Arya Dröttningu

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Arya Dröttningu (Dröttning in Inheritance)
Universo Ciclo dell'Eredità
Nome orig. Arya Dröttningu (Dröttning in Inheritance)
Lingua orig. Inglese
Autore Christopher Paolini
1ª app. in Eragon
Ultima app. in Inheritance
Interpretata da Sienna Guillory
Voce italiana Chiara Colizzi
Specie elfi
Sesso Femmina
Affiliazione elfi, nani, Varden, Cavalieri dei Draghi

Arya Dröttningu è un personaggio del Ciclo dell'Eredità, la saga fantasy scritta e creata da Christopher Paolini. E' un'elfa e una dei combattenti più forti che appaiono della saga, sia all'arma bianca che nella magia, e nell'ultimo romanzo diventa Cavaliere dei Draghi.

Nel primo romanzo del ciclo viene presentata col solo nome di Arya. Solo successivamente si verrà a sapere che ella è la figlia di Islanzadi, regina degli elfi, e per questo porta il titolo Dröttningu, cioè "principessa" (ma il senso è diverso da come lo si intende nelle altre lingue). In Inheritance succede alla madre come regina di Ellesméra, per cui il suo titolo muta in Dröttning (che nell'Antica Lingua significa "regina").

Come gli altri elfi, Arya, grazie alla conoscenza della magia, mantiene un fisico molto resistente e invecchia con estrema lentezza; viene descritta come alta e longilinea, con folti capelli corvini ed occhi di un verde molto scuro. Ha un carattere schivo e riservato e mantiene di solito un certo distacco dagli altri, come ad esempio la madre, anche quando gli vuole bene. Per contro ha un forte senso del dovere ed è incondizionatamente leale alla causa che serve.

Arya appare all'inizio del romanzo Eragon, quando con un gruppo di elfi viene sorpresa dallo spettro Durza e dagli Urgali al suo seguito; costoro vogliono impadronirsi dell'uovo di drago custodito dagli elfi e portarlo al malvagio re Galbatorix, ma con una magia l'uovo viene allontanato (finendo nelle mani dell'ignaro giovane Eragon), sicché Durza non può far altro che rapire la sola Arya. L'elfa viene imprigionata a Gil'ead, ma si autoinduce il coma per evitare le torture e rallentare gli effetti dei veleni che Durza le ha somministrato. Viene tratta in salvo da Eragon, Saphira (la dragonessa sgusciata dall'uovo che Arya stessa proteggeva) e Murtagh e portata al Farthen Dûr, dove viene curata con il Nettare di Túnivor. Ma il re Galbatorix invia un'armata di Urgali guidati da Durza ad espugnare il Farthen Dûr, per annientare i ribelli Varden e i loro alleati nani; nella battaglia Durza rintraccia Eragon, ma colto di sorpresa da Arya, viene ucciso dal ragazzo, che quindi si guadagna l'epiteto di "Ammazzaspettri" e sancisce la sconfitta dell'armata imperiale.

In Eldest Arya accompagna Eragon ad Ellesméra, nella foresta che costituisce il regno degli elfi, da cui lei stessa proviene e da cui si era allontanata quando si era dichiarata disposta a custodire l'uovo di drago di Saphira. La regina elfica Islanzadi non era favorevole alle simpatie dell'unica figlia alla causa dei Varden (i ribelli che lottano contro il re Galbatorix), ma la riaccoglie felice. Eragon intanto matura un forte amore per Arya e le fa più volte delle proposte, ottenendo però sempre dei netti rifiuti. Anche nei libri successivi il rapporto fra i due non andrà oltre l'amicizia e il cameratismo, benché il giovane persista fino alla fine nei suoi sentimenti e lei in un paio di occasioni sembri flirtare con lui.

In Brisingr Arya torna ad accompagnare Eragon, ormai Cavaliere dei Draghi a tutti gli effetti, in svariate missioni e avventure. Quando i Varden prendono d'assalto la città di Feinster, Eragon e Arya devono affrontare un gruppo di stregoni servi di Galbatorix, che come ultima carta da giocare contro i nemici soverchianti evocano uno spettro di nome Varaug; la battaglia viene comunque vinta e Varaug trafitto da Arya, che a sua volta si guadagna il titolo di "Ammazzaspettri" come Eragon.

