Call of Juarez: Bound in Blood

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Call of Juarez: Bound in Blood
videogioco
Call of Juarez - Bound in Blood Logo.jpg
Logo del gioco
PiattaformaMicrosoft Windows, Xbox 360, PlayStation 3
Data di pubblicazioneStati Uniti 30 giugno 2009[1]
Australia 2 luglio 2009[2]
PAL 3 luglio 2009[3]
GenereSparatutto in prima persona
TemaWestern
OriginePolonia
SviluppoTechland
PubblicazioneUbisoft
Modalità di giocoGiocatore singolo, multiplayer
Periferiche di inputtastiera, joystick, mouse, Sixaxis o DualShock 3, Controller Wireless.
Motore graficoChrome Engine 4
SupportoBlu-ray Disc, DVD-ROM, Steam
Distribuzione digitaleSteam
Requisiti di sistemaMinimi (PC)[4]
  • Sistema operativo: Windows XP SP3 / Windows Vista SP1
  • Processore: Intel Pentium 4 3.2 GHz, Intel Pentium D 2.66 GHz, AMD Athlon 64 3500+
  • Scheda video: 256 MB DirectX 10.0 / DirectX 9.0c con Shader Model 3.0 o superiore
  • RAM: 1 GB per Windows XP / 2 GB per Windows Vista
  • Lettore DVD-ROM
  • Scheda audio: compatibile con DirectX 9.0c
  • Disco rigido: 4 GB liberi
Fascia di etàESRBM
SerieCall of Juarez
Preceduto daCall of Juarez
Seguito daCall of Juarez: The Cartel

Call of Juarez: Bound in Blood è un videogioco di tipo sparatutto in prima persona in stile vecchio West uscito per Microsoft Windows, PlayStation 3 e Xbox 360 nel 2009[5]. Sviluppato da Techland e pubblicato da Ubisoft[6], è il prequel del primo gioco, Call of Juarez che ha debuttato su PC nel 2006[5][7]. Nel 2011 è uscito il nuovo capitolo della serie tuttavia slegato dai precedenti per quanto riguarda la storia, ovvero Call of Juarez: The Cartel.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Una scena del gameplay.

Ambientato 20 anni prima del videogioco Call of Juarez, Call of Juarez: Bound in Blood è pertanto da considerarsi un prequel[5].

La vicenda, ambientata in vari luoghi tra lo stato della Georgia, Arkansas, Messico e Arizona, narra la storia dei tre fratelli McCall: Raymond, il maggiore, rude e irascibile, Thomas[5], più calmo, riflessivo e abile con le donne, e William[5], il minore, prete, unico fratello non utilizzabile nel gioco e voce narrante della storia. All'inizio, nel 1866, vediamo Ray e Tom puntarsi le pistole contro a vicenda. William, in mezzo ai due, capisce che dovrà sacrificarsi per riportare i fratelli nella retta via ed evitare la catastrofe. Inizia quindi un flashback del 1864, nel pieno della Guerra di Secessione americana. A seguito della morte del padre, Ray e Thomas si arruolano con l'esercito sudista per dare una mano a salvare le proprie terre dalla furia nordista, mentre William lascia i suoi studi religiosi in seminario per badare alla casa e alla madre malata.

I due fratelli, che combattono nel reggimento comandato dal colonnello Barnsby, bloccano l'avanzata nemica nei pressi di Atlanta facendo esplodere il ponte d'accesso, ma poi, anziché ricevere rinforzi, vengono informati dal sergente O'Donnell, braccio destro di Barnsby, dell'ordine di ritirarsi verso Jonesboro, lasciando così 50 miglia di terre, fra cui la loro fattoria, nelle mani dei nordisti, e decidono quindi di disertare. Raggiungono casa proprio al momento del passaggio dei nemici intenti al saccheggio e riescono a salvare il fratello minore, ma per la madre e la casa, ridotta ad un cumulo di macerie, non c'è più niente da fare. Dopo aver dato onorata sepoltura alla madre e aver giurato di ricostruire l'abitazione, i tre partono in viaggio attraverso gli Stati Uniti per farsi una nuova vita nel West, dove vi sono grandi promesse di lavoro e speranze di arricchirsi, ignari però che il colonnello Barnsby, a seguito della distruzione dell'importante città confederata di Atlanta, dove sono morti anche sua moglie e i suoi figli, è sulle loro tracce, risoluto ad impiccare tutti gli uomini che con la loro diserzione hanno permesso una simile catastrofe. L'anno dopo, il 1865, la guerra finisce con la resa dei sudisti.

