Wacław Berent

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Wacław Berent (Varsavia, 1873Varsavia, 1940) è stato uno scrittore polacco, romanziere e traduttore oppositore del positivismo, del decadentismo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Varsavia, frequentò l'Università di Zurigo dove si laureò in biologia, prima di intraprendere una serie di viaggi europei, che lo condurranno in Francia e in Germania.

Nel 1929 rientrò a Varsavia per fondare una rivista letteraria prestigiosa denominata Pamiętniki Literackie.

Il suo esordio come scrittore avvenne nel 1894 con la novella intitolata Il maestro, ma già l'anno seguente con il romanzo Il Professionista pubblicò un lavoro di maggiore approfondimento, che conteneva i caratteri fondamentali della sua letteratura: impegno culturale, politico e sociale. Il libro affrontò una tematica notevolmente dibattuta fra gli intellettuali in quegli anni, ossia la forbice presente fra le premesse del positivismo e la loro difficoltà a concretizzarsi nella pratica.[1]

La celebrità dello scrittore però fu legata anche ad un altro genere di lavori, eseguiti e stampati nel periodo post-romantico proposto e imposto da un gruppo di artisti denominato La Giovane Polonia.

Il romanzo Próchno ("Marciume") uscito nel 1903, descrisse lo stile di vita degli artisti aderenti al decadentismo sostenendo la tesi della loro scarsa vena creativa.

In Ozimina ("Semente d'autunno") del 1911, l'autore indagò sulle qualità della classe politica polacca, definendola non idonea per il programma ambizioso di liberazione dall'asservimento alle potenze straniere.

Nel 1918, una volta ottenuta l'indipendenza politica, l'autore cambiò tematiche e genere scrivendo e pubblicando Żywe kamienie ("Pietre vive"), poema in prosa ambientato nel Medioevo, nel quale rievocò le atmosfere suggestive ispirate dagli usi, costumi, ideali ed esempi di vita di preti, giocolieri e artisti dell'epoca, contrapponendoli ai rischi del degrado dell'era industriale contemporanea.

Dopo un lungo periodo di inattività, nel 1934, Berent riapparve con il libro Nurt ("La corrente"), nel quale ripercorre un excursus storico-politico della Polonia a cavallo fra i due ultimi secoli.

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Próchno (1903)
  • Ozimina (1911)
  • Żywe kamienie (1918)
  • Nurt (1934)
  • Diogenes w kontuszu (1937)
  • Zmierzch wodzów (1939)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Le muse", De Agostini, Novara, 1964, Vol.I, pag.197-198

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]