Alberto Ficuciello

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Alberto Ficuciello
26 marzo 1940 – 5 novembre 2016
Nato aCruscivie di Crenovizza
Morto aUdine
Cause della morteCause naturali
Luogo di sepolturaNovara
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataEsercito Italiano
ArmaCarristi
Anni di servizio1954 - 2003
Gradogenerale di corpo d'armata
Comandante diBrigata corazzata "Centauro"
Scuola di Guerra
LANDSOUTH
COMFOTER
DecorazioniVedi sezione
Studi militariScuola Militare Nunziatella
Accademia Militare
Scuola di Guerra
Corso Superiore di Stato Maggiore
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Alberto Ficuciello (Crenovizza, 26 marzo 1940Udine, 5 novembre 2016[1]) è stato un militare italiano, già comandante del Comando delle forze terrestri alleate del Sud Europa e comandante delle forze operative terrestri dell'Esercito Italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato nella frazione di Cruscivie (oggi Hruševje) di Crenovizza, all'epoca in Provincia di Trieste, da un ufficiale del Regio Esercito, intraprese appena quattordicenne la carriera militare, entrando come allievo alla Scuola militare Nunziatella di Napoli; successivamente ha frequentato l'Accademia Militare di Modena uscendone nel 1960 con il grado di Sottotenente dei carristi.

In qualità di ufficiale carrista, ha prestato servizio presso le Divisioni corazzate "Centauro" e "Ariete", svolgendo incarichi di comando a tutti i livelli. Ha prestato servizio in qualità di istruttore e comandante di plotone presso l'Accademia Militare, ed ha comandato una compagnia carri nel Reggimento lagunari "Serenissima".

Tra il 1971 e il 1974 ha frequentato la Scuola di Guerra e il Corso Superiore di Stato Maggiore. Dal 1975 al 1976 ha prestato servizio in Gran Bretagna presso il Comando della 3ª Divisione britannica, seguito da due lunghi periodi presso l'Ufficio Addestramento e Dottrina dello Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, il primo tra il 1976 e il 1980 e il secondo tra il 1982 e il 1984, intervallati nel 1980-81 dal comando del 3º Battaglione carri carri "M.O. Galas" della 32ª Brigata corazzata "Mameli".

Nel 1985 ha frequentato l'US Army War College a Carlisle in Pennsylvania. Con il grado di colonnello, nel 1985-86 ha comandato il Distretto Militare Principale di Palermo (1985-86) ed è stato, tra il 1986 e il 1989, addetto militare presso l'Ambasciata d'Italia a Londra. Conseguita la promozione a brigadier generale nel dicembre 1988, al rientro in Italia è stato nominato Comandante della Brigata corazzata "Centauro", incarico che ha ricoperto fino al maggio 1991. Successivamente, ha prestato servizio a Torino, nel 1991-92, in qualità di Capo di Stato Maggiore della Regione Militare Nord-Ovest e ha poi ricoperto l'incarico di Capo del III Reparto (Operazioni e Addestramento) dello Stato maggiore dell'Esercito Italiano. Dopo la promozione al grado di maggior generale tra il 1992 e il 1995 è stato il primo Vicecomandante del Corpo di Reazione Rapida del Comando Alleato in Europa (ARRC), incarico nel quale ha contribuito allo sviluppo di tutti i concetti dell'ARRC ed al conseguimento della prontezza operativa del Comando, comprese le attività preparatorie allo schieramento e all'impiego dell'ARRC (IFOR) in Bosnia-Erzegovina.

Dal gennaio 1996 al febbraio 1997, ha comandato la Scuola di Guerra dell'Esercito Italiano.

Il 1º gennaio 1997 è stato promosso al grado di Tenente Generale, ricoprendo dal marzo di quell'anno fino al marzo 1999 l'incarico di Sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito.

Dal 31 marzo 1999 all'aprile 2001 è stato direttore del Combined Joint Planning Staff (CJPS) a favore dei comandi strategici della NATO, incarico ottenuto su selezione internazionale.

Il 13 ottobre 2001 ha assunto l'incarico di Comandante del Comando Alleato Interforze del Sud e delle Forze Operative Terrestri dell'Esercito Italiano.

Nel 2002 ha lasciato il servizio attivo per sopraggiunti limiti d'età.

Dopo studi scientifici, ha frequentato corsi post-universitari sulla Pubblica Amministrazione e sulle Istituzioni europee presso l'Università degli Studi di Bologna, gli è stata conferita la laurea in Scienze Strategiche presso l'Università di Torino. Ha frequentato diversi corsi NATO ed ha conseguito il brevetto di paracadutista Italiano e Tedesco e quello di pilota civile (primo livello) in Italia.