A causa della loro sfrenatezza e del carattere violento che la guerra ha impresso loro, Raymond e Thomas si cacciano sempre in mezzo ai guai, tanto che William non sembra più riconoscerli, e finiscono per essere cacciati da tutte le città dove si fermano, fino all'Arkansas, dove addirittura uccidono in duello lo sceriffo di una città e a malapena riescono a salvarsi dagli abitanti che vogliono linciarli. Ricercati dalla legge, capiscono che non basta più cambiare stato, e devono proprio lasciare gli Stati Uniti. Si rifugiano quindi in Messico, nella cittadina di Juarez, dove Ray aveva sentito dire esserci un antico tesoro azteco sepolto nei pressi, una manciata d'oro tale da ricostruire la casa e rifarsi una vita.

Anno successivo, 1866. In un saloon del paese, i McCall salvano Marisa, un'affascinante señorita di cui Ray si invaghisce a prima vista, dalle molestie di alcuni uomini di un prepotente riccone locale, Devlin, e ammazzano in duello il suo braccio destro, il Cobra. I due fanno poi conoscenza con Juan Mendoza, il fidanzato di Marisa, altro prepotente locale che si comporta da padrone a Juarez, tanto da essere stato soprannominato con il nome stesso della città. Ray e Thomas accettano di lavorare per lui, in cambio di una parte del tesoro che Juarez dice di saper per certo come trovare. Come prima missione, Juarez affida loro il compito di allontanare la minaccia rappresentata da Devlin, con cui egli è sempre in competizione per il dominio sulla città. I fratelli giungono alla miniera di Devlin, dove i suoi uomini stanno lavorando e, dopo una lunga sparatoria, lo raggiungono e Ray lo uccide a sangue freddo. Nel frattempo, il capo apache Fiume Impetuoso decide di muovere guerra ai bianchi e manda suo figlio Sguardo Lontano in Messico per trovare qualcuno che rifornisca la tribù di fucili. Il giovane lo trova in Juarez, il quale vuole in cambio un antico medaglione azteco che i pellerossa custodiscono e che dovrebbe servire ad aprire le porte del tempio ove la leggenda dice essere sepolto il tesoro. Mendoza ha intenzione di farsi dare i fucili da un presunto trafficante d'armi, ma al luogo dell'incontro si scopre che costui è stato arrestato dai Pinkerton e i McCall sono chiamati a liberarlo.

Riuscita l'impresa, i fratelli scoprono di essere stati barattati da Juarez in cambio dei fucili al trafficante, che si rivela essere nientemeno che il colonnello Barnsby, il quale, invece di deporre le armi alla fine del conflitto, aveva formato un esercito di sudisti insoddisfatti con i quali si dedicava a razzie e assalti, con lo scopo di far rinascere il Sud e vendicarsi sui disertori come Raymond e Thomas. Catturato, fu liberato dalla pena capitale proprio dai protagonisti. William, sotto tortura, rivela al colonnello il piano di Juarez di barattare con gli apache i fucili, che in realtà non sono altro che arrugginiti rottami della guerra inutilizzabili, in cambio del medaglione, e Barnsby decide dunque di mettersi anche lui alla ricerca del tesoro. I tre fratelli riescono a fuggire e a ricollegarsi con Juarez, che asserisce di non essere a conoscenza del fatto che Barsby li voleva per ucciderli.

A quel punto, ora in possesso dei fucili, Juan e la sua banda, più Marisa, i McCall e Sguardo Lontano come guida, si mettono in marcia attraverso le immense e sconosciute terre degli indiani per compiere il tanto agognato scambio. Un giorno, però, Sguardo Lontano fugge e il gruppo, costretto a proseguire il viaggio senza la guida pellerossa, viene attaccato più volte dai Comanche nativi. Alla fine riescono a trovare gli Apache, ma questi, grazie a Sguardo Lontano che si era ricongiunto con la tribù, scoprono che i fucili sono inutilizzabili. Fiume Impetuoso decide di uccidere tutti, a parte William, perché era stato lui ad avvertire il figlio del tranello di Juarez, e in cambio gli concede di esprimere un desiderio. William sceglie ovviamente di aver salve le vite degli altri. Fiume Impetuoso acconsente, e permette loro anche di fermarsi al villaggio, ma l'unico che se ne va subito è Mendoza.

