Core 'ngrato (film)

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Core 'ngrato
Titolo originaleCore 'ngrato
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno1951
Durata110 min
Dati tecniciB/N
rapporto: 1,37 : 1
Generedrammatico, sentimentale
RegiaGuido Brignone
SceneggiaturaMario Monicelli, Steno, Guido Brignone, Gaspare Cataldo, Liana Ferri, Ivo Perilli
ProduttoreRomolo Laurenti
Produttore esecutivoGiulio Manenti
Casa di produzioneManenti Film
Distribuzione (Italia)Manenti Film
FotografiaMario Albertelli
MontaggioJolanda Benvenuti
MusicheArmando Fragna
CostumiMario Rappini
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Core 'ngrato è un film del 1951, diretto da Guido Brignone, ispirato in parte all'omonima canzone napoletana.

Pellicola rientrante nel filone strappalacrime, molto in voga in quel periodo, fu distribuito nelle sale cinematografiche l'11 ottobre del 1951, e risultò uno dei film di maggior successo di quell'annata cinematografica in Italia.

Il film fu distribuito anche con il titolo in italiano, Cuore ingrato.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Elena Franzosi, rimasta orfana, entra come segretaria in casa di una vecchia cantante lirica. Alla morte di questa, viene ingiustamente accusata d'essersi impadronita dei gioielli della padrona. Il ladro è stato in realtà Giorgio Suprina, che frequentava la casa, facendo la corte ad Elena. Sottoposta a processo, Elena viene assolta in seguito alla difesa del giovane avvocato Enrico De Marchi. Con l'appoggio dell'avvocato, essa trova anche un posto in una grande sartoria. Un giorno Elena rincontra Giorgio, che le confessa d'aver rubato i gioielli, ma le impone di tacere, minacciando d'accusarla di complicità, se essa lo denuncerà. Innamorata d'Enrico, Elena passa con lui una settimana a Capri. Tornata a Roma è esposta ai ricatti di Giorgio e riceve inoltre la visita di Elvira, madre di Enrico, che le dichiara la sua contrarietà al suo matrimonio col figlio, volendo che questi si fidanzi invece con Ada, una ragazza del suo stesso ceto sociale. Elena rompe quindi la relazione con Enrico, dicendo all'uomo di non essere più innamorata di lui: dopo la nascita di un bambino, frutto della sua relazione con l'avvocato, Elena (dopo essere sopravvissuta ad un difficile parto) riesce ad affermarsi come canzonettista, rifiutando inoltre l'aiuto offertogli da Elvira. Avvicinata nuovamente da Giorgio, che tenta di violentarla, per difendersi, l'uccide. Malgrado l'opposizione di Enrico, che rappresenta la parte civile ed ancora pieno di rancore nei suoi confronti per aver rotto la relazione, Elena viene assolta dall'accusa. Enrico comprende di aver sbagliato e si chiarisce con Elena, riunendosi a lei ed al loro bambino.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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