Italo Ghitti

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Italo Ghitti (Breno, 21 dicembre 1947) è un magistrato italiano Laureatosi in scienze politiche e successivamente in Giurisprudenza presso l'Università Cattolica di Milano, è diventato famoso perché durante i primi 18 mesi di quella fase della storia giudiziaria italiana che è passata sotto il nome di Mani pulite svolgeva le funzioni di GIP di Milano.

Il ruolo in Mani pulite[modifica | modifica wikitesto]

Lo scandalo denominato nel gergo giornalistico "Tangentopoli" cominciò il 17 febbraio 1992, quando il pubblico ministero Antonio Di Pietro chiese ed ottenne dal GIP, che appunto era Ghitti, la cattura di Mario Chiesa, membro del PSI e amministratore del Pio Albergo Trivulzio. Fu l'inizio di una lunga stagione di inchieste scottanti. Le notizie della corruzione in politica cominciarono ad essere pubblicate dai giornali.

Toccava a Ghitti convalidare o meno i provvedimenti giudiziari proposti dalla Procura della Repubblica che vedeva come Procuratore Francesco Saverio Borrelli e come elementi di spicco, oltre ad Antonio Di Pietro, Gherardo Colombo, Francesco Greco, Piercamillo Davigo, Gerardo D'Ambrosio.

Dopo 18 mesi, tuttavia, era sorta qualche incomprensione e fu trovata una soluzione che non sconfessava la precedente linea di condotta: Ghitti accettò la candidatura al CSM e quindi lasciò il suo incarico Milanese.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Mani Pulite.

Il ruolo nella vicenda di Daniele Barillà[modifica | modifica wikitesto]

Italo Ghitti convalidò l'arresto di Daniele Barillà l'imprenditore di Nova Milanese che ottenne in seguito alla revisione del processo un risarcimento per l'ingiusta detenzione durata oltre 7 anni.

Vittima di uno dei più clamorosi casi di errore giudiziario[1] emersi in Italia, Barillà fu erroneamente considerato un trafficante di droga, ma l'equivoco era stato generato da uno sbaglio durante un pedinamento sulla tangenziale e stade limitrofe di Milano. Al pedinamento, avevano preso parte importanti membri del Ros dei Carabinieri, tra cui il noto Capitano Ultimo, Stefano De Caprio, il carabiniere che arrestò Totò Riina. La Fiat Tipo Amaranto alla guida della quale si trovava Barillà era infatti uguale per modello, colore e simile per numero di targa a quella di un vero narcotrafficante.

Come riporta il quotidiano Il Giornale[2], che grazie all operato del giornalista Stefano Zurlo, contribuì a far emergere la vicenda, Ghitti definì l'arresto «non casuale, ma frutto di specifici precedenti accordi la presenza di Barillà e la funzione svolta dallo stesso»

La nomina al Csm e i successivi incarichi[modifica | modifica wikitesto]

Scaduto il mandato al CSM Ghitti tornò in Lombardia assumendo incarichi che, sia pure di prestigio come presidente del tribunale di Monza, erano defilati rispetto al ruolo centrale nelle vicende nazionali prima ricoperto.

In data 19 gennaio 2012 ha assunto la carica di Presidente del Tribunale di Piacenza.

Una intervista[modifica | modifica wikitesto]

Sulle vicende relative a Mani pulite Ghitti ebbe occasione di rompere il silenzio in una intervista in cui ammise che[3] le decisioni da lui assunte nel 1992-1993 erano spesso pedissequi accoglimenti delle richieste della Procura della Repubblica, non essendogli possibile o pratico revisionare tutti gli elementi di prova (che venivano ritenuti fondati spesso senza neppure aver avuto il tempo di esaminarli): a sua volta, sostenne Ghitti, lo stesso PM spesso prende per buone le attività di indagine effettuata dalla polizia giudiziaria, senza un reale riscontro. Peraltro Ghitti si era sempre vantato che in ben 60 occasioni non aveva convalidato le proposte del pool mani pulite.

Nel 1999 i rapporti tra Italo Ghitti e Antonio Di Pietro determinarono un procedimento disciplinare. A Ghitti era stato sollevato l'addebito di aver consigliato al P.M. Di Pietro di come formulare l'accusa per vedersela accettata,[4] Il procedimento si concluse con il completo proscioglimento da ogni addebito[5] Tuttavia questo episodio alimento il dibattito sull'opportunità o meno della cosiddetta separazione delle carrirere.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'errore giudiziario, una vita cambiata.
  2. ^ Barilla l odissea di un uomo sbagliato.
  3. ^ intervista del 17 febbraio 2002 a Tv 7, (il settimanale di approfondimento del Tg 1)
  4. ^ La contiguità tra i ruoli di P.M. e di GIP è vietata dalla legge italiana.
  5. ^ Il procedimento a carico di Italo Ghitti
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