Nonostante il tranello, Sguardo Lontano decide di condurre Thomas e Ray al medaglione, che è custodito nel territorio dei Navajos, ma solo perché pensa sia maledetto e porterà sciagura tra i bianchi, come punizione. Dopo innumerevoli scontri anche con questa tribù pellerossa, riusciti a recuperare il cimelio e tornati all'accampamento, Sguardo Lontano, intimorito dall'avidità dei due, decide di affidare il prezioso oggetto a William, oltre a rivelargli il segreto che nasconde la leggenda. I fratelli maggiori, poco dopo, litigano per Marisa, che prima aveva fatto la corte a Ray, ma solo affinché egli uccidesse Juarez, in realtà odiato dalla fidanzata, e poi si era realmente innamorata di Thomas, tanto da rivelargli il segreto dei fucili, che a sua volta era venuta a sapere dal fidanzato e che il McCall aveva rivelato al fratello minore.

Durante la scazzottata fra i due, giunge sul luogo Barnsby e rade al suolo l'accampamento coi cannoni. William e Marisa scompaiono insieme al medaglione, mentre Thomas, Ray e Fiume Impetuoso riescono appena a salvarsi dall'attacco del colonnello e sono costretti ad assecondare il suo volere, in quanto questi minaccia di uccidere Sguardo Lontano, catturato mentre infuriava la battaglia, se non gli concedono il medaglione. I McCall allora decidono di andare comunque al luogo fissato per lo scambio, una città fantasma, per regolare una volta per tutte i conti con l'odiato ufficiale. Lì trovano O'Donnell, che uccidono in duello, ma Barnsby, ormai con le spalle al muro, uccide il suo giovane prigioniero e si rifugia in chiesa. Prima di spirare, Sguardo Lontano rivela ai fratelli che era stato catturato al villaggio insieme a Marisa e William da Juarez, il quale aveva poi ceduto lui al colonnello e si era portato dietro gli altri due. Ray e Thomas catturano Barnsby facendogli crollare in testa la torre campanaria della chiesa e poi lo consegnano a Fiume Impetuoso, intenzionato a far patire all'assassino di suo figlio una morte lenta e dolorosa col suo pugnale.

Ai due fratelli non resta che ritornare in Messico, nella cittadina che porta il nome del loro nuovo nemico, e salvare William e Marisa. Nel rifugio del bandito messicano, Marisa, che era stata lasciata libera, consegna a William, tenuto prigioniero, una pistola per difendersi dalle torture di Juarez, ignara che il fidanzato li sta spiando. William non ha paura della morte, ed è pronto a non rivelare il luogo dove sia nascosto il tesoro e come vada usato il medaglione, ora sottrattogli da Juarez, ma si immaginava di venire ucciso istantaneamente con un colpo di pistola, non tra atroci sofferenze e lentamente dal coltello che tira fuori uno scagnozzo. Il prete cede così alla paura, tira fuori la pistola e spara al suo torturatore, ma così facendo perde l'unica cosa su cui aveva sempre potuto contare, la sua fede, e precipita nell'oblio.

Si scopre invero che era tutto un piano Mendoza, che sapeva della pistola e voleva solo che l'odioso pretino, così puro nell'animo, si sporcasse anche lui le mani, perdesse la fiducia in tutto e gli rivelasse finalmente ciò che voleva sapere. Proprio in quel momento, però, giunge notizia dell'arrivo degli altri due McCall e Juarez va ad affrontarli, sperando che loro gli diano le informazioni tanto desiderate con più facilità, lasciando il compito di uccidere William ai suoi scagnozzi. Marisa, da fuori la stanza, sente i colpi di pistola e, disperata, si dirige dal fidanzato, lo colpisce con un candelabro facendolo svenire, gli sottrae il medaglione e scappa all'esterno del rifugio, dove trova Thomas, rimasto fuori per radunare dei cavalli per la fuga, mentre Raymond era entrato a liberare i due prigionieri. Marisa rivela al suo innamorato la morte del fratello minore e i due scappano abbandonando Ray, pensando che se l'avessero salvato li avrebbe uccisi entrambi, in quanto geloso del loro amore, e si avviano con il medaglione verso il luogo dov'era sepolto il tesoro, dato che anche Marisa conosceva la leggenda e sapeva come posizionare l'oggetto. All'interno del rifugio, però, Ray era riuscito a penetrare dal soffitto nella stanza dove gli scagnozzi di Juarez stavano per uccidere William e ad ammazzarli prima che compissero il loro gesto, liberando il fratello, e i colpi di pistola che Marisa aveva sentito provenivano dai suoi revolver. Sconfitto in duello Juarez, Raymond si accorge che il fratello non è più fuori ad aspettarlo coi cavalli e, furente, giura vendetta, capisce dove sono diretti i due e, grazie a William, raggiunge il luogo, dove trova una botola aperta, sotto la quale vi è un'immensa stanza sotterranea piena d'oro e di statue azteche.

