Cimitero di Trespiano

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Coordinate: 43°49′44.65″N 11°17′11.97″E / 43.829069°N 11.286658°E43.829069; 11.286658

Cimitero di Trespiano
Cimitero di trespiano 02.JPG
Veduta del cimitero
Tipo civile
Confessione religiosa cattolica
Stato attuale in uso
Ubicazione
Stato Italia Italia
Città Firenze
Luogo Trespiano
Costruzione
Periodo costruzione 1784
Data apertura 1º maggio 1784
Architetto Umberto Fabbrini (per l'accesso moderno)
Mappa di localizzazione

Il cimitero di Trespiano è uno dei principali cimiteri di Firenze, che prende il nome dalla frazione sulle colline della via Bolognese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'ingresso monumentale

Fu inaugurato il 1º maggio del 1784 in seguito alle riforme lorenesi che proibivano di seppellire i defunti in chiesa. Il cimitero monumentale, allargatosi successivamente nei terreni del crinale del torrente Terzollina, inglobò la villa il Pilastro, nel XV secolo appartenuta ai Davanzelli e passata poi via via fino ai Tassinari nel 1786, e la villa i Mandorli, già appartenuta ai padri domenicani di San Marco. Nel 1881 il cimitero arrivava a coprire 18.000 m2, mentre nel 1906 si era già triplicato e nel 1931 arrivò a misurare 54.000 m2.

La cura del cimitero venne affidata ai padri secolari e dal 1850 al 1890 passò ai padri cappuccini; in seguito venne diretto da un ispettore.

L'accesso moderno è segnato da una fila di cipressi che segnano l'architettura monumentale del luogo del silenzio, disegnato dall'architetto Umberto Fabbrini. La grandiosità della valle che si apre di fronte allo scenario panoramico di monte Morello è così solenne da essersi meritata la definizione di "Valle di Giosafat fiorentina".

La cappella Bracco fu edificata da Giovanni Michelucci tra il 1969 e il 1970.

Personalità sepolte[modifica | modifica wikitesto]

Nel cimitero di Trespiano riposano le salme dei fratelli Rosselli, Giuseppe Poggi, Pietro Chesi, Mario Fabiani, Lando Conti, Piero Bargellini, Gaetano Pieraccini, Ernesto Rossi, Gaetano Salvemini, Piero Calamandrei, Spartaco Lavagnini, Aldobrando de' Medici Tornaquinci, Ettore Nava, Luigi Dallapiccola, Ugo Schiff, Paola Pezzaglia, Carlo Betocchi, Rosa Balistreri, Luigi Michelet, Gastone Brilli Peri, Clemente Biondetti, Gaele Covelli e Medea Norsa

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Nel cimitero fiorentino di Trespiano sono ancora oggi custodite le ceneri di Dora d’Istria, pseudonimo della Principessa Helena Koltsova-Massalskaya, nata Elena Gjika.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Foresto Niccolai (a cura di), L'urne de' forti, monumenti e iscrizioni sepolcrali, Coppini Tipografi, Firenze, settembre 1997

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]