Caterina Vasa (1584-1638)

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Caterina di Svezia
Catalina Vasa.JPG
Caterina di Svezia ritratta da Jacob Heinrich Elbfas
Contessa Palatina di Kleeburg
Nascita Nyköping, 10 novembre 1584
Morte Västerås, 13 dicembre 1638
Padre Carlo IX di Svezia
Madre Anna Maria di Wittelsbach-Simmern
Consorte Giovanni Casimiro, Conte Palatino di Kleeburg
Figli Cristina Maddalena
Carlo X Gustavo di Svezia
Maria Eufrosina
Eleonora Caterina
Adolfo Giovanni, Conte Palatino di Kleeburg

Caterina Vasa (Nyköping, 10 novembre 1584Västerås, 13 dicembre 1638) era una principessa svedese nonché la "madre adottiva" della regina Cristina di Svezia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Era figlia del re Carlo IX di Svezia, e della prima moglie, Anna Maria di Wittelsbach-Simmern. Rimasta orfana di madre nel 1589 e fu affidata alle cure della tedesca Euphrosina Heldina von Dieffenau. Nel 1592, suo padre si risposò con Cristina di Holstein-Gottorp. Si dice che andasse d'accordo con la matrigna ed era vicina ai suoi fratellastri, in particolare il fratello maggiore, il futuro re Gustavo Adolfo. Suo padre divenne reggente nel 1598 e fu incoronato re nel 1607.

Nel 1611, suo fratello succedette a suo padre come re Gustavo Adolfo. Suo fratello la trovò sensata e saggia, e si dice che abbia agito come sua confidente e consigliera in diverse occasioni.

Matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Caterina si è sposata tardi per una principessa del suo periodo. Sebbene fosse una grande ereditiera, il suo status sul mercato dei matrimoni reali internazionale era incerto a causa della situazione politica in Svezia dopo che suo padre aveva conquistato il trono da suo nipote Sigismondo. Il matrimonio dei suoi genitori era stato un'alleanza con il partito anti-Asburgo in Germania, che a sua volta era alleato con il re Enrico IV di Francia e gli ugonotti francesi, e nel 1599-1600, ci furono piani per organizzare un matrimonio tra lei e il principe Enrico, duca di Rohan, capo degli ugonotti francesi. Enrico sposò Marguerite de Béthune nel 1603. Dopo il trattato di Knäred nel 1613, il suo status divenne più sicuro. Con il sostegno della sua matrigna, l'arcivescovo John Frederik, organizzò il matrimonio tra Caterina e il suo parente Giovanni Casimiro del Palatinato-Zweibrücken-Kleeburg. Sebbene relativamente povero, ebbe contatti che furono ritenuti preziosi per la Svezia, anche se il conte Axel Oxenstierna si oppose al matrimonio.

Il matrimonio ebbe luogo l'11 giugno 1615 a Stoccolma. Caterina era, per volere di entrambi i suoi genitori, nonché per la legge riguardante la dote delle principesse svedesi, uno delle ereditiere più ricche di Svezia. Poiché la situazione economica in quel momento era tesa, rimase in Svezia i primi anni dopo il suo matrimonio per proteggere i suoi interessi. Nel gennaio 1618, partì per la Germania. Lì, la coppia ricevette come residenza il castello di Kleeburg nel nord dell'Alsazia. L'anno dopo, Giovanni Casimiro iniziò a costruire una nuova residenza, il Renaissance Palace Katharinenburg vicino a Kleeburg. Nel 1620, la Guerra dei trent'anni li costrinse a fuggire a Strasburgo.

Diede alla luce otto figli:

Ritorna in Svezia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1622 suo fratello il re, preoccupandosi della loro incolumità a causa della guerra, chiese che tornassero in Svezia. Caterina accettò l'invito e arrivò in Svezia con la sua famiglia nel giugno del 1622. In Svezia, lei e Giovanni Casimiro hanno ottenuto il Castello di Stegeborg e una contea nell'Östergötland come loro feudo e residenza e come pagamento della sua dote: Caterina è stata nominata contessa di Stegeborg. Caterina e Giovanni Casimiro si insediarono bene a Stegeborg, dove mantennero uno standard di vita reale[1]. Caterina si impegnò attivamente nella gestione delle proprietà, e nel 1626 gli fu assegnata la tenuta reale di Skenas come suo feudo personale. Caterina era in ottimi rapporti con suo fratello. Durante i suoi viaggi, le chiedeva spesso di provare a consolare e controllare la sua consorte, la regina Maria Eleonora. Caterina fu esposta a certi intrighi a corte con lo scopo di oscurare il suo nome agli occhi della coppia reale, ma riuscì a evitarli. Era in buoni rapporti con le dinastie di Pfalz e Brandeburgo, con le quali corrispondeva, e che la considerava saggia e con un buon giudizio.

