Regno di Saba

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Il regno di Saba (o Sheba) è collocabile nell’attuale Yemen ed era conosciuto fin dall'VIII secolo a.C. trovandosi menzionato in un documento relativo ad una vittoriosa campagna assira.

Nell'antichità era governato da principi sacerdoti (mukarrib) che più tardi vennero sostituiti da re. In età greco-romana è attestato il governo di regine.

Il regno conobbe grande floridezza ed era noto per le imponenti opere di regolazione idrica e di irrigazione. Estendeva il suo dominio oltre che sull’Arabia meridionale anche fino alle coste dell’Abissinia.

Florido era il commercio degli aromi indigeni e delle spezie orientali (specialmente l'incenso) che venivano vendute nei paesi del Mediterraneo e dell’India. La prima moneta di Saba, coniata anche in oro, imitava quelle di Atene, riportando persino il suo simbolo della civetta.

La religione di Saba riconosceva la triade mesopotamica, i culti astrali e la venerazione delle divinità con testa di animale. Più tardi venne introdotto anche l’ebraismo ed il cristianesimo e proprio l’ostilità tra i seguaci di queste due religioni, l’intervento degli Abissini che occuparono il paese nel 525 e la rottura della grande diga di Ma'rib nel 542 causarono la rovina della regione che nel 570 cadde sotto la dominazione persiana per poi convertirsi all'Islam ed entrare a far parte della Umma musulmana.

La Bibbia (precisamente il Primo libro dei Re) racconta di una visita resa dalla regina di Saba a Salomone, re d'Israele. Secondo il racconto biblico, fortemente contestato per la sua fantasiosità dagli studiosi delle culture sudarabiche, la regina sarebbe stata secondo alcune ipotesi etiope, essendo Saba spesso riferita all'Etiopia nella Bibbia. Ella volle conoscere il re famoso per la sua saggezza: lo sottopose ad enigmi ed indovinelli, Salomone rispose a tutte le sue domande. Nel congedarsi i due sovrani si scambiarono grandi doni.
Di questo mitico incontro parla anche la tradizione islamica.

Secondo la tradizione etiope, dall'incontro tra Salomone e la regina di Saba nacque Menelik, il primo degli imperatori etiopici. Diventato adulto, Menelik avrebbe reso visita a suo padre ed avrebbe portato in Etiopia l'Arca dell'Alleanza con il favore di Dio (salmo 68: "l'Etiopia tenderà le mani a Dio"). Questi eventi sono dettagliatamente descritti nel testo sacro della tradizione etiope, il Kebra Nagast, il libro della 'Gloria dei Re'.

== Bibliografia ==queen di saba revelation 5 revelation 5,5 revelation 4;11-

  • Andrey Korotayev, Pre-Islamic Yemen, Wiesbaden, Harrassowitz Verlag, 1996. ISBN 3-447-03679-6.
  • Lino Bianchi Barriviera, “Le chiese in roccia di Lalibelà e di altri luoghi del Lasta” (Estratto da Rassegna di Studi Etiopici, vol. 18, 1962 e vol. 19, 1963), 118 pp., 60 tavv. (pubblicazioni dell'Istituto per l'Oriente).

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