Teodoro II d'Etiopia

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Teodoro II
Téwodros II - 2.jpg
Negus d'Etiopia
In carica 1855 - 1868
Predecessore Giovanni III
Successore Giorgio Tecle II
Nome completo Cassa Haile Ghiorghìs
Nascita Qwara, Dembiya, 1818
Morte Magdala, Etiopia
(età 49-50), 13 aprile 1868
Casa reale Salomonica
Padre Haile Giorgis Wolde Giorgis
Madre Woizero Atitegeb Wondebewossen
Consorte Tewabech Ali, Tiruwork Wube
Figli Principe Alemayehu , Alitash Tewodros

Teodoros II (al secolo Cassa Hailu; 181813 aprile 1868) fu Imperatore d'Etiopia dal 1855 al 1868.

La sua ascesa al potere, da Ras abissino, pose fine all'Era dei Principi, gettando le fondamenta per la moderna Etiopia. Venuto a conflitto con gli inglesi fu sconfitto e si uccise.

I primi anni[modifica | modifica sorgente]

Figlio di nobili, quando i suoi genitori divorziarono sua madre lo portò con sé a Gondar. Non molto dopo suo padre morì senza lasciargli alcuna eredità. Poté comunque condurre una vita agiata grazie ai vasti possedimenti dei nonni materni.

Ascesa al potere[modifica | modifica sorgente]

L'"Era dei Principi" si chiamava così per via dello sproporzionato numero di piccoli sovrani che si autoproclamavano Re dei Re (Negus Neghesti), e che regnavano su tanti piccoli feudi di importanza nulla (visto che ognuno di questi feudi consisteva in grandi e imprendibili altopiani tipici del territorio etiope).

Kassa incominciò come un comune brigante, ma dopo aver ammassato una considerevole quantità di uomini al suo seguito poté finalmente riprendersi il feudo di Qwara, un tempo appartenuto a suo padre, ed in seguito l'intera provincia di Dembiya[1]. Prese in moglie la nipote di Menen Liben Amede, madre del Ras Ali, Tewabech Ali[2].

Dopo aver sconfitto in battaglia il Ras Ali e sua madre Menen Liben fece deporre Giovanni III, marito di questa, e si fece proclamare Imperatore da Abuna Salama III nella chiesa di Derasge Maryam l'11 febbraio del 1855. Prese il nome di Teodoro II per adempiere ad una profezia, secondo la quale un uomo chiamato Teodoro avrebbe riportato l'Impero Etiope al suo massimo splendore.

Il suo Regno[modifica | modifica sorgente]

Teodoro rilascia udienze circondato da leoni.

Teodoro cercò di unficare e modernizzare l'Etiopia riconquistando il Regno di Saba e le province di Gojjam, Begemder, Wollo e Simien. Spostò la capitale dell'Impero da Gondar a Debre Tabor e in seguito a Magdala. Teodoro diede sua figlia in sposa a Menelik II che in seguito abbandonò scappando da Magdala e così facendo offese profondamente Teodoro.

La Croce di Teodoro II.

Quando la prima moglie Tewabech morì diventò d'indole crudele. Con la seconda moglie Tiruwork Wube fece un figlio maschio, Dejazmatch Alemayehu Tewodros. Nel 1866 impaurito dai musulmani del nord Teodoro scrisse una lettera di aiuto a Napoleone III e alla Regina Vittoria ma mentre la Francia rispose evasivamente, l'Inghilterra non rispose affatto: essa aveva infatti già preventivato un intervento armato in Etiopia, dal momento che il Canale di Suez, prossimo al compimento, aveva spostato il baricentro dell'importanza commerciale africana dalla costa occidentale e dal Capo di Buona Speranza al Mar Rosso. All'Inghilterra occorreva dunque soltanto il pretesto per l'invasione, pretesto che fu trovato quando l'emissario inglese, di nome Hormuzud Rassam, a Gondar offese così gravemente il Negus da causare la reazione autoritaria di Teodoro, il quale lo fece prigioniero, ed espulse tutti gli inglesi.[3]

Spedizione in Abissinia del 1868[modifica | modifica sorgente]

Parata del reggimento Baluch

In risposta a questo la Gran Bretagna fece dunque la spedizione Abissina del 1868, un contingente formato da 14000 soldati inglesi e da 27000 indigeni, sotto il comando di sir Robert Napier. Esso era inoltre accompagnato da quasi 32000 quadrupedi da soma e da cavalcatura, le armi erano modernissime, ottime le munizioni e le truppe erano accompagnate persino da elefanti da guerra, 14 dei quali trainavano l'artiglieria. Napier, tuttavia, compreso che era piuttosto controproducente che un'armata così vasta permanesse troppo tempo in un Paese ostile e dalla natura montuosa e impervia come l'Etiopia, si mise presto in trattative coi principi nemici di Teodoro, concludendo con l'ausilio di ricchi doni, dei trattati di neutralità coi re di Lasta, dello Scioa e del Tigrai.[4]