Qui la trama riprende dal punto in cui il racconto ha inizio: Ray spunta alle spalle di Thomas e Marisa, che stavano contemplando le immense ricchezze, e reclama un duello con il fratello. I due si puntano addosso le pistole, con William ormai completamente disperato in mezzo ai due. Il tesoro era veramente maledetto, come aveva detto Sguardo Lontano, e aveva portato sciagura a chiunque avesse toccato il medaglione. Ma proprio in quel momento, William ritrova la sua fede, capisce che il suo compito è quello di sacrificarsi per salvare i fratelli e riportarli nelle vie del Signore e si frappone tra i due, minacciando Ray di estrarre la sua arma. Raymond lo respinge incurante delle sue parole, e quando lo vede frugarsi sotto la veste, gli spara, credendo che stia per estrarre la pistola di Marisa per ucciderlo. Il povero prete cade a terra, esanime, tenendo stretta in mano quella che si rivela essere la sua Sacra Bibbia. Ray si accascia a terra, disperato, ma in quel momento fa la sua ennesima comparsa il colonnello Barnsby, lasciato libero dal capo apache Fiume Impetuoso, che a seguito della morte del figlio era cambiato totalmente: si era pentito di tutti i misfatti commessi in vita, aveva abbandonato la guerra in progetto contro l'uomo bianco, che avrebbe solo portato alla distruzione il popolo Apache, aveva perdonato addirittura l'assassino di suo figlio, l'aveva lasciato andare e aveva cambiato nome in Acqua Tranquilla (che vedremo nel Call of Juarez originale). Mentre infuria la battaglia fra i McCall e i soldati, dalle statue azteche cadono ondate di sabbia che in breve tempo invadono completamente la struttura. Il colonnello Barnsby è finalmente ucciso in duello e il suo corpo sparisce immerso nella sabbia. Marisa, Thomas e Raymond riescono a uscire dal tempio azteco prima che la stanza venga completamente sommersa.

La storia si conclude con Ray che, deposti i revolver, decide di prendere i voti e officia il matrimonio di Thomas e Marisa, che intanto si sono stabiliti ad Hope, in Texas, dimostrando che il sacrificio di William non è stato vano.

Modalità di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Il gioco è ispirato al genere spaghetti-western[5]: pistoleri, fuorilegge, duelli, fughe da prigione, rapine in banca, inseguimenti in diligenza e conflitti con i banditi e gli indiani, in maniera simile al videogioco Gun[8]. Nel videogioco si è chiamati ad interpretare due personaggi, i fratelli Ray e Thomas[5]. Il gioco è ambientato nel periodo della Guerra civile americana e segue le avventure di due fratelli fra Stati Uniti e Messico[5].

In quasi tutti i livelli è possibile scegliere quale dei due fratelli utilizzare[5]. Ray, il più vecchio dei fratelli, preferisce i combattimenti ravvicinati e ha una maggiore affinità per le pistole, che sa usare anche in coppia contemporaneamente e può contare sulla dinamite per farsi strada negli ostacoli e uccidere più nemici in una volta[5], ma comunque sa maneggiare i fucili e le carabine. È meno atletico del fratello: corre più lentamente e non è capace di arrampicarsi o saltare ostacoli alti, però è più forte, tanto da poter sfondare porte e trasportare con sé mitragliatrici pesanti[5]. Thomas sceglie invece uno stile di combattimento meno diretto, predilige gli attacchi a distanza con le carabine, con cui ha maggiore affinità, e gli attacchi silenziosi, con arco per la lunga distanza e coltelli da lancio per la corta. Porta comunque due pistole ma può usarle solo singolarmente. È molto agile e veloce, sa arrampicarsi ben più in alto del fratello e in alcune occasioni può utilizzare anche un lazo per salire in luoghi altrimenti insormontabili[5].

