Maria Eufrosina del Palatinato-Zweibrücken-Kleeburg

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Magnus Gabriel De la Gardie con la sua consorte Maria Eufrosina del Palatinato-Zweibrücken, la sorella di re Carlo X di Svezia. Dipinto del 1653 ad opera di Hendrik Munnichhoven. L'immagine è piena di dettagli simbolici: Magnus Grabriel è in piedi in basso rispetto a sua moglie perché lei è la sorella del re; le loro mani che si tengono simboleggiano fedeltà; dalla fava nella mano di Maria Eufrosina emerge che lei è incinta. Il dipinto è considerato come uno dei più belli dei primi del barocco svedese.
La contessa palatina Maria Eufrosina di Zweibrücken.
Palazzo di Makalös (ineguagliabile) della famiglia De la Gardie, attraverso l'acqua da il Castello reale di Stoccolma

Contessa palatina Maria Eufrosina di Zweibrücken (16251687) era cugina e sorella adottiva della regina Cristina di Svezia e sorella del re Carlo X Gustavo di Svezia. Fu anche, dopo l'ascesa al trono del fratello (1654), titolare principessa reale di Svezia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque dal conte palatino Giovanni Casimiro del Palatinato-Zweibrücken-Kleeburg e dalla principessa Caterina Vasa di Svezia. La sua famiglia fuggì dalla Germania durante la guerra dei trent'anni (1622), e Maria Eufrosina nacque in Svezia. Fu inizialmente allevata insieme alla cugina Cristina come sua sorella adottiva, ma presto, Cristina fu istruita separatamente, poiché le fu data la stessa educazione che era data ad un uomo a causa della sua posizione di monarca.

Sposò il favorito di Cristina, il conte Magnus Gabriel De la Gardie, il 7 marzo 1645[1] nella cappella reale di Tre Kronor, in un matrimonio ritenuto combinato dalla regina Cristina. Nei resoconti tradizionali Cristina e Maria Eufrosina erano ritenute entrambe innamorate di Magnus: la regina avrebbe rinunciato al progetto di sposarlo lei stessa, lasciandolo a sua cugina con queste parole: Ti do ciò che non posso avere per me stessa. Il matrimonio tuttavia non sarebbe stato felice.

La coppia fu obbligata a lasciare la corte nel 1653 dopo un dissidio con la regina, ma poterono fare ritorno un anno dopo, quando il fratello di Maria Eufrosina salì al trono.

All'incoronazione di suo fratello Carlo X nel 1654, a Maria Eufrosina fu concesso il rango e lo status di una principessa reale di Svezia, nonostante l'opposizione di alcuni membri della nobiltà. Non utilizzò mai il titolo di contessa, ma era conosciuta come "la principessa". Spesso riceveva petizioni per conto di chi voleva parlare con suo marito e agiva da mediatore per suo marito presso la famiglia reale, soprattutto quando fu in disgrazia con il monarca.

Nel 1676 cercarono di implicarla, insieme sua cognata Maria Sofia, in un processo alle streghe ispirato dalla famosa Gävle-Boy, Lisbeth Carlsdotter. L'accusa non fu presa seriamente, probabilmente a causa della sua posizione, e contribuì invece a far considerare la Carlsdotter meno credibile.

Molte delle proprietà della famiglia furono confiscate dalla corona nel 1682 da parte del re Carlo XI. Rimasta vedova nel 1686, morì un anno dopo.

Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Sposò Magnus Gabriel De la Gardie il 7 marzo 1645. Di undici figli, soltanto tre diventarono adulti, e soltanto una (Hedvig Ebba), ebbe figli; tuttavia suo nipote morì senza figli.

Figli[modifica | modifica wikitesto]

  1. Gustaf Adolf De la Gardie (1647–1695), celibe, senza figli.
  2. Catharina Charlotta De la Gardie (1655-1697), sposò Otto Wilhelm von Königsmarck, senza figli.
  3. Ebba Hedvig De la Gardie (1657– ), sposò Carl Gustaf Oxenstierna (Eriksson), un figlio maschio che morì senza figli.

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Volfango del Palatinato-Zweibrücken Luigi II del Palatinato-Zweibrücken  
 
Elisabetta d'Assia  
Giovanni I del Palatinato-Zweibrücken  
Anna d'Assia Filippo I d'Assia  
 
Cristina di Sassonia  
Giovanni Casimiro del Palatinato-Zweibrücken-Kleeburg  
Guglielmo di Jülich-Kleve-Berg Giovanni III di Kleve  
 
Maria di Jülich-Berg  
Maddalena di Jülich-Kleve-Berg  
Maria d'Austria Ferdinando I d'Asburgo  
 
Anna Jagellone  
Maria Eufrosina di Zweibrücken, contessa palatina  
Gustavo I di Svezia Erik Johansson Vasa  
 
Cecilia Månsdotter Eka  
Carlo IX di Svezia  
Margherita Leijonhufvud Erik Abrahamsson Leijonhufvud  
 
Ebba Eriksdotter Vasa  
Caterina di Svezia  
Ludovico VI del Palatinato Federico III del Palatinato  
 
Maria di Brandeburgo-Kulmbach  
Anna Maria di Wittelsbach-Simmern  
Elisabetta d'Assia Filippo I d'Assia  
 
Cristina di Sassonia  
 

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Svensk uppslagsbok, Malmö 1931

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • Jan Guillou: Häxornas försvarare (Defender of the witches) (SV)
  • Svante Norrhem - Kvinnor vid maktens sida 1632-1772 (Women alongside power 1632-1772) (SV)
  • Sven Axel Hallbäck - Läckö slott (Läckö palace)(SV)
  • Anteckningar om svenska qvinnor, Wilhelmina Stålberg, P. G. Berg (Note sulle donne svedesi) (SV)
  • Svenska Familj-Journalen (rivista della famiglia svedese) (SV)

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN7369018 · CERL cnp02126252 · GND (DE131878174 · WorldCat Identities (ENviaf-7369018