Niklas Luhmann

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Niklas Luhmann

Niklas Luhmann (Luneburgo, 8 dicembre 1927Oerlinghausen, 6 novembre 1998) è stato un sociologo e filosofo tedesco.

Uno dei maggiori esponenti della sociologia tedesca del XX secolo, Luhmann applicò alla società la teoria dei sistemi sociali (sociologia), che ebbe un forte riscontro anche nel campo della filosofia.

Vita[modifica | modifica wikitesto]

Niklas Luhmann nasce l’8 dicembre del 1927 a Luneburgo, nell’attuale Land della Sassonia. Il periodo è conosciuto nella storia tedesca come Repubblica di Weimar (1919-1933). Tra il 1943 e il 1945 è arruolato nell'aeronautica militare. Nel settembre del 1945 viene rilasciato da un campo di prigionia sotto il controllo degli americani. Nel 1949 conseguì la sua laurea in giurisprudenza presso l’Università di Freiburg/Breisgau ed iniziò subito dopo la pratica legale. Lavorò inizialmente presso l’Alta Corte Amministrativa di Lüneburg occupandosi del sistema di archiviazione delle decisioni della corte e diventando successivamente un funzionario pubblico del Ministero dell’Educazione e della Cultura della Bassa Sassonia dove fu coinvolto in uno dei progetti di ricostruzione post-bellica volto a studiare sistemi di compensazione per le ingiustizie perpetrate durante il periodo nazista.

Nel corso di questo periodo ebbe tuttavia modo di leggere durante il tempo libero i testi di Cartesio, Kant e le teorie funzionaliste di Bronislaw Malinowski, di A. F. Radcliffe-Brown e di Humberto Maturana. La sua formazione teorica fu influenzata tanto da queste letture, quanto dal prendere parte, in qualità di funzionario dell’amministrazione pubblica, alle attività di ricostruzione della Germania dopo il periodo post-bellico. In questo periodo Luhmann progetta e realizza inoltre il suo primo sistema di archiviazione (lo Zettelkasten) che sarà sostituito in seguito da un altro, di nuova concezione, che continuerà a sviluppare per tutto il corso della sua vita. Per la “prova su strada” del suo nuovo strumento di lavoro Luhmann scelse di archiviare le sue letture di Husserl.

Nel 1960 si sposa con Ursula von Walter.

Durante gli anni sessanta i compiti amministrativi affidatigli iniziarono a farsi più vicini ai suoi interessi intellettuali. Fece dunque richiesta di passare un anno di studi (1960-1961) negli Stati Uniti ad Harvard per studiare con Talcott Parsons. Poco dopo il suo ritorno in Germania iniziò la sua attività accademica entrando a far parte del corpo docente della School of the Administrative Science di Spira. In questi anni Luhmann inizia a riflettere sul perfezionamento della teoria di Talcott Parsons alla luce degli sviluppi intercorsi nel frattempo nei settori della cibernetica e della biologia. Nel 1966, dopo aver seguito per un semestre i corsi di sociologia, conseguì un dottorato di ricerca presso l’Università di Münster. Due suoi libri già pubblicati furono accettati come tesi di dottorato e come volume valido per l’abilitazione all’insegnamento.
Il professor Luhmann iniziò così nel 1968, su invito di Helmut Schelsky, la sua attività didattica presso la Facoltà di Sociologia della neonata Università di Bielefeld.
Durante i primi anni ’70 organizzò, con Habermas, un ciclo di seminari congiunti che si svolsero presso il Max Planck Institut di Starnberg. Il dibattito, arricchito da quattro volumi di commenti, fu pubblicato con il titolo Theorie der Gesellschaft oder Sozialtechnologie: Was leistet die Systemforschung?. Il provocatorio titolo, probabilmente scelto da Habermas, etichetta le idee di Luhmann come tecnologia sociale ovvero come la massima espressione di un modello tecnocratico della società. L’ex-funzionario pubblico dell’amministrazione tedesca non si libererà più di questa etichetta che caratterizzerà il suo personaggio come un marchio indelebile secondo forse solo alla proverbiale difficile accessibilità dei suoi scritti.

