Bullitt

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Bullitt
Bullitt.png
Steve McQueen in una scena
Titolo originaleBullitt
Paese di produzioneUSA
Anno1968
Durata109 min
Generedrammatico, poliziesco
RegiaPeter Yates
Soggettodal romanzo Mute Witness di Robert L. Pike
SceneggiaturaAlan R. Trustman, Harry Kleiner
FotografiaWilliam A. Fraker
MontaggioFrank P. Keller
MusicheLalo Schifrin
ScenografiaAlbert Brenner, Phillip Abramson, Ralph S. Hurs
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Bullitt è un film del 1968 diretto da Peter Yates. Poliziesco imperniato sulla figura di un tenente di polizia molto astuto, diffidente e di poche parole, che riesce a risolvere un intricato caso nonostante influenze politiche e una potente avversione dal suo stesso distretto.

Nel 2007 è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

San Francisco, California. Frank Bullitt, tenente della squadra omicidi, viene incaricato da un politicante, Walter Chalmers, di proteggere un certo Ross, un mafioso intenzionato a testimoniare contro cosa nostra. Bullitt cerca di garantire l'incolumità di Ross, ma questi viene ugualmente ucciso da due sicari; il tenente, per non incorrere nelle ire dell'uomo politico e per poter far luce sul caso, occulta il cadavere, proseguendo al contempo le indagini.

La Mustang usata nel film bullit

Grazie alla collaborazione del fidato Delgado ricostruisce in modo discreto ma efficace la vicenda, scampando anche a un agguato stradale grazie alle sue formidabili doti di guidatore con la sua Ford Mustang. I due, pressati sempre più da vicino da Chalmers, riescono a scoprire che l'ucciso non è il vero Ross, bensì Albert Renick. Bullitt scopre poi che Ross è intenzionato a partire per l'Europa, e si precipita all'aeroporto. Lì ha luogo la scena finale: dopo un inseguimento a piedi, Ross viene ucciso, e Bullitt può finalmente chiudere il caso.

L’inseguimento e la Ford Mustang[modifica | modifica wikitesto]

Nel film è celebre una scena di inseguimento di dieci minuti tra una Dodge Charger R/T di colore nero con Bill Hickman al volante e una Ford Mustang GT390 Fastback, guidata da McQueen, contraddistinta dal particolare colore verde scuro metallizzato ("Dark Highland Green") e dai cerchi da corsa Torq Thrust. Entrambe le auto sono del 1968.

Durante le riprese vennero utilizzati due esemplari di Mustang: uno guidato da McQueen dotato di impianto fumogeno sul retrotreno, l’altro, guidato dallo stunt-man Bud Ekins e dotato di roll-bar e sospensioni rinforzate (soprannominato “Jumper”, fu utilizzato per i salti sulle discese di San Francisco). Dopo il film le auto scomparvero per decenni. Il primo ritrovamento fu quello della “Jumper”, trovata abbandonata in un deposito del Messico a marzo 2017; l'altra auto venne fuori qualche mese dopo da una famiglia del New Jersey che per quarant’anni l’ha conservata in segreto, quindi sottoposta a un restauro conservativo dalla stessa Ford ed esposta al salone internazione dell'auto di Detroit nel gennaio 2018, in corrispondenza della presentazione della “Bullitt Limited Edition” della Mustang di ultima generazione.

La targa della Mustang (California JJZ 109); viene ripresa da Quentin Tarantino per la Chevrolet Nova guidata da Stuntman Mike McKay (Kurt Russell) nel film Grindhouse - A prova di morte (2007), stavolta però targata Texas.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il soggetto è tratto dal romanzo Mute Witness di Robert L. Fish (1912-1981), pubblicato per la prima volta nel 1963.

Le riprese sono avvenute completamente per le vie di San Francisco; le scene interne sono state invece realizzate presso gli studi della Warner Bros a Burbank (California).

In uno speciale dietro le quinte del film, si vede all'inizio Steve McQueen e Bill Hickman che si esercitano su una pista da corsa a bordo delle rispettive auto sulle manovre dell'inseguimento che dovranno svolgere.

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Remake[modifica | modifica wikitesto]

Un remake è in fase di studio dal 2003 con Brad Pitt assegnato alla parte che fu di Steve McQueen. Nonostante la volontà dei produttori di mandare avanti il progetto, il film non ha ottenuto semaforo verde ed è rimasto in stallo.[2] Oltre un decennio dopo si è pensato a Jason Statham per il ruolo di Bullitt, ma il progetto si è nuovamente arenato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Librarian of Congress Announces National Film Registry Selections for 2007, Library of Congress, 27 dicembre 2007. URL consultato il 7 febbraio 2016.
  2. ^ (EN) Brad Pitt in "Bullitt" Remake, firstshowing.com, 6 luglio 2007. URL consultato il 7 febbraio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dizionario dei film, Rusconi editore 1980

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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