Amused to Death

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Amused to Death
ArtistaRoger Waters
Tipo albumStudio
Pubblicazione1992
Durata72:00
Dischi1
Tracce14
GenereRock progressivo
EtichettaColumbia
ProduttorePatrick Leonard & Roger Waters
Certificazioni
Dischi d'oroNorvegia Norvegia[1]
(vendite: 25 000+)
Roger Waters - cronologia
Album precedente
(1987)
Album successivo
(2002)

Amused to Death è il terzo album da solista di Roger Waters già membro dei Pink Floyd. Raggiunse l'ottavo posto nelle classifiche inglesi.

Origine e storia[modifica | modifica wikitesto]

La lunga genesi dell'album, originariamente ispirato al libro del pedagogista ed esperto di media Neil Postman, intitolato appunto "Divertirci da morire" (Amusing Ourselves To Death), subì una grossa spinta dallo scoppio della prima Guerra del Golfo, in modo analogo a quanto era avvenuto per The Final Cut e la guerra nelle Falkland.[senza fonte] Waters, sull'onda emotiva di quell'avvenimento e dei fatti di Tien-An-Men in Cina, modificò ed aggiunse testi in corso d'opera, per approdare a una riflessione generale sui media in rapporto a guerre, violenza e repressioni: da un lato la TV inchioda i regimi repressivi alle loro responsabilità (il caso della protesta in Cina), dall'altro la cinica indifferenza del telespettatore occidentale, ormai assuefatto, banalizza anche la guerra fino a ridurla alla stregua di un programma televisivo. Uno dei fili conduttori di tutto il disco divenne così il personaggio della scimmia - allegoria del genere umano - che fa zapping col televisore, del tutto indifferente a ciò che guarda: non tanto diversa in questo dal telespettatore-uomo (di frequente, il passaggio tra una traccia e l'altra del CD è costituito proprio dal rumore del cambio di canale TV). Waters immagina che gli alieni sbarchino sulla Terra dopo la fine del mondo e studino il comportamento della scimmia, mentre l'umanità è già ridotta ad ombre (come molte vittime di Hiroshima). Nel brano che chiude e dà il titolo all'album gli studiosi alieni scoprono le ombre, che un tempo erano uomini, riunite attorno ad apparecchi TV; concludono così che la specie umana si è estinta perché "si è divertita a morte" (in inglese: Amused itself to death).

Tematiche[modifica | modifica wikitesto]

L'intero album è dedicato alla memoria del soldato inglese William "Bill" Hubbard, caduto in trincea nella battaglia della Somme durante la Prima guerra mondiale.[senza fonte] In apertura e chiusura del disco udiamo la vera voce di un suo commilitone, Il soldato Alf Razzell, che 75 anni dopo ancora porta con sé il senso di colpa di aver dovuto abbandonare Bill nella terra di nessuno, per non morire egli stesso. Non a caso, i due soldati erano arruolati nei Reali Fucilieri come il padre di Waters, caduto ad Anzio nel 1944. L'album include inoltre numerose considerazioni sulla guerra e sull'atteggiamento dell'opinione pubblica e della società al riguardo.[2]

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista musicale, Waters condivide la produzione dell'album con Pat Leonard il quale suona anche in alcune tracce. La registrazione venne realizzata in dieci studi diversi. Fra gli artisti che collaborano ci fu Jeff Beck alla chitarra in alcuni brani. In alcune canzoni Waters duetta al canto con altri come ad esempio, in Watching TV, con Don Henley degli Eagles. Vennero aggiunte varie voci parlanti alcune delle quali interpretano i testi dello stesso Waters come quella del soldato Razzell, il telecronista dell'NBA di basket Marv Albert, l'attore Charles Fleischer nella parte di un predicatore televisivo e la vera voce agonizzante della studentessa cinese uccisa a Piazza Tien-An-Men.

All'inizio del brano Perfect Sense, Part I, Waters ha anche inserito un messaggio registrato alla rovescia riferito al regista Stanley Kubrick che gli aveva negato il permesso di usare - proprio su quel brano - la voce del computer HAL9000 dal film 2001: Odissea nello spazio. Più avanti, in It's A Miracle, c'è un riferimento al compositore di musical Andrew Lloyd Webber, già colpevole - secondo Waters - di aver plagiato un tema dei Pink Floyd (da una sezione di Echoes del 1971) per il suo The Phantom of the Opera[3].
Non manca, infine, una citazione degli stessi Pink Floyd: l'inconfondibile nota di pianoforte che apriva Echoes compare distintamente all'inizio di What God Wants, Part III.[senza fonte]

Registrazione[modifica | modifica wikitesto]

L'album fu registrato con una tecnologia innovativa per quei tempi: il Q-Sound, una sorta di surround virtuale che aumenta l'ampiezza dell'immagine sonora e rende più netta la sensazione che determinati suoni e voci provengano da dietro o dai lati dell'ascoltatore.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Testi e musiche di Roger Waters.

