Sesta malattia

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La sesta malattia (esantema critico o subitum) è una malattia infettiva che colpisce esclusivamente i bambini tra i 6 mesi ed i due anni di età.

Esantema

Indice

[modifica] La causa

La sesta malattia è causata dall'Herpes Virus umano di tipo 6 (HHV6); nel 1990 è stato isolato l'Herpes Virus umano di tipo 7 (HHV7), capace di dare una sintomatologia del tutto sovrapponibile a quella del tipo 6.

[modifica] Trasmissione

La trasmissione avviene per via rinofaringea, con starnuti o tosse e penetra attraverso le vie aeree superiori o la congiuntiva.

[modifica] Periodo di incubazione

Circa 9 giorni (da 5 a 15 giorni). [1]


[modifica] Chi colpisce

Esclusivamente i bambini tra i 6 ed i 18 (max24) mesi di età. Di recente, però, sembra essere stato dimostrato un possibile contagio anche negli adulti, che si manifesterebbe con sintomi clinici vari, come sindromi epatiche e febbre remittente. Sempre più numerosi i casi in cui si manifesta negli adulti.

[modifica] Contagiosità

Soprattutto durante la fase febbrile della malattia, quindi prima o contemporaneamente alla comparsa delle manifestazioni cutanee.

[modifica] Sintomi e segni

Nella maggior parte dei casi la malattia decorre in forma paucisintomatica. Nei casi clinicamente manifesti si distinguono due periodi:

[modifica] Periodo pre esantematico

Il periodo pre esantematico ha una durata di circa 3-4 giorni, inizia con febbre elevata, in genere sui 39-41 °C, malessere generale, raffreddore, arrossamento del faringe con mal di gola,presenza di piccole vescicole sui pilastri tonsillari, congiuntivite, irritabilità, talvolta vomito o diarrea. Frequente il meningismo con possibili convulsioni febbrili.

Esantema

[modifica] Periodo esantematico

Dopo 3-5 giorni, in corrispondenza con la scomparsa della febbre che avviene per crisi, compare un esantema morbilliforme o rubeoliforme che interessa prima il tronco ed il collo e successivamente si diffonde al viso e alle estremità scomparendo poi rapidamente nell’arco di 24-48 ore. In alcuni casi irritabilità e nervosismo. Negli ultimi giorni di malattia si possono avere dolori muscolari ed articolari.

[modifica] Prognosi e Complicanze

La prognosi è buona uniche complicanze le convulsioni in corrispondenza delle puntate febbrili nei bambini predisposti.

[modifica] Terapia

La terapia è solo di supporto. Antibiotico utile successivamente solo per curare eventuali complicazioni all'apparato respiratorio, per scongiurare le quali bastano i normali accorgimenti come evitare le correnti d'aria ed ossigenare l'ambiente. Si somministrano antifebbrili come paracetamolo in supposte (tachipirina in base all'età, distanza minima di somministrazione 3 ore solo per febbri superiori a 39 °C) e/o sciroppo di Ibuprofene (nureflex in base al peso, distanza minima di somminstrazione 8 ore, 4 ore dal paracetamolo). Se la terapia non abbassa la febbre sotto i 41 °C potrebbero aiutare poche gocce di metamizolo (rischio collasso, novalgina 4 gocce dopo almeno 1 ora dal paracetamolo, sospendere ibuprofene) sotto stretto controllo medico. Idratare il bambino è fondamentale. Se compaiono le convulsioni febbrili non si utilizzano anticonvulsivanti. La terapia è comunque abbassare la temperatura corporea con ghiaccio in testa (crioterapia), spogliare il bambino anche del pannolino se possibile, poiché alza la temperatura di 1 °C (utilizzare quelli di stoffa), spugnature con acqua e aceto, e poi fare controllare il bambino da uno specialista, soprattutto in caso compaiano convulsioni. Se la crisi epilettica si manifesta in assenza di febbre o dura più di venti minuti (stato di male epilettico), se disponibile somministrare diazepam 0.5 mg/Kg per via rettale o endovenosa, e portare il bambino al pronto soccorso più vicino.


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