Shirin Neshat

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Neshat alla Viennale 2009

Shirin Neshat (persiano: شیرین نشاط‎; Qazvin, 26 marzo 1957[1]) è un'artista iraniana di arte visiva contemporanea, conosciuta soprattutto per il suo lavoro nel cinema, nei video e nella fotografia[2]. Vive attualmente tra il suo paese di origine e New York[3].

Attraverso il suo lavoro Shirin Neshat analizza le difficili condizioni sociali all’interno della cultura islamica, con particolare attenzione al ruolo della donna, rivolgendosi al significato sociale, politico e psicologico dell’essere donna nelle società islamiche contemporanee.[4][5]

Anche se Neshat attivamente resiste alle rappresentazioni stereotipate dell’Islam, i suoi obiettivi artistici non sono esplicitamente polemici. Piuttosto, il suo lavoro riconosce le forze intellettuali e religiose complesse che modellano l’identità delle donne musulmane nel mondo intero. Come fotografa e video-artista, Shirin Neshat è famosa per i suoi ritratti di corpi di donne interamente ricoperti da scritte in calligrafia persiana.[2]

Ha inoltre diretto parecchi video, tra cui Anchorage (1996), proiettato su due pareti opposte: Shadow under the Web (1997), Turbulent (1998), Rapture (1999) e Soliloquy (1999).

Nelle sue fotografie e nei suoi video mostra attraverso immagini piene di tensione dei corpi velati, dei martiri (uomini o donne), persone sottomesse, che ogni giorno devono fare i conti con la violenza ed il terrorismo.[6]

È del 2009 il suo primo lungometraggio: Donne senza uomini, con il quale ha vinto il Leone d'Argento per la miglior regia al 66º Festival di Venezia.[7][8][9]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Suzie Mackenzie, An unveiling in The Guardian, 22 luglio 2000. URL consultato il 30 maggio 2014.
  2. ^ a b Marco Bona Castellotti (2004), op. cit., p. 447.
  3. ^ (EN) Claudia La Rocco, Shirin Neshat’s Performa Contribution in The New York Times, 14 novembre 2011. URL consultato il 30 maggio 2014.
  4. ^ Shirin Neshat e le donne dell'Islam, tra foto e parole d'henné, PinkBlog.it, 23 maggio 2008. URL consultato il 15-03-2010.
  5. ^ Francesca Caraffini, Intervista, UnDo.net, 14 novembre 1998. URL consultato il 15-03-2010.
  6. ^ Francesca Pierleoni, Le donne coraggiose di Shirin Neshat in Ansa.it, 31 gennaio 2014/01/31. URL consultato il 30 maggio 2014.
  7. ^ Donne senza uomini: intervista video alla regista Shirin Neshat
  8. ^ (EN) Games of Desire, Gladstone Gallery, dal 3 settembre al 3 ottobre 2009. URL consultato il 15-03-2010.
  9. ^ Gian Paolo Galasi, Shirin Neshat – Women Without Men in Culturame.it, 12 febbraio 2011. URL consultato il 12-02-2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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