Ha praticato a livello agonistico la scherma ed equitazione.

La morte del figlio[modifica | modifica wikitesto]

Il figlio secondogenito Massimo, analista bancario, chiese nel 2003 di essere richiamato in servizio con il grado di tenente dei Lagunari. Assegnato, grazie alla sua conoscenza delle lingue, nella cellula pubblica informazione dell'Operazione Antica Babilonia, fu tra le vittime dell'attentato di Nassirya del 12 novembre 2003[2].

Onorificenze[3][modifica | modifica wikitesto]

Croce d'oro al merito dell'Esercito - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'oro al merito dell'Esercito
«Ufficiale Generale in possesso di eccezionali capacità intellettuali ed elevatissime doti umane e morali, dimostrava somma competenza professionale, brillante intuito ed impareggiabile abilità realizzativa nell'assolvimento delle alte funzioni a lui affidate tra le quali emergono quelle svolte in ambito multinazionale e nato, per l'efficacia dei contributi operativi all'alleanza e per le preziose ricadute sulle unità della forza armata in termini di crescita professionale e di prestigio. In ogni circostanza profondeva incondizionato impegno con leale spirito di servizio e personale sacrificio, ottenendo risultati di altissimo valore. In particolare, nell'espletamento dell'incarico di vice comandante del corpo d'armata di reazione rapida in Germania, operava con somma perizia e forniva un determinante apporto allo sviluppo innovativo di tutti i concetti dell'ARCC ed al conseguimento della prontezza operativa del comando. Era quindi tra i principali artefici delle complesse e talora rischiose attività preparatorie allo schieramento ed all'impiego dell'ARCC in Bosnia-Herzegovina, meritando l'alto plauso alleato e contribuendo anche alla favorevole ed apprezzatissima partecipazione delle nostre unità alle operazioni. Analogamente, superando un'agguerrita concorrenza, otteneva all'Italia una prestigiosa posizione NON-QUOTA", conseguendo, l'incarico di direttore del COMBINED JOINT PLANNING STAFF, cioè della massima agenzia di pianificazione operativa a disposizione dei comandi strategici nato. In tale incarico, oltre ad importanti realizzazioni per il completamento e l'aggiornamento della pianificazione di contingenza dell'alleanza. È stato tra i più lungimiranti artefici della revisione dei cruciali concetti operativi nei nuovi scenari, inclusa l'impostazione dei rapporti nato-unione europea in materia di sicurezza. In tutto ciò fornendo non soltanto un contributo personale all'immagine del professionismo militare italiano, ma soprattutto riversando sull'autorità centrale nazionale un apporto costante ed aggiornato, di alta consulenza, per gli sviluppi concettuali ed organizzativi per garantire e consolidare la presenza dell'Italia nelle nascenti iniziative operative nella nato e in Europa. Chiaro esempio di altissima professionalità e incondizionata dedizione alle istituzioni, ha contribuito ai più alti livelli dl responsabilità metà a dare lustro e prestigio all'esercito italiano.»
— Roma 29 luglio 2002
Croce d'argento al merito dell'Esercito - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'argento al merito dell'Esercito
«Ufficiale Generale in possesso di straordinarie qualità intellettuali e pregevole preparazione professionale si prodigava in ogni circostanza con indomita abnegazione, incondizionata lealtà ed elevatissima competenza. Figura carismatica, previdente ed energica, evidenziava ferrea determinazione, costante impegno ed eccezionale serenità, mettendo in atto in ogni circostanza accurate e capillari predisposizioni che garantivano alle unità poste alle sue dipendenze di assolvere a tutte le delicate e complesse. Attività operative in particolare, quale sottocapo di stato maggiore dell'esercito, direttore del Combined Joint Planning Staff e, successivamente, comandante del comando alleato interforze del sud e delle forze operative terrestri, veniva unanimemente apprezzato per la sua costante e incisiva azione di comando sempre tesa a conseguire gli obiettivi fondamentali della forza armata. Magnifica figura di ufficiale generale dalle preclare virtù militari, che ha servito per oltre quarantaquattro anni l'istituzione, contribuendo ad accrescere e a rafforzare il lustro e il prestigio dell'Esercito Italiano.»
— Roma 26 maggio 2003
Cavaliere di gran croce Ordine al merito della Repubblica - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce Ordine al merito della Repubblica
— Roma 9 settembre 2004

Note[modifica | modifica wikitesto]