Dictamnus albus

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Dittamo
0 Dictamnus albus - Fraxinelle (1).JPG
Dictamnus albus
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Rosidae
Ordine Sapindales
Famiglia Rutaceae
Genere Dictamnus
Specie Dictamnus albus
Nomenclatura binomiale
Dictamnus albus
L., 1753

Il dittamo (Dictamnus albus, L. 1753) è un arbusto perenne della famiglia delle Rutaceae. Viene anche chiamato frassinella perché la forma delle sue foglie ricorda da vicino quella del frassino. In alternativa è parimenti usato il nome di limonella poiché le sue foglie, se sfregate, emanano un intenso profumo del tutto simile a quello del limone.

Il nome generico deriva da "Dikti" (nome di un monte dell'isola di Creta), e da "thamnos" (arbusto).

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Pianta di dittamo in fioritura a fine primavera
Tavola botanica del dittamo

Si tratta di una pianta di 30–100 cm di altezza, fortemente aromatica e ricoperta di ghiandole secernenti sostanze irritanti per la pelle. La fioritura avviene normalmente tra maggio e giugno. I fiori, 4–5 cm di diametro, riuniti in un racemo apicale, hanno quattro petali rivolti verso l'alto ed uno verso il basso.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

È una pianta presente in Europa, nelle zone temperate dell'Asia, in Siberia e in Caucaso.

In Italia è una pianta abbastanza rara: la si rinviene nei boschi collinari aridi, dove di solito prosperano querce e castagni. Vegeta tra radure e cespugli o ai margini dei sentieri, ed è diffusa negli habitat adatti di tutta la penisola.[1]

Riferimenti letterari[modifica | modifica sorgente]

Una lirica di Giovanni Pascoli, tratta dalla raccolta Myricae, allude a proprietà emostatiche attribuitegli dalla medicina popolare.[2]

Viene anche menzionato nel Giornalino di Gian Burrasca quando come Gianburrasca, nascosto sotto la finestra in giardino, prepara uno scherzo alla zia Bettina facendole credere in una crescita improvvisa della pianta di dittamo da lei coltivata con tanta dedizione sul bordo esterno della finestra. Per simulare una rapida crescita, Giamburrasca si serve di un bastoncino infilato dal buco del vaso e legato al tronco della pianta. La zia Bettina, particolarmente impressionata dall'evento della rapidissima crescita della pianta, gli attribuisce un significato miracoloso, scorgendovi una manifestazione dello spirito del defunto e adorato marito Ferdinando, che gli aveva regalato il dittamo alla sua festa .[3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Maria Luisa Sotti, Maria Teresa della Beffa, Le piante aromatiche. Tutte le specie più diffuse in Italia, Milano, Editoriale Giorgio Mondadori, 1989. ISBN 88-3741-057-3.
  2. ^ Fondazione Giovanni Pascoli - Myricae
  3. ^ L'episodio viene descritto addì 17 ottobre del Giornalino di Gian Burrasca

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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