Edoardo Agnelli (1954)

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Edoardo Agnelli (a destra) e il padre Gianni assistono a una partita della Juventus, 1990 circa.

Edoardo Agnelli (New York, 9 giugno 1954Fossano, 15 novembre 2000) è stato uno dei due figli di Gianni Agnelli e Marella Caracciolo di Castagneto, ufficialmente morto suicida a 46 anni.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Compie gli studi superiori al Liceo classico Massimo d'Azeglio di Torino, poi frequenta l'Atlantic College nel Regno Unito e l'Università di Princeton negli Stati Uniti d'America, dove consegue una laurea in lettere moderne. Designato dal padre come eventuale successore al vertice dell'azienda di famiglia, ben presto rivelerà scarso interesse per il mondo degli affari, dedicando maggior attenzione a temi filosofici e spirituali. A 22 anni polemizza sulla stampa contro Margherita Hack, difendendo i valori dell'astrologia. Compie viaggi in India, dove incontra il Maestro Sathya Sai Baba, e successivamente si reca a Teheran, dove rimane colpito dalla figura mistica dell'ayatollah Khomeini e si avvicina all'Islam sciita.

In seguito torna molte volte in Iran, così come in Kenya, dove viene arrestato il 20 agosto 1990, a Malindi, poiché trovato in possesso di eroina,[1] venendo successivamente assolto dalle autorità locali. Agnelli viene inoltre prosciolto nell'autunno dello stesso anno dall'accusa di spaccio di stupefacenti.[2]

Edoardo Agnelli (a destra) partecipa a una Jumuʿa dell'ayatollah Ali Khamenei a Teheran, 3 aprile 1981

Nelle rare interviste concesse alla stampa, afferma di voler prendere le distanze dai valori del capitalismo e sostiene di volersi dedicare a studi di teologia.

La mattina del 15 novembre 2000 il suo corpo senza vita viene rinvenuto presso la base del trentacinquesimo pilone del viadotto autostradale "Generale Franco Romano" della Torino-Savona, nei pressi di Fossano; la sua Fiat Croma, con il motore ancora acceso e il bagagliaio socchiuso, era parcheggiata a lato della carreggiata del viadotto che sovrasta il fiume Stura di Demonte. La magistratura conclude presto le indagini formulando l'ipotesi del suicidio.

È sepolto nella monumentale tomba di famiglia, che sovrasta il cimitero di Villar Perosa, accanto al cugino Giovanni Alberto Agnelli, agli zii Umberto e Giorgio e di fronte al padre e alla madre.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ A Malindi va in scena il pubblico processo a Edoardo Agnelli, in la Repubblica, 25 settembre 1990. URL consultato il 20 agosto 2014.
  2. ^ In base alla legge n. 685 del 1975 riguardante la «modica quantità per uso personale». La sua posizione di inquisito era sorta da un'inchiesta su un giro di droga nella "Roma Bene" in seguito al decesso per overdose di eroina, avvenuto il 6 giugno 1988, di Ranieri Ferrara Santamaria, figlio di un noto avvocato capitolino, nonché amico dello stesso Edoardo. In seguito alla testimonianza fornita da questi (che comporta perfino l'ammissione della propria tossicodipendenza) al Giudice istruttore Stefano Meschini, e ai riscontri delle intercettazioni telefoniche di alcune conversazioni tra l'imputato e la vittima, vengono rinviate a giudizio trenta persone; tra queste ultime figurano i nomi di alcuni spacciatori, nonché di diversi appartenenti al mondo dello spettacolo e all'alta società romana, cfr. I droga-party della Roma bene, processo a 30 vip, Agnelli jr. prosciolto, in la Repubblica, 7 ottobre 1990. URL consultato il 20 agosto 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Casa Agnelli di Marco Ferrante, Mondadori, 2007, ISBN 978-88-04-56673-1
  • Giuseppe Puppo, Ottanta metri di mistero - La tragica morte di Edoardo Agnelli, Koinè Edizioni, 2009, ISBN 978-88-87509-93-9.
  • Un giallo troppo complicato di Giuseppe Puppo, Edizioni Tabula Fati, 2015
  • Edoardo - Senza corona... senza scorta di Marco Bernardini, Edizioni Spoon River, 2004
  • L'agnello nero di Magnus E. Scherman, Edizioni Forlag1.dk, 2011
  • I misteri di casa Agnelli di Antonio Parisi, Edizioni Aliberti, 2011
  • Agnelli segreti di Gigi Moncalvo, Edizioni Vallecchi, 2012

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