Pio Albergo Trivulzio

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Coordinate: 45°27′55.03″N 9°08′42.15″E / 45.465286°N 9.145042°E45.465286; 9.145042

Angelo Morbelli, Il viatico (1884): vecchi del Pio Albergo Trivulzio assistono all'ufficio funebre di un loro compagno.

Il Pio Albergo Trivulzio è un ente pubblico milanese che gestisce case di cura e ospedali per anziani, gestita e di proprietà dal Comune di Milano.

La denominazione ufficiale attuale è Azienda di servizi alla persona Istituti Milanesi Martinitt e Stelline e Pio Albergo Trivulzio ma per i milanesi è noto come la Baggina, nome dell'antica strada su cui si affaccia e che ancora oggi porta a Baggio, quartiere situato nella zona ovest della città ma Comune indipendente fino al 1923.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Pio Albergo Trivulzio nacque dalle disposizioni testamentarie del 23 agosto 1766 del principe Antonio Tolomeo Trivulzio (1692-1766), nobile milanese e filantropo, attraverso le quali ne ordinò la fondazione all'interno del suo stesso palazzo di Contrada Signora, 10. Il Pio stabilimento aprì nel 1771 riunendo il "piccolo ospizio dei Vecchi", già esistente all'incirca dall'anno 1332 con il nome di "Ospedale di Porta Vercellina" o "Ospedale di San Giacomo dei pellegrini".[1] [2]

Nel 1768 fu terminata la costruzione della struttura. Trivulzio volle che gli anziani accolti rimanessero attivi, cioè potessero sempre sentirsi utili, per allontanare la solitudine, proporzionalmente alle loro abilità e condizioni di salute.

Il 12 dicembre 1900 il Comune di Milano nominò Presidente del Consiglio del Pio Albergo Trivulzio e degli Orfanotrofi Martinitt e Stelline l'avv. Augusto Donati, che successe all'ing. Luigi Mazzocchi. Rimase in carica fino alla sua morte improvvisa il 6 agosto 1903.

Durante la sua presidenza l'ing. Luigi Moretti, responsabile dell'Ufficio Tecnico del Pio Albergo Trivulzio, redasse nel 1901 il primo progetto per la nuova sede lungo la strada per Baggio, poi realizzata su progetto degli ing. Mazzocchi e Formenti tra il 1907 ed il 1910, in quanto la sede in via della Signora non poteva più essere adeguata alle esigenze igienico-sanitarie e l'area era troppo ristretta per il numero degli ospiti.

La nuova sede si trovava nel comune dei Corpi Santi, nel quartiere ancora oggi detto Baggina, cioè sulla strada per Baggio, paese a ovest di Milano.

Il nome della zona passò poi a indicare principalmente il Pio Albergo, e così ancora adesso, nelle espressioni milanesi la "Baggina" è l'ospizio per antonomasia.

Nel 1992, da iniziali indagini dell'allora magistrato inquirente Antonio Di Pietro sul presidente socialista del Pio Albergo Trivulzio, Mario Chiesa, si avviò il processo di Tangentopoli, che sconvolse tutta l'Italia, tanto da far sciogliere alcuni partiti politici. In particolare, Chiesa, denunciato dall'imprenditore Luca Magni fu colto in flagranza il 17 febbraio 1992 mentre intascava una tangente di sette milioni di lire imposta a una società di pulizie per un appalto da 140 milioni[3].

Nel 2011 scoppia invece lo scandalo degli appartamenti di lusso concessi a persone influenti a prezzi di locazione bassissimi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Guida di Milano, Tipografia Bernardoni di C.Rebeschini e C., 1882, pp. 557, 558. URL consultato il 20 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il ).
  2. ^ Maria Pia Alberzoni, Onorato Grassi (a cura di), Le più antiche carte dell'Ospedale di San Giacomo (secolo XIV) di Roberto Perelli Cippo, in La Carità a Milano nei secoli XII-XV: atti del Convegno di studi Milano, 6-7 novembre 1987, Editoriale Jaca Book, 1989.
  3. ^ Agenzia Ansa; 17 febbraio 1992

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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