Carlo Bigatto

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Carlo Bigatto
Carlo Bigatto.jpg
Bigatto alla Juventus col suo caratteristico berretto
Nazionalità Italia Italia
Altezza 172 cm
Peso 70 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex mediano)
Ritirato 1931 - giocatore
1935 - allenatore
Carriera
Squadre di club1
????-1910 non conosciuta Junior[1] ? (?)
1910-1913 Piemonte ? (?)
1913-1931 Juventus 234 (1)
Nazionale
1925-1927 Italia Italia 5 (0)
Carriera da allenatore
1934-1935 Juventus
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Carlo Bigatto (Balzola, 29 agosto 1895Torino, 16 settembre 1942) è stato un allenatore di calcio e calciatore italiano, di ruolo mediano.

Viene indicato anche come Bigatto I per distinguerlo da Giorgio Bigatto, anch'egli calciatore juventino (nella stagione 1923-1924). Oltre al suo legame sportivo con la società bianconera, presiedette la sezione di bocce del club nei primi anni 1940.[2]

È scomparso nel 1942, all'età di 47 anni, dopo una lunga malattia.[3]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Abile dribblatore e ottimo marcatore, era rinomato per la capacità di rubare palla con estrema facilità.[4]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Iniziò a giocare nella Junior, squadra dilettantistica,[1] per poi trasferirsi nel Piemonte di Torino.[4] Nel 1913 passo ai concittadini della Juventus,[4] con cui esordì diciottenne il 12 ottobre di quell'anno in una sfida contro il Racing Libertas di Milano, segnando nell'occasione quella che rimarrà la sua unica rete in maglia bianconera.[5][6]

Divenne presto noto alle cronache, da una parte per il caratteristico stile con cui scendeva in campo, indossando un cappello bianconero[4][5] — «un copricapo con due alette che scendono fin sotto le orecchie»[7] — che, unito «a due baffoni minacciosi»,[8] gli conferivano un singolare aspetto piratesco,[7][8] e dall'altra per l'abitudine decisamente lontana dai canoni della vita di atleta, di arrivare a fumare anche 140 sigarette al giorno:[4][7][9] per Bigatto, la cui attività primaria era quella di gestire un deposito di legname, il calcio era più che altro un modo per pubblicizzare la sua azienda, tanto che per mantenere «una condizione privilegiata che gli permetteva di fare quello che voleva», tra cui l'avere il vizio del fumo, per tutta la carriera mantenne lo status di dilettante rifiutando sempre di venire stipendiato dalla società juventina.[7][9]

Con il club torinese giocò inizialmente come centravanti.[4][7] La sua carriera subì un brusco stop nel 1915, quando fu costretto ad arruolarsi con la brigata fanteria Pinerolo per andare a combattere nella Grande Guerra.[6] Una volta tornato dal fronte, da qui in avanti venne schierato prettamente come centromediano.[4][6][7] Prima bandiera del club bianconero[6][7] — di cui è inoltre stato il primo capitano della storia[5] —, vi militò per oltre due decenni fino all'inizio degli anni 1930, ideale trait d'union tra la Juventus dei fondatori e quella del Quinquennio d'oro:[1][7] scese in campo per l'ultima volta il 21 dicembre 1930 contro la Lazio, all'età di 35 anni,[7] prima di ritirarsi a causa di tendini ormai malandati.[1]

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Esordì con la maglia dell'Italia il 22 marzo 1925, sostituendo al 25' Ottavio Barbieri nella gara casalinga contro la Francia vinta dagli azzurri per 7-0. In seguito rappresentò la nazionale in altre quattro occasioni. Con Bigatto in campo la nazionale italiana non ha mai perso (4 vittorie e 1 pareggio).

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Allenò la Juventus nell'annata 1934-1935, subentrando in dicembre all'esonerato Carlo Carcano, staccando a fine stagione l'Ambrosiana-Inter di 2 punti in classifica e portando i bianconeri a vincere il quinto scudetto consecutivo del cosiddetto Quinquennio d'oro; fu poi sostituito da Virginio Rosetta nell'annata successiva. In seguito fu anche dirigente dei torinesi.[10]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia presenze e reti in nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
22-3-1925 Torino Italia Italia 7 – 0 Francia Francia Amichevole - Ingresso al 25’ 25’
8-11-1925 Budapest Ungheria Ungheria 1 – 1 Italia Italia Amichevole -
17-1-1926 Torino Italia Italia 3 – 1 Cecoslovacchia Cecoslovacchia Amichevole -
21-3-1926 Torino Italia Italia 3 – 0 Irlanda Irlanda Amichevole - Uscita al 46’ 46’
17-4-1927 Torino Italia Italia 3 – 1 Portogallo Portogallo Amichevole -
Totale Presenze 5 Reti 0

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Sagoma di Bigatto all'interno del J-Museum (2013)

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Scudetto.svg Campionato italiano: 2

Juventus: 1925-1926, 1930-1931

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Scudetto.svg Campionato italiano: 1

Juventus: 1934-1935

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Moretti, Il primo traghettatore bianconero
  2. ^ In Corso IV Novembre impianti sportivi in via di realizzazione per le nuove attività della Juventus, in La Stampa, 11 marzo 1941, p. 4.
  3. ^ La morte di Carlo Bigatto, in La Stampa, 17 settembre 1942, p. 2.
  4. ^ a b c d e f g Stefano Bedeschi, Carlo Bigatto, ilpalloneracconta.blogspot.it, 29 agosto 2016.
  5. ^ a b c A un secolo dall'esordio della Leggenda Bigatto, juventus.com, 12 ottobre 2013.
  6. ^ a b c d Moretti, Carlo Bigatto, un eroe d'altri tempi
  7. ^ a b c d e f g h i Calzaretta, Bigatto: la prima bandiera bianconera, p. 19
  8. ^ a b Moretti, Il caschetto da pirata della prima bandiera
  9. ^ a b Moretti, Le centoquaranta sigarette al giorno
  10. ^ La morte di Carlo Bigatto, in Il Littoriale, 17 settembre 1942, p. 3.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]