Un'espansione ha aggiunto alle 19 armi reali del gioco anche alcune armi ispirate a dei progetti mai messi in atto.

Il sistema di copertura è automatico, basta che il personaggio scelto si avvicini a qualsiasi cosa sufficientemente grande da coprirlo per defilarsi, per poi ruotare lo sguardo per far sporgere il personaggio e quindi prendere la mira.

In alcuni livelli verrà data al giocatore la possibilità di esplorare liberamente la zona, accedendo anche a missioni secondarie, come il recupero di bestiame o la caccia a dei ricercati, per poi utilizzare il denaro guadagnato per comprare nuovi tipi di pistole e fucili, ognuno caratterizzato da vari parametri di potenza, cadenza di fuoco e velocità di ricarica.

Duelli[modifica | modifica wikitesto]

I duelli sono da considerarsi come combattimenti contro i boss, i combattimenti si ispirano ai film di Sergio Leone. All'inizio del duello la telecamera di gioco si sposta alle spalle del giocatore ed inquadra la fondina ed il nemico, lo scopo del giocatore è muovere la telecamera in modo da far rimanere il nemico il più al centro possibile dello schermo, e allo stesso tempo regolare la distanza della mano dalla fondina, al suono di una campana inizia il duello, a quel punto bisogna essere rapidi nell'estrarre la pistola, prendere la mira e sparare.

Armi[modifica | modifica wikitesto]

In Call of Juarez: Bound in Blood quasi tutte le armi possono essere vecchie, normali, ottime e superbe (le ottime sono argentate e le superbe color oro).

Sono presenti vari modelli di pistole, fucili, carabine e altre armi speciali, alcune delle quali utilizzabili solo da Ray o solo da Thomas[5].

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Valutazioni professionali
Testata Versione Giudizio
Metacritic (media al 30-01-2020) PC 78/100[9]
PS3 78/100[10]
X360 77/100[11]
CVG PC 8.4/10[12]
Eurogamer X360 7/10[13]
GameSpot PC 8.0/10[14]
PS3 8.0/10[15]
X360 8.0/10[16]
GameSpy PC 3/5 stelle[17]
X360 3/5 stelle[18]
IGN PC 7.7/10[19]
PS3 7.5/10[20]
X360 7.7/10[21]
OPM PS3 3.5/5 stelle[22]
OXM X360 7/10[23]
Gamesurf Tutte 9/10[24]

Secondo dati di dicembre 2011, il gioco ha venduto in tutto 17 milioni di copie, stabilendosi su un'ottima posizione, per quanto in Italia siano state vendute solo 450.000 copie[senza fonte]. I siti web Gamesurf.it e IGN hanno assegnato a Bound in Blood il punteggio di 9/10, commentando: «[...] una realizzazione forse troppo sollecita, unita a tanti piccoli difetti sparsi nell'area di gioco, lo imbrigliano nel limbo dei titoli che riescono a sfiorare il podio; nonostante questo, ci troviamo di fronte ad un prodotto di eccellente fattura, suggestivo ed evocativo, per certi versi lontano dagli stilemi del genere a cui appartiene e superiore al suo illustre predecessore».[24]. L'amministratore di IGN Roy Bahat ha affermato il 21 maggio 2011 presso la Action Game Conference a Miami:"L'atmosfera evocativa del Far West come ce la presenta questo gioco, non ce l'ha presentata nessun altro gioco, neanche Red Dead Redemption, in quanto questo è la riproduzione vera e propria di quello che succedeva realmente in quei tempi come la famigerata pulizia delle armi settimanale, le gare con le mucche, sparatorie nei saloon, sfide a duello inconcluse, criminali che derubavano città intere e poi erano costretti a sfidarsi con il buono di turno e tanto altro."

