Begin the Beguine

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Begin the Beguine
Artista
Autore/iCole Porter
GenereSwing
Data1934

Begin the Beguine è un brano musicale composto nel 1934 da Cole Porter. Porter scrisse la canzone tra Kalabahi, Indonesia, e le isole Figi durante una crociera sul Pacifico.[1] Fu cantata per la prima volta in pubblico nell'ottobre 1935 da June Knight nel musical di Broadway Jubilee, prodotto dall'Imperial Theatre di New York City.[2]

Il brano[modifica | modifica wikitesto]

Una "beghina" era in origine una donna laica cristiana del tredicesimo o quattordicesimo secolo che viveva in castità in una comunità religiosa senza aver preso i voti in maniera formale, ma nel linguaggio creolo dei Caraibi, specialmente in Martinica e Guadalupa, il termine arrivò a definire semplicemente una "donna bianca", e poi fu applicato ad uno stile musicale e di ballo. Questa combinazione di stile di ballo "alla francese" e ritmi latini divenne molto popolare a Parigi nel corso degli anni quaranta, anche grazie alla stessa canzone di Porter.

Xavier Cugat e la sua orchestra registrarono una delle sue prime versioni nel 1935, con una forte intonazione latina rispetto alle versioni successive. La registrazione fu strumentale, anche se il cantante Don Reid cantava il titolo, l'inizio e la fine della canzone. Questa registrazione ottenne una classificazione di grande successo.[3]

Versione di Artie Shaw[modifica | modifica wikitesto]

Indian Love Call/Begin the Beguine
ArtistaArtie Shaw
Tipo albumSingolo
Pubblicazione1938
Durata3:11
GenereSwing
Jazz
EtichettaRCA Records

All'inizio, la canzone non suscitò particolare interesse, forse per la sua struttura inconsueta per l'epoca. Due anni dopo, tuttavia, il bandleader Artie Shaw registrò un arrangiamento del brano in versione swing orchestrale, in collaborazione con l'arrangiatore Jerry Gray.

Dopo aver firmato un nuovo contratto discografico con la RCA Victor, Shaw scelse Begin the Beguine come primo dei sei brani da incidere con la sua nuova orchestra a 14 elementi, nel corso della prima sessione in studio alla RCA. La sessione si tenne nello "Studio 2" della RCA sulla East 24th Street a New York il 24 luglio 1938.[4]

Il pessimismo della RCA sul reale potenziale commerciale della canzone, che, a detta loro, "nessuno avrebbe potuto mai ricordare perché troppo lunga", ebbe come risultato il relegamento di Beguine the Beguine al lato B del singolo Indian Love Call, pubblicato dalla Bluebird Records con numero di catalogo B-7746 B. L'insistenza di Shaw venne premiata, e Begin the Beguine divenne un rilevante successo commerciale nel 1938, raggiungendo la posizione numero 3 in classifica, catapultando Shaw e la sua band sotto la luce dei riflettori. L'incisione divenne una delle più famose dell'epoca dello swing.

Altre versioni[modifica | modifica wikitesto]

Begin the Beguine è stata reinterpretata da moltissimi artisti nel corso degli anni, tra i quali: Tony Martin,[5] Chick Henderson, Leslie Hutchinson, Eddie Heywood e la sua orchestra, Alys Robi, The Andrews Sisters, Maurice Rocco, Jo Stafford, Mario Lanza, Pat Boone, Frank Sinatra, Charlie Parker, Caterina Valente, Liberace, Teddy Reno, Johnny Dorelli, Ella Fitzgerald, Louis Prima & Keely Smith, Al Hirt, Elvis Presley (come You'll Be Gone), Andy Williams, Tom Jones, Django Reinhardt, Les Paul, Pete Townshend, Johnny Mathis, Sammy Davis, Jr., Julio Iglesias (1981 prima posizione nella classifiche Official Singles Chart ed Irish Recorded Music Association, settima in Svizzera e ottava in Austria), Dionne Warwick, Michael Nesmith, Frank Holder. La MGM utilizzò Begin the Beguine nel suo musical del 1940 Balla con me, diretto da Norman Taurog. Nel film il brano è ballato da Fred Astaire ed Eleanor Powell. È presente anche nella colonna sonora del film The Rocketeer, cantata da Melora Hardin, la cui colonna sonora è di James Horner.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Max Cryer, Love Me Tender: the stories behind the world's favourite songs, Auckland, Exisie Publishing Co., 2008, pp. 86-89
  2. ^ (EN) Jo Rice, The Guinness Book of 500 Number One Hits, 1st, Enfield, Middlesex, Guinness Superlatives Ltd, 1982, p. 219, ISBN 0-85112-250-7.
  3. ^ (EN) Joel Whitburn, Joel Whitburn's Pop Memories 1890-1954, Wisconsin, USA, Record Research Inc, 1986, p. 116, ISBN 0-89820-083-0.
  4. ^ (EN) Inventory of the Artie Shaw Collection, 1910-2005 (bulk 1936-1955) Collection Number: MMS 5 University of Arizona School of Music http://web.cfa.arizona.edu/artieshaw/collection/mms5shaw.pdf Archiviato il 29 maggio 2015 in Internet Archive. p. 15. Accesso 24 agosto 2014
  5. ^ (EN) Loews Hotels, Feinsteinsattheregency.com. URL consultato il 29 marzo 2014 (archiviato dall'url originale il 12 dicembre 2012).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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