuori la voce di Alassio, in cui non vince (al primo posto si classifica Ada Mori) ma ottiene un trofeo con la sua canzone Il giorno[1], e firma un contratto con la Style.

Nel 1969 incide Sette giorni (testo di Pippo Baudo, Sergio Paolini e Stelio Silvestri; musica di Riccardo Vantellini e Pippo Baudo), canzone che è la sigla della stagione 1969-1970 della nota trasmissione televisiva Settevoci; partecipa poi alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia con Uragano (Testo e Musica di Cesare Bovio)

Nel 1971 effettua una tournée in Bulgaria, insieme a Paola Battista e Brunetta.

Il 20 luglio 1972 a Milano si sposa con l'impresario Franco Catullé, da cui avrà la figlia Tharita; testimoni di nozze sono il produttore discografico Ardo Deveras e l'impresario Nando Dagradi.

Nel 1973 partecipa allo spettacolo estivo itinerante di Mike Bongiorno, Fiato ai talenti, con l'imitatore Alfredo Papa[2], esperienza che si ripeterà l'anno successivo con il nuovo titolo Addio Rischiatutto[3].

Nel 1974 passa alla Kansas e l'anno seguente partecipa al Festival di Sanremo con 1975... amore mio. A questo brano è legata una polemica, infatti viene accusato di non esser inedito, poiché era già stato cantato da Pietro Grandi con il titolo Io poeta nel programma Pittura e canzoni della TV svizzera[4], per cui la Commissione lo esclude, per poi riammetterlo con la motivazione che lo spettacolo non era mai stato trasmesso. La vicenda si sarebbe conclusa solo nel 1981, quando la canzone viene dichiarata ufficialmente non inedita ed il Comune di Sanremo viene condannato a pagare una multa di dieci milioni di lire[5].

Dopo l'esperienza sanremese, conclusasi con l'eliminazione del brano dopo la prima serata, la Cesaroni abbandona la musica per dedicarsi al teatro, lavorando tra gli altri anche con Franco Parenti in Pinocchio con gli stivali di Luigi Malerba nel 1981[6], per poi ritirarsi alla fine del decennio per dedicarsi alla famiglia.

La figlia Tharita è la moglie dell'attore americano Dermot Mulroney, da cui ha avuto due figli.

Discografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Adele Gallotti, Tutte donne (meno uno) alle Voci Nuove di Alassio, pubblicato su Stampa Sera del 16 settembre 1968, n° 207, pag. 6
  2. ^ Quiz in piazza a Calice con tanti campioni, pubblicato su La Stampa del 14 giugno 1973, n° 138, pag. 7
  3. ^ Un anno senza Mike, pubblicato su Stampa Sera del 12 agosto 1974, n° 180, pag. 6
  4. ^ Canzone copiata?, pubblicato su Stampa Sera del 26 febbraio 1975, n° 45, pag. 6
  5. ^ Rai Uno Sanremo 1975
  6. ^ http://www.teatrofrancoparenti.it/?p=produzioni-1980-1981

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Eddy Anselmi, Festival di Sanremo. Almanacco illustrato della canzone italiana, edizioni Panini, Modena, alla voce Emy Cesaroni, pag. 639
  • Gino Castaldo (a cura di), Dizionario della canzone italiana, Milano, Curcio, 1990, alla voce Cesaroni Emy, di Enzo Giannelli, pag. 355