In Inheritance Arya partecipa con gli eserciti uniti degli elfi, nani, Urgali e Varden alla battaglia finale in Urû'Baen con Galbatorix, re di Alagaësia. Assieme ad Eragon, Saphira e alla strega-bambina Elva riesce a giungere al cospetto del re, nel cuore del suo palazzo, e lì è lei che abbatte Shruikan, il maestoso drago nero di Galbatorix, il quale viene a sua volta colpito da un incantesimo di Eragon e, incapace di sopportare la sofferenza che gliene deriva, si uccide. Fuori dal palazzo intanto gli assalitori vengono tenuti a bada da lord Barst, generale del re, che grazie al potere di un Eldunarí (un organo in cui un drago può riversare tutta la sua conoscenza ed espellere dal corpo, sopravvivendo alla sua morte fisica anche per millenni) datogli da Galbatorix riesce a respingere anche i più forti maghi elfici e ad uccidere la loro regina, Islanzadi, prima che il guerriero varden Roran riesca a sua volta con uno stratagemma ad abbatterlo. Con quest'ultima vittoria, la guerra è finita e la pace torna in Alagaësia. Arya fa ritorno con gli elfi a Ellesméra, ove, dopo una certa reticenza, si fa convincere a prendere il posto della madre a capo del loro popolo. Inoltre ella fa schiudere un uovo di drago (uno a suo tempo rubato da Galbatorix e recuperato dopo la sua morte), e il cucciolo di colore verde che ne esce, Fìrnen, fa di lei un Cavaliere dei Draghi. Quando Arya quindi si rincontra con Eragon per raccontarglielo, rimane sconvolta allo scoprire che il giovane ha intenzione di abbandonare Alagaësia per addestrare un nuovo ordine di Cavalieri, ma accetta la sua decisione e, all'atto di dirsi addio, i due si rivelano l'un l'altra i propri "veri nomi" (quelli nell'Antica Lingua, che pongono il portatore sotto il totale controllo di chi ne viene a conoscenza, si tratta quindi di una grande dimostrazione di fiducia).

Arya nel film[modifica | modifica wikitesto]

Nel film, il personaggio di Arya è diverso da quello del libro:

  • Nel film, scopriamo subito che Arya è la principessa di Ellesméra, mentre nel libro non si accenna a ciò fino a quando Eragon non arriva a Ellesméra in Eldest
  • Nel film, Arya dopo la battaglia dei Varden contro Durza e il suo esercito, parte per Ellesméra, mentre nel libro ella rimane a Tronjheim.
  • Nel film, Arya ha i capelli biondo-rossicci, mentre nel libro si dice chiaramente che ha i capelli nero corvino.
  • Nel film, Arya non presenta le orecchie a punta tipiche della razza elfica né viene in alcun modo citata la sua appartenenza a questa razza, diversamente dal libro.
  • Il suo comportamento e il suo modo di fare non è molto coerente con quello del libro.
  • Nel film rimane cosciente durante tutto il viaggio che la porta dai Varden, mentre nel libro è in uno stato catatonico che le permette di rallentare l'effetto del veleno a lei somministrato durante la prigionia
  • Nel film non si accenna al combattimento tra Eragon e Arya nel Farthen Dûr, quando l'elfa vuol veder combattere il Cavaliere.
  • Nel film ha gli occhi azzurri, mentre nel libro è specificato che i suoi occhi sono di un verde scuro, quasi nero.
  • Nel libro indossa abiti maschili, con i quali si trova più a suo agio, mentre nel film indossa abiti tipicamente femminili, per quel tempo.
  • Nel film Arya sembra innamorata di Eragon, mentre solo in Eldest si scoprirà che l'elfa non è innamorata del Cavaliere
  • Nel film Eragon va a Gil'ead apposta per salvare Arya perché lei gli appare in visione, chiedendogli di aiutarla. Nel libro Eragon vede Arya in un sogno ma non sa dove si trovi e poi la trova e salva a Gil'ead quando anch'esso viene fatto prigioniero.

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