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Guy Cocker, Info sull'uscira in nord America, su gamespot.com, GameSpot, 18 maggio 2009. URL consultato il 29 luglio 2011.
  2. ^ Info sull'uscita in Australia, su vurp.com, Vurp. URL consultato il 29 luglio 2011.
  3. ^ James Orry, Info sull'uscita in europa, su videogamer.com, VideoGamer, 29 aprile 2009. URL consultato il 29 luglio 2011.
  4. ^ (EN) Info sui requisiti di sistema, su ubisoft-en.custhelp.com, 27 luglio 2012. URL consultato il 13 marzo 2021 (archiviato dall'url originale il 20 gennaio 2013).
  5. ^ a b c d e f g h i j k l m Call of Juarez Bound in Blood, in Play Generation, n. 39, Edizioni Master, aprile 2009, pp. 32-33, ISSN 1827-6105 (WC · ACNP).
  6. ^ Ubisoft Wrangles the Wild West with Anticipated Prequel Call of Juarez: Bound in Blood, Ubisoft, 30 giugno 2009. URL consultato il 17 gennaio 2011 (archiviato dall'url originale il 15 giugno 2011).
  7. ^ Legami di sangue, in Play Generation, n. 38, Edizioni Master, marzo 2009, p. 6, ISSN 1827-6105 (WC · ACNP).
  8. ^ Alla scoperta del West su PS2, in Play Generation, n. 39, Edizioni Master, aprile 2009, p. 34, ISSN 1827-6105 (WC · ACNP).
  9. ^ (EN) Call of Juarez: Bound in Blood for PC, su Metacritic. URL consultato il 12 novembre 2015.
  10. ^ (EN) Call of Juarez: Bound in Blood for PlayStation 3, su Metacritic. URL consultato il 12 novembre 2015.
  11. ^ (EN) Call of Juarez: Bound in Blood for Xbox 360, su Metacritic. URL consultato il 12 novembre 2015.
  12. ^ (EN) Richard Cobbett, Call of Juarez: Bound in Blood Review (PC), in Computer and Video Games, 2 luglio 2009. URL consultato il 12 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 1º dicembre 2014).
  13. ^ (EN) Oli Walsh, Call of Juarez: Bound in Blood Review (Xbox 360), su Eurogamer, 30 giugno 2009. URL consultato il 12 novembre 2015.
  14. ^ (EN) Randolph Ramsay, Call of Juarez: Bound in Blood Review (PC), su GameSpot, 30 giugno 2009. URL consultato il 12 novembre 2015.
  15. ^ (EN) Randolph Ramsay, Call of Juarez: Bound in Blood Review (PS3), su GameSpot, 1º luglio 2009. URL consultato il 12 novembre 2015.
  16. ^ (EN) Randolph Ramsay, Call of Juarez: Bound in Blood Review (Xbox 360), su GameSpot, 30 giugno 2009. URL consultato il 12 novembre 2015.
  17. ^ (EN) Eric Neigher, Call of Juarez: Bound in Blood Review (PS3), su ps3.gamespy.com, GameSpy, 30 giugno 2009. URL consultato il 12 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  18. ^ (EN) Eric Neigher, Call of Juarez: Bound in Blood Review (Xbox 360), su xbox360.gamespy.com, GameSpy, 30 giugno 2009. URL consultato il 12 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  19. ^ (EN) Call of Juarez: Bound in Blood (PC), su IGN. URL consultato il 12 novembre 2015.
  20. ^ (EN) Jeff Haynes, Call of Juarez: Bound in Blood Review (PS3), su IGN, 1º luglio 2009. URL consultato il 12 novembre 2015.
  21. ^ (EN) Call of Juarez: Bound in Blood (Xbox 360), su IGN. URL consultato il 12 novembre 2015.
  22. ^ (EN) Call of Juarez: Bound in Blood Review (PS3), in Official U.S. PlayStation Magazine, ottobre 2009, p. 76.
  23. ^ (EN) Taylor Cocke, Call of Juarez: Bound in Blood Review (Xbox 360), in Official Xbox Magazine, 30 giugno 2009. URL consultato il 12 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 30 agosto 2011).
  24. ^ a b Alessandro Cossu, Recensione, su gamesurf.tiscali.it, Gamesurf, 6 luglio 2009. URL consultato il 1º giugno 2011 (archiviato dall'url originale il 7 dicembre 2012).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàBNF (FRcb16962534z (data)