A partire dai primi anni ’80, Luhmann ha sviluppato con il sud d’Italia e con Raffaele De Giorgi un rapporto speciale culminato con la pubblicazione di "Teoria della Società", e con l’istituzione nel 1988 del Centro Studi sul Rischio presso l’Università degli Studi di Lecce.

La bibliografia completa di Luhmann comprende 40 libri e 350 articoli scientifici scritti nei suoi quaranta anni di carriera. La ragione di tanta prolificità starebbe - secondo quanto ha sempre sostenuto lo stesso Luhmann - nello schedario di riferimenti incrociati alla cui organizzazione e ri-organizzazione sosteneva di dedicare più tempo che alla scrittura dei libri stessi.

Solo dopo il formale pensionamento ed il conferimento dello status di professore emerito trovò il tempo di pubblicare il compendio della sua teoria nei volumi di Die Gesellschaft der Gesellschaft (1997). Il 6 novembre dell’anno successivo, poco prima di compiere il settantunesimo anno di età, Niklas Luhmann muore a causa di un tumore. Anche se la diagnosi ufficiale fu quella di cancro, molte fonti dirette raccontano che Luhmann stesso fosse tutt'altro che convinto di questo. Egli considerò infatti la possibilità che la causa della sua malattia fosse dovuta ad un virus tropicale contratto durante un viaggio svolto anni prima al Cairo in Egitto. Sembra tuttavia che il Tropical Institute di Amburgo, al termine di un check-up, non fu in grado di identificare questo presunto virus.

Pensiero[modifica | modifica wikitesto]

Teoria dei sistemi sociali[modifica | modifica wikitesto]

La creazione intellettuale di Luhmann consiste nell'aver applicato alla società la teoria generale dei sistemi, che bisogna distinguere dalla teoria dei sistemi sociali di Talcott Parsons, la teoria dell'evoluzione biologica. Luhmann parte dalla premessa, che gli elementi primari ed unici di un qualsiasi sistema sociale non siano gli agenti principali, ovvero gli uomini, ma gli effetti della comunicazione, ovvero comunicazioni che producono altra comunicazione. Senza comunicazione non esiste nessuna forma di sistema sociale, anzi la chiusura operativa del sistema sociale è operata proprio sul concetto di comunicazione. Tutto ciò che c'è nel sistema sociale è solo ed esclusivamente comunicazione.

Un sistema sociale (sistema chiuso) è in grado di costituirsi, ricostituirsi, ma soprattutto di autogestirsi (autoreferenzialità e autopoiesi). Questo è possibile solo mediante una perenne comunicazione. Luhmann precisa che l'uomo non può essere considerato un sistema di questo tipo, perché in realtà rappresenta un altro tipo di sistema più complesso; il sistema psicologico (coscienza), che a differenza del primo è in grado di pensare. I sistemi sociali invece non pensano, ma agiscono, sotto forma di:

Secondo Luhmann l'osservazione sociologica contiene un elemento problematico. Essa compie ciò che viene descritto in quanto la stessa osservazione è parte dell'oggetto che intende descrivere. In quanto parte della società, l'osservazione deve contenere una componente autologica (deve descrivere anche se stessa nella forma dell'autosservazione).

Comunicazione[modifica | modifica wikitesto]

Luhmann radicalizza il concetto di comunicazione. E lo definisce come unità o sintesi di tre selezioni: emissione (Mitteilung), informazione e comprensione (quest'ultima intesa come osservazione della differenza delle due precedenti selezioni).

