Yusuf al-Qaradawi

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Yusuf al-Qaradawi (in arabo: يوسف القرضاوي , Yūsuf al-Qaraḍāwī; 9 settembre 1926) è un religioso musulmano sunnita qatariota di origine egiziana.

Dirige il Consiglio europeo della fatwa e della ricerca, ed è noto per il suo programma televisivo nell'Al-Jazeera, al-Sharīʿa wa l-ḥayāt ("Shari'a e vita") e per IslamOnline (un sito web che aiutò a fondare nel 1997), dove esprime le sue opinioni ed editti ("fatwa") basati nelle sue interpretazioni del Corano. Ha anche pubblicato circa 50 libri, inclusi The lawful and the prohibited in Islam e Islam: The Future Civilization. È vincitore di otto premi internazionali per i suoi contributi sul pensiero islamico.[1].

Al-Qaradawi ha svolto a lungo un ruolo di rilievo nell'organizzazione dei Fratelli musulmani[2].

Da molti musulmani è considerato come un conservatore moderato che cerca di spiegare e adattare gli ideali dello stile di vita islamico alla società odierna.[3].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Al-Qaradawi nacque in Egitto. Dopo la morte di suo padre, all'età di due anni, fu allevato dallo zio. La famiglia lo spingeva ad aprire una merceria oppure a diventare falegname, ma egli preferì dedicarsi agli studi religiosi. Qaradawi fu, in gioventù, un seguace di Hasan al-Banna. Fu imprigionato nel 1949, quando l'Egitto era sotto un regime monarchico e, dopo la pubblicazione de "Il tiranno e lo studioso", venne nuovamente imprigionato per altre tre volte. Frequentò l'Università Al-Azhar prima di emigrare in Qatar.

Ha lavorato presso il Ministero degli Affari Religiosi (Awqaf), è stato Decano del Dipartimento Islamico nelle Facoltà di Shari'a e della Educazione nel Qatar ed è stato direttore di vari Consigli Scientifici islamici di Atenei e istituzioni algerine.

Per molto tempo è stato membro dei Fratelli musulmani, ma ha rifiutato per due volte di assumerne il comando[4].

Qaradawi è alla guida del Consiglio europeo della fatwa e della ricerca[5][6][7][8][9][10][11][12][13][14][15][16][17][18].

Il 6 luglio 2014 ha criticato duramente in un'intervista la pretesa di Abu Bakr al-Baghdadi, leader dell'ISIS / ISIL (Islamic State in Iraq and Syria o Islamic State in Iraq and Levant, di dar vita a un Califfato nei territori iracheni e siriani caduti sotto il controllo del suo movimento, dichiarandola "nulla" e "insignificante" (null and void), del tutto carente di realismo e legittimità".[19]

Note[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 112313734 LCCN: n82164852