Arteria coronaria destra

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Arteria coronaria destra
Coronary arteries-it.png
In questa immagine vengono rappresentate le arterie coronarie.
Gray495.png
Origine delle arterie coronarie a livello dei seni coronarici della valvola aortica
Anatomia del Gray subject #142 546
Sistema Apparato circolatorio
Origine aorta ascendente
Rami collaterali arteria infundibolare
ramo del nodo senoatriale
ramo del margine acuto
ramo del nodo atrioventricolare
ramo interventricolare post.
Vena seno coronarico

L'arteria coronaria destra (in inglese right coronary artery), insieme all'arteria coronaria sinistra, fornisce il sangue necessario al cuore.

Quest'arteria origina dall'aorta ascendente[1], in corrispondenza del seno di Valsalva e in prossimità delle semilune destra e sinistra della valvola aortica[2].

Decorso[modifica | modifica wikitesto]

L'arteria coronaria destra decorre nel solco coronario tra l’auricola destra e il ventricolo destro, per poi continuare oltre il margine acuto nel solco coronario posteriore fino alla crux cordis, dove piega a U e origina il ramo interventricolare posteriore.

I rami collaterali della coronaria destra sono:

  • arteria infundibolare: vascolarizza il cono arterioso e la faccia sternocostale del ventricolo destro; può anastomizzarsi con i rami del ramo circonflesso della coronaria sinistra e può originare autonomamente dal seno aortico destro;
  • rami atriali: dipartono verso l’alto;
  • rami ventricolari: generalmente di breve lunghezza;
    • ramo del margine acuto: più lungo, si spinge lungo il margine verso sinistra e verso l'apice, ma senza raggiungerlo;
  • ramo del nodo atrioventricolare: nasce a livello della crux cordis e si spinge verso il nodo atrioventricolare;
  • ramo interventricolare posteriore: prosegue dalla crux cordis lungo il solco interventricolare verso il basso. Nei pazienti a dominanza sinistra origina dalla coronaria sinistra, e il ramo interventricolare termina prima della crux cordis.

Immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gianni Losano, Mario Marzilli; Mariano Ferrari, La circolazione coronarica: fisiopatologia clinica e farmacoterapia, Piccin, 1998, pag. 22, ISBN 978-88-2991-450-0.
  2. ^ Stephanie Engelhardt, Martin Kortenhaus, Medicina interna di Netter, Elsevier, 2005, pag. 12, ISBN 978-88-2142-778-7.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]