Suzy Prim

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Suzy Prim pseudonimo di Suzanne Mariette Arduini (Parigi, 11 ottobre 1895Boulogne-Billancourt, 7 luglio 1991) è stata un'attrice, sceneggiatrice e produttrice cinematografica francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlia di Gaston Arduini, artista appartenente ad una famiglia di attori e di mimi italiani stabilitisi in Francia nel XVII secolo[1], calcò le scene fin da bambina. Frequentò il Théâtre de l'Œuvre di Lugné-Poe, dove crebbe artisticamente. Al teatro dedicò gran parte della sua vita artistica, si affermò come una delle migliori interpreti femminili, e recitò soprattutto accanto a Sacha Guitry e Jules Berry.

Scoperta da Louis Feuillade[2], fu "attrice-bambina" nel cinema e prese parte a diversi film prodotti dalla Gaumont con il nome d'arte La petite Arduini. Abbandonò temporaneamente il cinema, per ritornarvi successivamente da adolescente nel 1910 con Petits poèmes antiques.

Oltre che nel suo paese, la Prim lavorò anche in Italia, dove girò alcune pellicole, tra queste La beffa atroce (1915), Appassionatamente (1919), Il suo destino (1921).

Dopo aver abbandonato nuovamente il cinema negli anni venti, la carriera cinematografica della Prim riprese nel cinema sonoro con il film Mon coeur et ses millions (1931), e negli anni seguenti guadagnò maggior notorietà rispetto al periodo muto. Tra le sue più interpretazioni più significative vi furono quelle in Verso la vita (1936), La principessa Tarakanova (1938), Nel regno dei cieli (1949) ed Il giorno della violenza (1959), del quale fu pure produttrice. Del 1976 la sua ultima apparizione cinematografica in Il cadavere del mio nemico.

Morì nel 1991 e venne sepolta nel Cimitero di Belleville.

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Attrice[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatrice[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV. - Enciclopedia dello Spettacolo - Roma, Le Maschere editore, ed. varie.
  • G. Canova - Enciclopedia del cinema - Milano, Garzanti, ed. varie.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enciclopedia dello Spettacolo, vol. VIII, 1962, pag. 465
  2. ^ J. A. Gili, A. Tassone, Parigi-Roma: 50 anni di coproduzioni italo-francesi (1945-1995), Il castoro, 1995, p. 10

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]