  1. The Ballad of Bill Hubbard – 4:19
  2. What God Wants, Pt I – 6:00
  3. Perfect Sense, Pt I – 4:16
  4. Perfect Sense, Pt II – 2:50
  5. The Bravery of Being Out of Range – 4:43
  6. Late Home Tonight, Pt I – 4:00
  7. Late Home Tonight, Pt II – 2:13
  8. Too Much Rope – 5:47
  9. What God Wants, Pt II – 3:41
  10. What God Wants, Pt III – 4:08
  11. Watching TV – 6:07
  12. Three Wishes – 6:50
  13. It's A Miracle – 8:30
  14. Amused to Death – 9:06

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Roger Waters - voce, basso (tracce 2, 13), sintetizzatori (2, 4), chitarra (5, 11, 14)
  • Patrick Leonard - tastiere (tranne 6 e 7), programmazione percussioni (1), arrangiamento cori (2, 9, 10, 11,13), 2° telecronista NBA (4), piano (11, 13), organo Hammond (5), sintetizzatori (5, 13)
  • Jeff Beck - chitarra (1, 2, 10, 11, 12, 13, 14)
  • Randy Jackson - basso (2, 9)
  • Graham Broad - batteria (tranne 1, 5, 11, 13), percussioni (6, 7)
  • Luis Conte – percussioni (tranne 2, 5, 9, 11, 13, 14)
  • Geoff Whitehorn - chitarra (2, 8, 10, 14)
  • Andy Fairweather Low - chitarra (2, 6, 7, 8, 9, 11,12), voce (6, 7)
  • Tim Pierce - chitarra (2, 5, 9, 12)
  • B.J. Cole - chitarra (3, 4)
  • Steve Lukather - chitarra (3, 4, 8)
  • Rick Di Fonso - chitarra (3, 4)
  • Bruce Gaitsch - chitarra (3, 4)
  • James Johnson - basso (tranne 1, 2, 5, 9 e 11)
  • Brian Macleod - rullante (3,4), charleston (3, 4)
  • John Pierce - basso (5)
  • Denny Fongheiser - batteria (5)
  • Steve Sidwell - cornetta (6, 7)
  • John Patitucci - basso (11)
  • Guo Yi & the Peking Brothers - dulcimer, liuto, zhen, oboe, basso (11)
  • John Bundrick - organo Hammond (12)
  • Jeff Porcaro - batteria (13)
  • Katie Kissoon - voce (2, 8, 9, 12, 14)
  • Doreen Chanter - voce (2, 8, 9, 12, 14)
  • N'Dea Davenport - voce (2)
  • Natalie Jackson - voce (2, 5)
  • P.P. Arnold - voce (3, 4)
  • Lynn Fiddmont-Linsey - voce (5)
  • Jessica Leonard - bambina che grida (8)
  • Jordan Leonard - bambino che grida (8)
  • Don Henley - voce (11)
  • Jon Joyce - voce (13)
  • Stan Laurel - voce (13)
  • Jim Haas - voce (13)
  • Rita Coolidge - voce (14)
  • Alf Razzell - parlato (1, 14)
  • Marv Albert - telecronista NBA (4)
  • Charles Fleischer - predicatore TV (9)
  • John Dupree - arrangiamento e direzione archi (2, 3)
  • La National Philharmonic Orchestra Limited diretta da Michael Kamen (6, 7, 8, 10)
  • I London Welsh Chorale diretti da Kenneth Bowen (2, 10, 13)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (NO) IFPI Norsk Platebransje, IFPI. URL consultato il 15 novembre 2014 (archiviato dall'url originale il 25 luglio 2012).
  2. ^ Amused to Death - AllMusic, su allmusic.com. URL consultato il 6 marzo 2014.
  3. ^ Who the hell does Roger Waters think he is?, su utopia.knoware.nl, 17 novembre 2013. URL consultato il 27 giugno 2017 (archiviato dall'url originale il 17 novembre 2013).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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