Pacoro I

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Moneta di Pacoro I. Il rovescio mostra un arciere con un arco. Sulla moneta è riportata in greco l'Iscrizione del potere dell'Impero Partico: ΒΑΣΙΛ[ΕΩΣ] ΒΑΣΙΛΕ[ΩΝ] [ΑΡΣΑΚΟΥ] [Ε]ΥΕΡΓΕΤΟΥ ΔΙΚΑΙΟΥ ΕΠΙΦΑΝΟΥΣ ΦΙΛΕΛΛΗΝΟΣ (re dei re Arsace, portatore di abbondanza, il giusto, l'illustre, amico dei Greci).

Pacoro I (... – 9 giugno 38 a.C.) è stato un sovrano partico, figlio del re dei Parti Orode II. Regnò per due anni, dal 39 al 38 a.C.

Regno[modifica | modifica wikitesto]

Guerre contro Roma[modifica | modifica wikitesto]

Probabilmente fu coreggente insieme al padre negli ultimi anni del regno di suo padre. Era il cognato del re d'Armenia Artavasde II. Partecipò attivamente alle guerre che seguirono alla battaglia di Carre, in cui l'impero partico cercò approfittare della divisione creata dalle guerre civili in Roma per assicurare e ampliare la propria sfera d'influenza.

In seguito alla sconfitta del generale romano Marco Licinio Crasso nella battaglia di Carre nel 53 a.C., Pacoro lanciò un'invasione della Siria romana nel 51 a.C., occupandola per un breve periodo prima di venire sconfitto e costretto al ritiro da Cassio.

Pacoro invase di nuovo la Siria nel 40 a.C. congiuntamente al ribelle romano Quinto Labieno, accordatosi con Orode dopo la sconfitta a Filippi. Sconfisse le truppe del governatore romano Saxa, che perse gran parte delle sue truppe e si ritirò a Antiochia. Con le forze Imperiali sconfitte, Pacoro e Labieno occuparono tutta la Palestina, saccheggiando Gerusalemme, e l'Asia Minore con l'eccezione di qualche città (come Tiro). In Giudea, Pacoro depose il re Giovanni Ircano II e mise al suo posto suo nipote Antigono.

Nel 39 a.C., i romani guidati da Publio Ventidio Basso contrattaccarono uccidendo in battaglia Labieno e recuperando l'Asia Minore. Pacoro ritornò in Siria nel 38 a.C. ma venne ucciso in battaglia dai romani a Gindaro, nella Siria settentrionale (9 giugno 38 a. C.).

Predecessore Re di Partia Successore
Orode II 3938 a.C.
con Orode II
Orode II

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]