Quando, a Magdala, Teodoro, tradito dai suoi vassalli e infine sconfitto in battaglia la vigilia di Pasqua, il 12 aprile 1868, rifiutò di essere preso prigioniero, Robert Napier fece cannoneggiare la città uccidendo i rimanenti soldati del Negus. Teodoro, compreso che tutto era ormai perduto, comandò a sua moglie di donare agli inglesi 100 buoi e 500 pecore affinché potessero festeggiare la loro vittoria, quindi si suicidò proprio il giorno dopo Pasqua, lunedì 13 aprile 1868. Ironia della sorte, proprio con la pistola che gli fu regalata dalla Regina Vittoria[5].

Partenza degli Inglesi da Magdala (The Illustrated London News, 1868)

Dopo il suicidio gli Inglesi saccheggiarono la fortezza di Magdala e le diedero fuoco, portando in Europa il mantello di gala e la tiara d'oro di Teodoro, e molti altri oggetti e suppellettili che oggi sono visibili in musei, biblioteche e collezioni private. Sir Robert Nadier fu nominato maresciallo di campo e Lord-Barone di Magdala.

Nel suo sforzo di mantenere in Etiopia manodopera dall'Europa, Teodoro fece sposare una delle sue figlie ad un ingegnere militare svizzero. Questo ramo della sua famiglia finì per andare a vivere in Russia, così che l'attore inglese Peter Ustinov può vantarsi di essere il bis-bis-nipote di Teodoro[6].

Suo figlio[modifica | modifica sorgente]

Teodoro II all'attraversamento del Nilo Azzurro.

L'Imperatrice Tiruwork, ormai vedova, morì di crepacuore e fu sepolta nel monastero Sheleqot di Tigrai. Suo figlio, deggiasmac Alemayehu Teodoro, fu deportato in Inghilterra dove la Regina gli consegnò un sussidio per essere educato al gioco del rugby. Fu adottato dalla famiglia del capitano Tristam Speedy, ma per via di precarie condizione fisiche, morì all'età di 19 anni. La Regina Vittoria disse: "Che storia triste! Tutto solo in uno stato straniero senza nemmeno un parente... La sua non è stata una vita molto felice"[7] (non considerando forse che era stata la stessa Inghilterra a rendere orfano Alemayehu Teodoro, e a privarlo del trono).

Cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

  • L'imperatore Teodoro è rappresentato in diverse opere della letteratura e del folclore etiope, in canzoni e capolavori d'arte e rappresenta l'unità e l'identità della nazione stessa.

The Four Quarters of the World (Medallion Press,2006) di Karen Mercury, The Barefoot Emperor di Philip Marsden, When the Emperor Dies di Mason McCann Smith

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Gran Maestro dell'Ordine di Sant'Antonio - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di Sant'Antonio

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Rubenson 1966, p. 36
  2. ^ Rubenson, King of Kings, pp. 36-39
  3. ^ Carmine La Gorga, "Le confessioni di un Capitano dei Carabinieri", p. 204
  4. ^ Carmine la Gorga, "Le confessioni di un Capitano dei Carabinieri" p.205 e ss.
  5. ^ Tewodros II. URL consultato il 22 aprile 2009.
  6. ^ Frontline: Ustinov
  7. ^ Mike Pflanz, Ethiopia demands Queen returns prince, The Daily Telegraph, 11 giugno 2007. URL consultato il 24 agosto 2008.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Paul B. Henze, The Empire from Atrophy to Revival:The Era of the Princes and Tewodros II in Layers of Time: A History of Ethiopia, New York, Palgrave, 2000, ISBN 0-312-22719-1.
  • Henry Blanc, A Narrative of Captivity in Abyssinia; With Some Account of the Late Emperor Theodore, His Country and People, 1868. disponibile al Progetto Gutenberg
  • Carmine La Gorga, L'Inghilterra tentò, prima di Mussolini, di conquistare l'Abissinia in Le confessioni di un Capitano dei Carabinieri, Salerno, Casa Editrice C.E.D. MARA, 1948.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Imperatore d'Etiopia Successore Flag of Ethiopia (1897-1936; 1941-1974).svg
Sahle Dengel 1855 - 1868 Teclè Ghiorghìs II