Congregazione per la residenza dei vescovi

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Congregazione per la residenza dei vescovi
Congregatio super residentia episcoporum
Emblem of the Holy See usual.svg
Eretto12 dicembre 1634 da papa Urbano VIII
Soppresso29 giugno 1908 da papa Pio X
SuccessoriCongregazione Concistoriale
Santa Sede · Chiesa cattolica
I dicasteri della Curia romana

La Congregazione per la residenza dei vescovi (in latino Congregatio super residentia episcoporum) era un organismo della Curia romana, oggi soppresso.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Congregazione per la residenza dei vescovi venne istituita ufficialmente il 12 dicembre 1634 dal pontefice Urbano VIII con la costituzione apostolica Sancta synodus Tridentina, con lo scopo di attuare quanto da tempo era stato prescritto dal concilio di Trento il quale obbligava i vescovi titolari di una sede ecclesiastica a risiedere in essa e non a Roma presso la corte pontificia o presso altre città o corti europee. Fino al 1634, questi compiti erano a carico della Congregazione del concilio.

Tuttavia, malgrado l'imposizione del concilio tridentino, da tempo il fenomeno continuava a perdurare e pertanto Urbano VIII con la bolla Sancta Synodus decise di istituire una congregazione apposita per vigilare su questo fenomeno. All'istituzione di questa congregazione, alcuni cardinali che erano anche arcivescovi o vescovi di città chiesero al pontefice come fosse possibile mantenere la residenza presso le loro sedi episcopali se il loro status cardinalizio ne imponeva la residenza al cospetto del pontefice per coadiuvarne il lavoro. A tal proposito, Urbano VIII prescrisse che la dignità episcopale prevaleva su quella cardinalizia e che quindi tutti i cardinali titolari anche di sedi episcopali dovessero risiedere presso queste ultime e non presso la corte pontificia.

I cardinali erano esentati dalla residenza nelle loro sedi episcopali solo in occasione del conclave ove la loro presenza era richiesta per eleggere il nuovo pontefice a Roma. Urbano VIII prese poi nuovi provvedimenti in merito ad alcune necessità specifiche garantendo ad ogni cardinale un periodo di assenza dalla propria diocesi non superiore ai tre mesi continui per necessità debitamente autorizzate, mentre con la bolla Ad limina Apostolorum concesse un periodo di quattro mesi ai vescovi cismontani e sette a quelli oltrealpini.

Nel corso del XVII secolo la Congregazione non fu molto attiva. Per questo, papa Benedetto XIV cercò di riattivarla con la costituzione Ad universae christianae reipublicae del 3 settembre 1746. Inoltre il pontefice stabilì che a capo della congregazione fosse posto il cardinale vicario di Roma per ravvivare le funzioni della congregazione, stabilendo inoltre che il segretario di questa congregazione fosse sempre il segretario della congregazione del concilio.

La Congregazione per la residenza dei vescovi fu abolita da papa Pio X con la Sapienti consilio del 29 giugno 1908 e le sue competenze affidate alla Congregazione Concistoriale.

Elenco dei Prefetti[modifica | modifica wikitesto]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]