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Le maggiori critiche provengono dalla Scuola di Mannheim (Mannheimer Schule), fondata sul relativismo razionale e critico di Hans Albert e sostenuta dal docente ordinario presso la facoltà di sociologia Hartmut Esser. In particolare viene criticata la metodologia di ricerca. Nessuno degli autori appena citati, tuttavia, può lontanamente essere accostato a un pensatore del livello di Niklas Luhmann. Né per originalità né per spessore culturale e sociologico.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Sistemi sociali (Soziale Systeme - 1984)
  • Erkenntnis als Konstruktion (Conoscenza come Costruzione - 1988) by C.A.
  • La fiducia (Vertrauen - 1989, trad. it. 2002)
  • La società della società (Die Gesellschaft der Gesellschaft - 1997)
  • L'economia della società (Die Wirtschaft der Gesellschaft - 1988)
  • La scienza della società (Die Wissenschaft der Gesellschaft - 1990)
  • Il diritto della società (Das Recht der Gesellschaft - 1993)
  • L'arte della società (Die Kunst der Gesellschaft - 1995)
  • La realtà dei mass-media (Die Realität der Massenmedien - 1996)
  • La politica della società (Die Politik der Gesellschaft - 2000)
  • La religione della società (Die Religion der Gesellschaft - 2000)
  • Il sistema educativo sociale (Das Erziehungssystem der Gesellschaft - 2002)
  • Introduzione alla teoria dei sistemi (Einführung in die Systemtheorie - 2002)
  • Sociologia del diritto (Rechtssoziologie - 1980)
  • Sociologia del rischio (Soziologie des Risikos - 1991)
  • I diritti fondamentali come istituzione (Grundrechte als Institution. Ein Beitrag zur politischen Soziologie - 1965)
  • Organizzazione e decisione (Organisation und Entscheidung - 2000; trad. it. 2002)
  • Theorie der Gesellschaft oder Sozialtechnologie. Was leistet die Systemforschung? (con Jürgen Habermas), Frankfurt a.M., 1974, ISBN 3518063588 - ISBN 9783518063583

Opere tradotte in italiano[modifica | modifica wikitesto]

  • Teoria della società o tecnologia sociale, Milano, ETAS Kompass, 1973
  • Sociologia del diritto, Roma-Bari, Laterza, 1977
  • Illuminismo sociologico, Milano, Il Saggiatore, 1983
  • Struttura della società e semantica. Roma-Bari, Laterza, 1983
  • Sistemi sociali. Fondamenti di una teoria generale, Bologna, Il Mulino, 1990
  • La differenziazione del diritto, Bologna, Il Mulino, 1990
  • Funzione della religione, Brescia, morcelliana, 1991
  • Teoria della società, Milano, Franco Angeli, 1991
  • Procedimenti giuridici e legittimazione sociale, Milano, Giuffrè, 1995
  • Osservazioni sul moderno, Roma, Armando, 1995
  • Sociologia del rischio, Milano, Mondadori, 1996
  • La realtà dei mass media, Milano, Franco Angeli, 2000
  • La fiducia, Bologna, Il Mulino, 2002
  • Organizzazione e decisione, Milano, Mondadori. 2005
  • Il paradigma perduto, Roma, Meltemi, 2005
  • Amore con passione, Milano, Mondadori, 2006
  • Potere e complessità sociale, Il Saggiatore Tascabili, 2010

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Salvatore Costantino, Sfere di legittimita e processi di legittimazione: Weber, Schmitt, Luhmann, Habermas, Torino, G. Giappichelli, 1994. ISBN 88-348-4050-X
  • Claudio Baraldi, Giancarlo Corsi, Elena Esposito, Luhmann in Glossario. I concetti fondamentali della teoria dei sistemi sociali. Prefazione di Niklas Luhmann, Milano, FrancoAngeli, 1995. ISBN 88-204-6929-4
  • Ernesto De Cristofaro, Sovranita in frammenti: la semantica del potere in Michel Foucault e Niklas Luhmann, Verona, Ombre Corte, 2007. ISBN 978-8887009958
  • Giorgio Manfré, Eros e società-mondo. Luhmann, Marx, Freud, QuattroVenti, Urbino, 2004. ISBN 88-392-0659-0
  • Giorgio Manfré, La società della società, QuattroVenti, Urbino, 2008 (volume dedicato a Niklas Luhmann in occasione del decennale della sua scomparsa). ISBN 978-88-392-0849-1
  • Michele Infante, "Teoria sistemica dei media. Vol. I Luhmann e la comunicazione", Aracne Editore, Roma, 2012, ISBN 978-88-548-4723-1
  • Michele Infante, "Teoria sistemica dei media. Vol. II La mosca e la ragnatela: la soggettività nel sistema della rete", Aracne Editore, Roma, 2012, ISBN 978-88-548-4724-8

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 29546145 LCCN: n79123583