EBow

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EBow

L'EBow, abbreviazione di energy bow (comunemente indicato anche come electronic bow, cioè "archetto elettronico")[1] è un dispositivo elettronico per chitarra.

Funzionamento[modifica | modifica wikitesto]

L'EBow contiene un circuito elettronico, alimentato da una batteria da 9V alloggiata nell'impugnatura, il quale produce un campo elettromagnetico che induce una vibrazione continua nella corda che si trova nel suo raggio d'azione: ciò consente all'esecutore un sustain illimitato, tale ad esempio da emulare il suono di strumenti ad arco (da cui il nome) o a fiato, oltre a facilitare la tecnica della mano sulla tastiera della chitarra, specialmente nel legato e nel glissando.

L'EBow funziona su qualunque chitarra con corde metalliche, anche su chitarre folk prive di amplificazione; non è indicato invece per le chitarre classiche ed altri strumenti con corde di nylon, come ad esempio l'ukulele.

Modalità d'uso[modifica | modifica wikitesto]

Base dell'EBow coi rilievi scanalati per poggiarlo sulle due corde adiacenti a quella che si intende suonare.

Il dispositivo è concepito per far vibrare una sola corda alla volta e si poggia sulle due corde adiacenti a quella che si intende suonare, grazie ad appositi rilievi con scanalature posti alla base della scocca: quest'ultima è disegnata in modo da lasciare libera di vibrare la corda che si trovi nel mezzo.

Esempio di uso dell'Ebow su una Fender Telecaster

L'impiego sulla chitarra elettrica, grazie all'interazione con i pick-up, consente una gamma tonale ed una varietà di tecniche esecutive molto ampie. Ad esempio, l'avvicinamento o allontanamento dell'EBow dal magnete della chitarra - in senso longitudinale alle corde - consentono un discreto margine di controllo dell'intensità dell'innesco elettromagnetico e quindi della dinamica dell'esecuzione.[2]

L'EBow è disegnato in modo da permettere all'esecutore di passare agevolmente e rapidamente da una corda all'altra, senza staccarlo dalle corde stesse, con moto trasversale analogo a quello di un archetto su uno strumento ad arco.[2] In presenza di magneti la risposta delle corde è quasi istantanea; tuttavia per ridurre al minimo l'interruzione di suono nel passaggio da una corda all'altra è necessario che nel movimento il dispositivo si trovi proprio sopra al magnete (cioè sull'area di massima risposta). Tale posizione consente arpeggi anche molto veloci, simili alla tecnica dello sweep-picking o, nuovamente, agli arpeggi eseguiti sugli strumenti ad arco.[2] Altri effetti espressivi facilitati dall'uso dell'EBow sono lo staccato e il reverse (cioè un suono analogo a quello della chitarra su un nastro riprodotto alla rovescia) ma entrambi attengono più alla manualità dell'esecuzione che non alla tecnologia del dispositivo in sé.[2]

L'uso dell'EBow sulla prima e sull'ultima corda può richiedere accorgimenti specifici, anzitutto perché in tali casi il dispositivo ha una sola corda adiacente su cui poggiare anziché due; inoltre la corda più acuta, essendo la più sottile, è anche la più difficile da far vibrare, mentre la corda più grave, per le ragioni opposte, risponde molto più rapidamente.[2] In particolare, l'uso sulla corda più acuta può richiedere una lieve inclinazione dell'EBow mediante la rotazione del polso, per avvicinare il dispositivo alla corda e preservare l'effetto del campo magnetico.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

l'EBow fu ideato e brevettato nel 1969 dallo statunitense Greg Heet. Il primo prototipo del dispositivo era montato all'interno della chitarra; il primo modello portatile, già simile all'attuale, risale al 1974 e fu poi commercializzato dallo stesso Heet tramite la sua ditta, la Heet Sounds, che lo presentò al NAMM di Chicago nel 1976.[1] Secondo l'inventore, il suo primo cliente fu Jerry Garcia dei Grateful Dead, che ne acquistò tre esemplari.[1]

Dall'inizio della sua produzione, l'EBow subì pochissime modifiche tecniche e quasi nessuna nel design; nel 1983, con il secondo modello, fu introdotto un interruttore di accensione e spegnimento; un terzo modello, prodotto nel 1989, era dotato di una maggiore velocità e potenza di innesco elettromagnetico.[1]

Nel 1998 fu presentato il quarto modello, denominato PlusEBow (che nella pronuncia inglese richiama la parola placebo)[1] e dotato di un nuovo interruttore Fundamental/Harmonic il quale, invertendo la fase del campo magnetico, permetteva di commutare fra la nota fondamentale e la relativa armonica (nello specifico l'ottava superiore) con effetto simile al feedback.[1]

L'EBow fu utilizzato nel corso degli anni da molti artisti internazionali, tra i quali David Gilmour, Adrian Belew, Eddie Vedder, Stone Gossard e Mike McCready dei Pearl Jam, Martin Lee Gore dei Depeche Mode, David Bowie, R.E.M., Radiohead, Sigur Rós, Coldplay, The Edge degli U2, Smashing Pumpkins, Steve Hackett, Brian May dei Queen e Metallica,[3] ed anche italiani come Dodi Battaglia, Luca Colombo, Carmen Consoli, Raf, Ligabue, Massimo Varini e Giorgio Canali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f (EN) The Amazing EBow :: FAQ, su www.ebow.com. URL consultato il 13 maggio 2018.
  2. ^ a b c d e f (EN) The Amazing EBow :: Lessons :: Animation, su www.ebow.com. URL consultato il 13 maggio 2018.
  3. ^ (EN) The Amazing EBow :: Artists :: By Name, su www.ebow.com. URL consultato il 13 maggio 2018.

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