Nel 1631, Caterina ricevette la custodia di sua nipote, la principessa Cristina, l'erede al trono, quando il re dovette recarsi in Germania accompagnato dalla moglie Maria Eleonora, dove partecipò alla Guerra dei Trent'anni. Dopo la morte del re Gustavo Adolfo, la coppia entrò in conflitto con il governo della regina Cristina per la loro posizione e diritti su Stegeborg. Quando Giovanni Casimiro ruppe con il consiglio reale nel 1633, la coppia si ritirò dalla corte a Stegeborg. Caterina non ha mostrato alcun interesse per la partecipazione negli affari di stato. Nel 1636, tuttavia, la regina vedova Maria Eleonora fu considerata una tutrice inadatta e privata della custodia del giovane monarca, e Caterina fu nominata tutrice ufficiale e madre adottiva con la responsabilità dell'educazione della giovane regina. La nomina fu fatta su raccomandazione del conte Axel Oxenstierna e, a quanto riferito, accettò il compito con riluttanza. Questo ha distrutto la sua relazione con Maria Eleonora.

La principessa Caterina godeva personalmente di grande rispetto e popolarità in Svezia come membro della casa reale e come tutrice del monarca: tuttavia, questo rispetto non includeva il suo consorte, a cui non era stato dato alcun compito o posizione a corte. Giovanni Casimiro fu esposto a qualche umiliazione a causa della loro differenza di grado tra loro[1]. Un esempio fu all'apertura del Parlamento nel 1633, quando Caterina, in accordo con la volontà del Consiglio Reale seguì la Regina Cristina nella processione, mentre a Giovanni Casimiro fu data la scelta di stare a guardare la cerimonia da una finestra o no essere presente.

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Caterina morì il 13 dicembre 1638 a Västerås, dove la corte reale era fuggita da uno scoppio di peste a Stoccolma. Dopo la sua morte, il consiglio reale nominò due tutrici per la regina: la contessa Ebba Leijonhufvud e Christina Natt och Dag[2].

La Katarina kyrka di Stoccolma prende il nome da lei.

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Re di Svezia
Casato di Vasa
Armoiries rois Vasa de Suède.svg

Gustavo I (1523-1560)
Erik XIV (1560-1568)
Giovanni III (1568-1592)
Sigismondo I (1592-1599)
Carlo IX (1599-1611)
Gustavo II Adolfo (1611-1632)
Cristina (1632-1654)
Gustavo II Adolfo Padre:
Carlo IX di Svezia
Nonno paterno:
Gustavo I di Svezia[3]
Bisnonno paterno:
Erik Johansson Vasa
Trisnonno paterno:
Johan Kristiernsson Vasa
Trisnonna paterna:
Birgitta Gustafsdotter Sture
Bisnonna paterna:
Cecilia Månsdotter Eka
Trisnonno paterno:
Måns Karlsson Eka
Trisnonna paterna:
Sigrid Eskilsdotter Banér
Nonna paterna:
Margaret Leijonhufvud[3]
Bisnonno paterno:
Erik Abrahamsson Leijonhufvud[4]
Trisnonno paterno:
Abraham Kristiernsson Leijonhuvud
Trisnonna paterna:
Birgitta Månsdotter Natt och Dag
Bisnonna paterna:
Ebba Eriksdotter Vasa[4]
Trisnonno paterno:
Erik Karlsson Vasa
Trisnonna paterna:
Anna Karlsdotter Vinstorpa
Madre:
Anna Maria di Wittelsbach-Simmern
Nonno materno:
Ludovico VI, Elettore Palatino[5]
Bisnonno materno:
Federico III, Elettore Palatino[6]
Trisnonno materno:
Giovanni II, Conte Palatino di Simmern
Trisnonna materna:
Beatrice di Baden
Bisnonna materna:
Maria di Brandeburgo-Kulmbach[6]
Trisnonno materno:
Casimiro, Margravio di Brandeburgo-Bayreuth
Trisnonna materna:
Susanna di Baviera
Nonna materna:
Elisabetta d'Assia[5]
Bisnonno materno:
Filippo I, Langravio d'Assia[7]
Trisnonno materno:
Guglielmo II, Langravio d'Assia
Trisnonna materna:
Anna di Mecklemburgo-Schwerin
Bisnonna materna:
Cristina di Sassonia[7]
Trisnonno materno:
Giorgio, duca di Sassonia
Trisnonna materna:
Barbara Jagellona

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Nanna Lundh-Eriksson (1947). Hedvig Eleonora. Stockholm: Wahlström & Widstrand. ISBN
  2. ^ Marie-Louise Rodén: Drottning Christina (Queen Christina) (2008) (in Swedish)
  3. ^ a b (SV) Sven Ulric Palme, Karl IX, in Svenskt biografiskt lexikon, vol. 20, 1975.
  4. ^ a b (SV) Göran Dahlbäck, Margareta, in Svenskt biografiskt lexikon, vol. 25, 1987.
  5. ^ a b (SV) Lars-Olof Skoglund, Maria, in Svenskt biografiskt lexikon, vol. 25, 1987, p. 150.
  6. ^ a b (DE) Press, Volker, Ludwig VI., vol. 15, Berlino, Duncker & Humblot, 1987, ISBN 3-428-00196-6, Neue Deutsche Biographie, p. 414 f.. (On line).
  7. ^ a b (DE) Wolff, Fritz, Philipp der Großmütige, vol. 20, Berlino, Duncker & Humblot, 2001, ISBN 3-428-00201-6, Neue Deutsche Biographie, p. 376–379. (On line).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marie-Louise Rodén: Drottning Christina (La Regina Cristina) (2008) (in svedese)

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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