Waldo, o dell'impossibile

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Waldo, o dell'impossibile
Titolo originale Waldo
Altri titoli Waldo
Autore Robert A. Heinlein
1ª ed. originale 1942
Genere romanzo
Sottogenere fantascienza
Lingua originale inglese

Waldo, o dell'impossibile[1], successivamente pubblicato solo come Waldo, è un romanzo di fantascienza che Robert A. Heinlein pubblicò (con lo pseudonimo di Anson MacDonald) per la prima volta sulla rivista Astounding Science-Fiction nel 1942.

Trama[modifica | modifica sorgente]

In un prossimo futuro James Stevens, ingegnere capo di una grossa azienda automobilistica statunitense, si trova ad affrontare un problema enorme, inedito e potenzialmente devastante: i motori deKalb dei veicoli prodotti iniziano a presentare strane e inspiegabili avarie. Nemmeno il dottor Rambeau, capo della ricerca, riesce a capire nulla. Il direttore dell'azienda, disperato, consiglia a Stevens di rivolgersi a Waldo.

Waldo è un genio con il corpo affetto da un'estrema debolezza muscolare che vive isolato in un habitat orbitale e lavora sulla Terra attraverso dei manipolatori remoti che egli stesso ha inventato. I manipolatori descritti hanno la forma e la destrezza di una mano umana, quindi permettono di utilizzare ogni strumento umano e molti altri. Sono costruiti in varie dimensioni, dai micromanipolatori alle dimensioni di una gru.

Stevens giunge sull'habitat di Waldo assieme al dottor Gus Grimes, che è stato il primo medico di Waldo ed è l'unico con cui il geniale individuo sembra provare affetto, chiamandolo "zio Gus". Waldo infatti dimostra elevate tendenze antisociali. Oltretutto odia l'azienda di Stevens per una vecchia questione di brevetti. Ma Waldo è anche ritenuto l'unico uomo al mondo in grado di risolvere il problema, che sta avendo un impatto devastante sulla Terra.

Influenza culturale[modifica | modifica sorgente]

I manipolatori remoti sono chiamati anche "waldo" ispirandosi a questo racconto.

Il fisico Richard Feynman tenne nel 1959 una famosa lezione, There's Plenty of Room at the Bottom, dopo aver letto il libro.[senza fonte]

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

  • Robert A. Heinlein (come Anson MacDonald), Waldo, Astounding, 1942.
  • Robert A. Heinlein, Waldo, o dell'impossibile, traduzione di Lella Pollini, collana Galassia n° 20, Casa Editrice La Tribuna, 1962, pp. 117.
  • Robert A. Heinlein, Waldo, traduzione di Roberta Rambelli, collana Futuro. Biblioteca di Fantascienza n° 46, Fanucci, 1979, pp. 108. Il volume si intitola - Waldo - Anonima stregoni e contiene anche il romanzo breve Anonima stregoni.
  • Robert A. Heinlein, Waldo, traduzione di Vittorio Curtoni, collana Urania n° 1474, Arnoldo Mondadori Editore, 2003, pp. 116, ISSN 1120-5288. Il volume si intitola Il mestiere dell'avvoltoio e contiene anche altri racconti
  • Robert A. Heinlein, Waldo, traduzione di Vittorio Curtoni, collana Urania n° 1596, Arnoldo Mondadori Editore, 2013.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Copertina di Galassia n° 20, prima edizione italiana

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]