Socioterapia

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Voce per ora orfana nella galassia internet, la socioterapia ha un padre indiscusso nella galassia gutenberg. Con il testo Malattie mediali Leonardo Benvenuti ha sintetizzato il suo lungo percorso di ricerca e intervento nel superamento del disagio umano e formalizzato una nuova disciplina. La riflessione socioterapeutica, sempre tesa tra ricerca e intervento sul campo, procede attraverso l'AIST.

La socioterapia è una disciplina sociologica che interviene sulle forme di disagio relazionale dell’uomo attraverso la comprensione e l'elaborazione di percorsi personali finalizzati al superamento della situazione di malessere. L'origine di numerosi tipi e casi di disagio personale o collettivo, in assenza di fattori strettamente organici, è rintracciabile in un mal funzionamento della "comunicazione", dovuto spesso all'incapacità del singolo, dei gruppi, del sistema sociale di gestirne i cambiamenti legati all'evolversi dei mass media.

La socioterapia teorizza che ogni essere umano costruisca la propria rete di relazioni a partire dal tessuto massmediale nel quale si trova immerso: società orali, società della tipografia, società legate ai media elettrico elettronici (radio, televisione, telefonini, computer). Questa costruzione viene letta da tale disciplina secondo le due dimensioni, individuale (ontogenetica) e storica (filogenetica).

A livello storico (filogenetico), gli esseri umani sono passati da un contesto orale ad uno tipografico per arrivare, oggi, all’attuale dominio dei nuovi media.

Il contesto orale è caratterizzato dalla comunicazione verbale e non verbale dei rapporti faccia a faccia; quello tipografico è caratterizzato dal testo stampato, estremamente forte nei termini dello sviluppo della conoscenza ma fortemente condizionante la relazionalità: nascono non solo i concetti di illuminismo, di positivismo, di individuo ma anche quelli di alienazione, di inconscio ecc.; avvicinandoci ai giorni nostri i nuovi media e internet, in azione sinergica con i media precedenti, configurano l’attuale transizione verso la terza fase, chiamata neo-oralità, che è tuttora in corso e di cui noi siamo testimoni.

Una serie di difficoltà sorgono proprio per quelli che vivono a cavallo della transizione, non è facile far parte di due mondi, uno che si avvia al tramonto (quello tipografico) ed uno che sta emergendo (quello neo-orale): nascono i problemi riguardanti concetti quali quelli di complessità, di comprensione di sé e degli altri, del proprio e dell’altrui ruolo nella società.

La socioterapia a livello teorico spiega quanto sta avvenendo in questa fase di transizione e, a livello pratico, utilizza le proprie teorizzazioni elaborate a partire dal concetto-base di rappresentazione per aiutare le persone che si trovino in tale periodo e che lo vivano con disagio fino al punto da sviluppare forme di comunicazione o di rimedio patologico: dipendenze di vario genere, droghe, gioco, sesso, Internet,…

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