Sfruttamento del 10% del cervello
Lo sfruttamento del 10% del cervello è una credenza, un mito ampiamente diffuso, secondo il quale le capacità intellettuali di un individuo non sarebbero sfruttate appieno, tanto che gran parte del cervello umano sarebbe non utilizzato e, se utilizzato, consentirebbe all'individuo di godere di capacità straordinarie. Alcuni arrivano a sostenere che nell'ipotetico 90% di massa inutilizzata si nasconderebbero importanti capacità psicocinetiche e psichiche in generale, più la possibilità di sviluppare percezioni extrasensoriali.[1]
Sebbene le capacità intellettive del singolo individuo possano incrementarsi nel corso degli anni tramite l'istruzione, percorsi lavorativi e processi di vita quotidiana, la credenza che nella vita si utilizzi sostanzialmente solo il 10% del potenziale effettivo è priva di fondamento scientifico e contraddetta dalle conoscenze in merito; se taluni aspetti del cervello umano rimangono sconosciuti tuttavia si conosce ogni singola parte del cervello e le funzioni a esse associate[1][2][3]
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[modifica] Origini della credenza
Diverse sono le ipotesi che sono state fatte circa l'origine di questo mito:
- secondo alcuni va ricondotta a Santiago Ramón y Cajal il quale scoprì che le cellule della glia superano di nove volte il numero dei neuroni i quali rappresentano solo il 10% della cellule cerebrali, facendo così erroneamente spargere la teoria.
- altra ipotesi è quella che attribuisce l'origine del mito a William James[4] che scrisse nel 1908: "We are making use of only a small part of our possible mental and physical resources"[5][4]
- il dottor James W. Kalat, evidenziò come i neuroscienziati, al 1930, sapevano dell'esistenza di un gran numero di neuroni "locali" nel cervello, ma di sapere che erano molto piccoli. L'equivoco riguardante i neuroni "locali" favorì l'espansione della credenza.[6]
- inoltre, l'origine si può ricondurre anche agli studiosi dell'epoca, che consideravano di aver mappato solo il 10% delle funzioni totali del cervello.
Si racconta che lo stesso Albert Einstein abbia scritto in alcuni appunti personali di come credesse che l'individuo medio usi il 10% del cervello. Tale racconto è stato strumentalmente utilizzato nei media facendolo assurgere a un dato di fatto[7].
[modifica] La confutazione del mito
Il neuroscienziato Barry Beyerstein ha enunciato sette diverse prove volte a confutare questa credenza[4]:
- studi sui danni al cervello: se il 90% del cervello fosse normalmente inutilizzato, eventuali danni in queste aree non avrebbero alcun effetto sull'individuo, invece non esiste pressoché area del cervello che se danneggiata non infici anche le capacità dell'individuo, perfino piccoli danni possono produrre gravi effetti;
- evoluzione: il cervello è un apparato di "enorme costo" per il nostro corpo in termini di consumo di ossigeno e elementi di nutrizione. Se il 90% non fosse utilizzato allora l'uomo avrebbe un grande vantaggio in termini di sopravvivenza se avesse il proprio cervello molto più piccolo ed efficiente, per cui la selezione naturale avrebbe eliminato quella parte del cervello inutilizzata;
- immagine del cervello: tecnologie come la Tomografia ad emissione di positroni e la Risonanza magnetica funzionale permettono di monitorare le attività del cervello, rivelando, ad esempio, che anche quando si dorme tutte le parti del cervello sono in attività. Solo in caso di gravi danni esistono parti del cervello non attive;
- localizzazione delle funzioni: sebbene il cervello si comporti come una singola massa, nel cervello esistono distinte aree per distinte funzioni, decenni di ricerche hanno permesso una mappatura completa e non sono state trovate aree del cervello alle quali non siano state associate delle funzioni precise
- analisi microstrutturale;
- studi metabolici;
- decadimento neuronale: le cellule cerebrali che non sono utilizzate tendono al decadimento, se il 90% del cervello non fosse usato, una semplice autopsia rivelerebbe il decadimento del 90% delle cellule cerebrali.
[modifica] La perpetuazione del mito
Il mito dello sfruttamento del 10% del cervello è ancora oggi diffuso da individui e organizzazioni come se fosse reale, principalmente allo scopo di diffondere corsi che avrebbero la capacità di accrescere il proprio potenziale; tale mito ricorre inoltre in talune pubblicità[8].
[modifica] Note
- ^ a b Benjamin Radford. The Ten-Percent Myth. snopes.com, 8 February 2000. URL consultato il 13 aprile 2006.
- ^ Eric Chudler. Myths About the Brain: 10 percent and Counting. URL consultato il 12 aprile 2006.
- ^ A Piece of Our Mind - About Ten Percent. The Two Percent Company. URL consultato il 12 aprile 2006.
- ^ a b c Barry L. Beyerstein, Whence Cometh the Myth that We Only Use 10% of our Brains? in Sergio Della Sala (a cura di), Mind Myths: Exploring Popular Assumptions About the Mind and Brain, Wiley, 1999, 3—24. ISBN 0471983039
- ^ The Energies of Men, (p. 12)
- ^ Kalat, J.W., Biological Psychology, sixth edition, Pacific Grove: Brooks/Cole Publishing Co., 1998, p. 43.
- ^ Do People Only Use 10 Percent Of Their Brains. Scientific America(www.sciam.com), 7 February 2008. URL consultato il 7 febbraio 2008.
- ^ Neuroscience For Kids. Eric H. Chudler, Ph.d(University of Washington, Director of Education and Outreach)