Annibale De Gasparis

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Annibale De Gasparis

Annibale De Gasparis, o secondo alcune fonti de Gasparis[1] (Bugnara, 9 novembre 1819Napoli, 21 marzo 1892), è stato un astronomo e matematico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Annibale De Gasparis nacque a Bugnara, nei pressi di Sulmona nel novembre del 1819. Frequentò le scuole elementari ospite degli zii paterni a Tocco da Casauria, in provincia di Pescara, paese del quale la famiglia era originaria; proseguì successivamente gli studi presso i seminari di Sulmona e Chieti. Dopo aver frequentato un anno della Scuola di Ponti e Strade a Napoli, lasciò gli studi di ingegneria per dedicarsi all'astronomia nel 1839, quando fu assunto come apprendista presso l'Osservatorio astronomico di Capodimonte diretto da Ernesto Capocci di Belmonte.[2]

La determinazione dell'orbita dell'asteroide Vesta nel 1846 gli valse una laurea honoris causa in matematica da parte dell'Università di Napoli.[3][4] Nel 1847, utilizzando il telescopio equatoriale di Reichenbach con un obiettivo di 8,3 cm,[5] De Gasparis aveva iniziato a registrare meticolosamente le stelle fino alla quattordicesima magnitudine presenti in una fascia centrata sull'eclittica e ampia circa 2°,[6] con l'obiettivo di individuare nuovi asteroidi. La sua ricerca ebbe successo e lo portò il 12 aprile 1849 a scoprire Igea,[7] uno dei principali asteroidi della fascia principale del sistema solare

De Gasparis invitò Ernesto Capocci ad assegnare un nome all'asteroide come ringraziamento per i suoi incoraggiamenti.[8] Insieme proposero Igea Borbonica[9] dal nome di Igea, la dea greca della salute, figlia di Asclepio, con l'aggettivo che intendeva omaggiare i Borbone di Napoli e, magari, far dimenticare al re Ferdinando II che i due scienziati - come altri ricercatori dell'osservatorio - avevano partecipato ai moti liberali del 1848.[10] La piaggeria di De Gasparis valse a salvarlo dalla repressione che invece colpì i suoi colleghi, che furono in vario modo allontanati nel 1850. Rifiutò, tuttavia, di assumere la direzione dell'osservatorio al posto di Ernesto Capocci.[3]

De Gasparis proseguì le sue ricerche e tra il 1850 e il 1853 individuò altri 7 asteroidi (uno dei quali, Irene, risultò essere stato scoperto quattro giorni prima da John Russell Hind, cui fu attribuita ufficialmente la paternità della scoperta),[6] ed altri 2 negli anni sessanta del secolo.

Nel 1851 ricevette la medaglia d'Oro della Royal Astronomical Society e il titolo di Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Rossa da Federico Guglielmo IV di Prussia.[11] Fu invitato ad aderire, inoltre, a numerose accademie europee, tra le quali l'Accademia dei Lincei.[12]

Divenuto professore presso l'Università di Napoli nel 1853, mantenne i suoi incarichi anche dopo l'unità d'Italia. Anzi, la sua opposizione ai Borbone e i suoi meriti scientifici lo portarono ad essere nominato senatore nel 1861. Nel 1864 fu nominato direttore dell'Osservatorio di Capodimonte, venendo a sostituire Ernesto Capocci che aveva ripreso il ruolo nel 1860.[12]

De Gasparis affiancò l'impegno nella direzione, ammodernamento e potenziamento dell'osservatorio astronomico alla prosecuzione dei suoi studi di meccanica celeste e matematica. Tra i suoi principali contributi vi fu un metodo numerico per la determinazione orbitale, con una velocità di convergenza superiore a quella del metodo di Gauss.[13]

Nel 1885, De Gasparis manifestò i sintomi di una paralisi progressiva che lo condusse alla morte nel 1892.

Tributi[modifica | modifica wikitesto]

Portano il suo nome l'asteroide 4279 De Gasparis, il cratere lunare de Gasparis (30 km di diametro) e le rimae de Gasparis (un sistema di fratture lungo 93 km, situato vicino al cratere omonimo).

Asteroidi scoperti[modifica | modifica wikitesto]

In tutto, Annibale De Gasparis scoprì 9 asteroidi:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il De è attestato nella voce del Dizionario Biografico degli Italiani, nella scheda sinottica sul sito del Senato della Repubblica Italiana e nella biografia ad opera del nipote. Il de è attestato in un frammento in tedesco (Beobachtungen und Elemente der Parthenope) citato nella voce sull'astronomo sulla Treccani, nell'elenco degli scopritori di asteroidi del Minor Planet Center e nella scheda del cratere lunare a lui dedicato sul sito dell'UAI.
  2. ^ Giuseppe Longo, p. 32, 2001.
  3. ^ a b Giuseppe Longo, p. 33, 2001.
  4. ^ M. Capaccioli et al., p. 99, 2009.
  5. ^ Mauro Gargano, Telescopio equatoriale di Reichenbach – Utzschneider, INAF-Osservatorio Astronomico di Capodimonte, 16 gennaio 2013. URL consultato il 23 settembre 2015.
  6. ^ a b V. De Ritis, pp. XV-XVII, 1852.
  7. ^ (DE) H. C. Schumacher, Planeten Circular, in Astronomische Nachrichten, vol. 28, nº 672, 1849, p. 391. URL consultato l'8 agosto 2015.
  8. ^ J. R. Hind, p. 126, 1852.
  9. ^
    « Tale scoperta mi ha dato il destro di pubblicamente attestare la mia gratitudine al cav. Capocci, il quale m'è stato sempre generoso di aiuti e di consigli, dandogli carico d'imporgli il nome. E il Capocci credé chiamarlo Igea, Dea della sanità, figlia di Minerva e di Esculapio, dal quale traeva il simbolo, alludendo alla longevità di cui quella Dea credevasi dispensatrice; ed al nome mitologico l'epiteto di Borbonica si aggiungeva, per rendere un devoto omaggio alla Dinastia felicemente regnante, e che ha fornito il nostro Osservatorio di preziosi e svariati strumenti adatti a sì delicate ricerche. »
    (Annibale de Gasparis riportato negli Annali Civili del Regno delle Due Sicilie del 1852.)
    V. De Ritis, p. XVI, 1852.
  10. ^ De Gasparis, Annibale, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato l'8 agosto 2015.
  11. ^ Annibale de Gasparis, INAF-Osservatorio Astronomico di Capodimonte. URL consultato il 23 settembre 2015.
  12. ^ a b Giuseppe Longo, p. 34, 2001.
  13. ^ Giuseppe Longo, p. 35, 2001.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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