Dattero

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Datteri)
Jump to navigation Jump to search
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il mollusco, vedi Dattero di mare.


Il dattero è il frutto commestibile della palma da datteri (Phoenix dactylifera), una cultivar popolarmente presa per un albero. È un frutto carnoso, oblungo, lungo da 4 a 6 cm, contenente un "nucleo" allungato, segnato con un solco longitudinale. È un frutto molto energetico.

Il giuggiolo (Ziziphus jujuba), è detto anche dattero cinese.

Botanica[modifica | modifica wikitesto]

Datteri allo stadio khalal (parzialmente maturi)
Datteri sulla palma da datteri
Varietà Deglet: Datteri e "nocciolo"

Botanicamente, il dattero è una bacca. Ciò che è colloquialmente noto come il "nucleo" del dattero, avvolto nell'endocarpo membranoso, è in realtà il seme dell'endosperma molto duro e corneo. Il frutto non è una drupa.

La raccolta di questo prodotto agricolo avviene a livello dello strato arboreo ed è presente in regime (risultante dalla femmina dell'infiorescenza) che può raccogliere un centinaio di ramoscelli e diverse centinaia di datteri

Coltivazione[modifica | modifica wikitesto]

All'interno di un'oasi, tutti gli strati vengono sfruttati per ricavare un rapporto tra i suoli fertili di esso. Alcune coltivazioni, attraverso un'agricoltura convenzionale con palma da dattero, presentano problemi sanitari. I fertilizzanti sintetici e i prodotti fitosanitari per la consociazione a livello erbaceo e arbustivo vengono anch'essi assorbiti da palme da dattero e si trovano nella frutta. Il trattamento contro la falena, un parassita di datteri, viene effettuato innaffiandole per via aerea.

La palma da dattero comincia a fruttificare a partire dal terzo anno d'età e può vivere oltre i trecento anni arrivando a produrre, nelle annate migliori, fino a cinquanta chili di datteri.

Diversa varietà di datteri[modifica | modifica wikitesto]

Aspetti culturali[modifica | modifica wikitesto]

Vendita di datteri a Dakar durante il Ramadan

Il termine dattero deriva dal greco antico δάκτυλος / dáktylos, dito, con riferimento alla forma di questo frutto.

Tradizionalmente, i musulmani rompono il digiuno del Ramadan con i datteri.

Secondo la tradizione musulmana, il dattero è il frutto del paradiso, un frutto miracoloso per le sue numerose virtù nutrizionali. Nel Corano, è menzionato in particolare in Maryam, la diciannovesima Sura[1] I suoi numerosi benefici legati alla sua composizione sono particolarmente apprezzati nel contesto della gravidanza e del parto per aiutare le donne durante queste fasi della vita.

Valori nutritivi[modifica | modifica wikitesto]

Il dattero fresco, quando raggiunge la maturità, è un frutto fragile e delicato da trasportare. In parte è per questo motivo che viene essiccato (dal 70% di acqua si arriva al 20%). Il suo valore energetico è di 287 kcal per 100 grammi. È molto ricco di zuccheri (glucosio, fruttosio e saccarosio). Contiene anche vitamine (B2, B3, B5 e B6), una piccola quantità di vitamina C e sali minerali (potassio e calcio). È anche ricco di cromo e fibra.

I datteri erano l'ingrediente base della diaphoenix, un rimedio della farmacopea marittima occidentale nel diciottesimo secolo.

I valori nutrizionali dei datteri sono riportati nella tabella a fianco.[2]

Datteri
Valori nutrizionali per 100 g
Energia277 kcal (1 160 kJ)
Proteine1,81
Carboidrati
Totali74,97
Zuccheri66,47
Fibre6,7
Grassi
Totali0,15
 
Acqua21,32
Vitamine
Vitamina A149
Tiamina (Vit. B1)0,05
Riboflavina (Vit. B2)0,06
Niacina (Vit. B3)1,61
Acido pantotenico (Vit. B5)0,805
Vitamina B60,249
Vitamina K2,7
Minerali
Calcio64
Ferro0,9
Fosforo62
Magnesio54
Manganese0,296
Potassio696
Rame0,362
Sodio1
Zinco0,44

Produzione agricola[modifica | modifica wikitesto]

Principali Paesi produttori di datteri nel 2012

In media, ogni anno vengono raccolti oltre 5 milioni di tonnellate di datteri. L'Egitto è il più grande produttore, ma i datteri non vengono esportati: il 90% della produzione viene consumata nel paese di origine, specialmente come mangime per il bestiame: l'Europa è principalmente rifornita dal Nord Africa (soprattutto da Algeria e Tunisia).

Nonostante esistano più di trecento cultivar, la più diffusa nei mercati europei è la deglet nour, di cui l'Algeria è noto produttore, essendo originario delle regioni di Biskra.

Il Marocco ha prodotto a lungo un'altra varietà, carnosa e semi-morbida, Mejhoula (termine che significa "sconosciuto" o "anonimo" in arabo). Ma nel diciannovesimo secolo un'epidemia devastò più di dieci milioni di palme da datteri. Alcune piante furono salvate e trasferite nel sud della California. Per questo motivo il mercato europeo è anche rifornito di datteri americani.

In Italia è presente solo come pianta ornamentale in Sicilia, impedisce la produzione agricola nazionale anche il punteruolo rosso che infesta le palme da datteri.

Durante il fascismo si incentivò la coltivazione autarchica dei datteri della Libia, in particolar modo nella regione del Fezzan. Nel 1933 l'agronomo Giulio Vivoli dell'Ufficio agrario della Tripolitania, parte del Ministero delle Colonie, scrisse nel 1933 il libro I datteri del Fezzan - Primo contributo alla conoscenza dei datteri del Fezzan[3].

Utilizzo[modifica | modifica wikitesto]

Si consuma sia fresco sia essiccato. Dal dattero si ricava un particolare tipo di melassa ed esistono alcolici derivati dalla sua fermentazione, come ad esempio l'arrak.

datteri e noccioli

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ versetto 25: scuoti il tronco della palma: lascerà cadere su di te datteri freschi e maturi. «scuoti il tronco»: certamente Allah avrebbe potuto far cadere i datteri direttamente su Maria e invece le chiede uno sforzo personale, un atto di volontà. Nella vita dei devoti l’abbandono ad Allah non deve impedire il fatto di essere presenti a se stessi, volitivi e attivi. E comunque presente è operante la volontà miracolosa dell’Altissimo; si trattava del tronco di una palma secca. fonte: Il Corano.net - diciannovesima Sura
  2. ^ Datteri: valori nutrizionali
  3. ^ Giulio Vivoli, I datteri del Fezzan - Primo contributo alla conoscenza dei datteri del Fezzan, IPS, Roma, 1933

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]