Sesta malattia

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Sesta malattia
Sestamalattia.JPG
Tipico esantema della sesta malattia caratterizzato per fini maculo-papule di colorito rosa tenue estese al tronco e alla radice del collo.
Malattia rara
Codici di esenzione
SSN italiano {{{RaraIT}}}
Classificazione e risorse esterne
ICD-9-CM (EN) 057.8
ICD-10 (EN) B08.2
Sinonimi
Esantema critico
Esantema subitum
Eponimi

La sesta malattia (roseola infantum o esantema critico o subitum) è una malattia infettiva che colpisce esclusivamente i bambini tra i 6 mesi ed i due anni di età.

Indice

[modifica] La causa

La sesta malattia è causata dall'Herpes Virus umano di tipo 6B (HHV6B). L'herpes virus di tipo 6A (HHV6A) al contrario non presenta sintomi; gli herpes virus di tipo 6 sono presenti in tutto il mondo e quasi tutta la popolazione umana adulta risulta sieropositiva[1].

Nel 1990 è stato isolato l'Herpes Virus umano di tipo 7 (HHV7), contratto (solitamente tra i 2 e i 5 anni) dal 95% dei bambini[2] senza presentare sintomi o con sintomatologia è del tutto sovrapponibile a quella del tipo 6 ma con occasionalmente sintomi influenzali, febbre, vomito, diarrea, basso conteggio dei leucociti,[3] e convulsioni[4].

[modifica] Trasmissione

La trasmissione avviene per via rinofaringea, con starnuti o tosse e penetra attraverso le vie aeree superiori o la congiuntiva.

[modifica] Periodo di incubazione

Circa 9 giorni (da 5 a 15 giorni). [1]

[modifica] Chi colpisce

Esclusivamente i bambini tra i 6 ed i 18 (max 24) mesi di età. Le infezioni primarie negli adulti sono rare (e, qualora si presentino, manifestano sintomi più gravi), e le riattivazioni sono solitamente asintomatiche a meno che l'adulto sia immunosoppresso (ad esempio dopo un trapianto di organo, o in presenza di AIDS conclamata).

[modifica] Contagiosità

Soprattutto durante la fase febbrile della malattia, quindi prima o contemporaneamente alla comparsa delle manifestazioni cutanee.

[modifica] Sintomi e segni

Nella maggior parte dei casi la malattia decorre in forma paucisintomatica. Nei casi clinicamente manifesti si distinguono due periodi:

[modifica] Periodo pre esantematico

Il periodo pre esantematico ha una durata di circa 3-4 giorni, inizia con febbre elevata, in genere sui 39-41 °C, malessere generale,raffreddore, arrossamento del faringe con mal di gola, presenza di piccole vescicole sui pilastri tonsillari, congiuntivite, irritabilità, talvolta vomito o diarrea. Compare inoltre una linfoadenopatia diffusa alle catene occipitali, latero-cervicali e retroauricolari. Talora può rendersi manifesta anche una meningite di lieve entità. Frequente il meningismo con tensione delle fontanelle e con possibili convulsioni febbrili.

Esantema

[modifica] Periodo esantematico

Dopo 3-5 giorni, in corrispondenza con la scomparsa della febbre che avviene per crisi, compare un esantema morbilli-rubeoliforme (fini macule-papule) che interessa prima il tronco ed il collo e successivamente si diffonde al viso e alle estremità scomparendo poi rapidamente nell’arco di 24-48 ore senza desquamazione. In alcuni casi irritabilità e nervosismo. Negli ultimi giorni di malattia si possono avere dolori muscolari ed articolari.

[modifica] Diagnosi

Si basa sull'osservazione clinica ed entra in diagnosi differenziale con la rosolia per l'aspetto dell'esantema e per il coinvolgimento dei linfonodi cervicali e retro-auricolari. Può essere talora scambiato con il morbillo, una reazione da farmaci (importante l'anamnesi farmacologica), manifestazioni allergiche cutanee, infezioni da Enterovirus e Morbillivirus. Una diagnosi di certezza si stabilisce attraverso l'isolamento dei virus nella saliva o nel sangue oppure attraverso la PCR. A causa della natura benigna della malattia queste costose metodiche non vengono utilizzate.

[modifica] Prognosi e Complicanze

La prognosi è buona uniche complicanze le convulsioni in corrispondenza delle puntate febbrili nei bambini predisposti.

[modifica] Terapia

La terapia è solo di supporto. Una copertura antibiotica blanda può essere utile successivamente solo per curare eventuali complicazioni all'apparato respiratorio, per scongiurare le quali bastano i normali accorgimenti come evitare le correnti d'aria ed ossigenare l'ambiente. Si somministrano antifebbrili come paracetamolo in supposte (in base all'età, distanza minima di somministrazione 3 ore solo per febbri superiori a 39 °C) e/o sciroppo di ibuprofene (in base al peso, distanza minima di somminstrazione 8 ore, 4 ore dal paracetamolo). Se la terapia non abbassa la febbre sotto i 41 °C potrebbero aiutare poche gocce di metamizolo (rischio collasso, noramidopirina 4 gocce dopo almeno 1 ora dal paracetamolo, sospendere ibuprofene) sotto stretto controllo medico. Idratare il bambino è fondamentale. Se compaiono le convulsioni febbrili non si utilizzano anticonvulsivanti. La terapia è comunque abbassare la temperatura corporea con ghiaccio in testa (crioterapia), spogliare il bambino anche del pannolino se possibile, poiché alza la temperatura di 1 °C (utilizzare quelli di stoffa), spugnature con acqua e aceto, e poi fare controllare il bambino da uno specialista, soprattutto in caso compaiano convulsioni. Se la crisi epilettica si manifesta in assenza di febbre o dura più di dieci-venti minuti (stato di male epilettico), se disponibile somministrare diazepam 0.8 mg/Kg per via rettale o endovenosa, e portare il bambino al pronto soccorso più vicino.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Note

  1. ^ Jaworska J, Gravel A, Flamand L. Divergent susceptibilities of human herpesvirus 6 variants to type I interferons PROCEEDINGS OF THE NATIONAL ACADEMY OF SCIENCES OF THE UNITED STATES OF AMERICA 107 (2010): 8369-8374.
  2. ^ Clark, DA (1993). Prevalence of antibody to human herpesvirus 7 by age. The Journal of Infectious Diseases 168 (1): 251–2. PMID 8390545.
  3. ^ Suga, S (1997). Clinical features and virological findings in children with primary human herpesvirus 7 infection. Pediatrics 99 (3): E4. DOI:10.1542/peds.99.3.e4. PMID 9099769.
  4. ^ Clark, DA (1997). Diagnosis of primary human herpesvirus 6 and 7 infections in febrile infants by polymerase chain reaction. Archives of Disease in Childhood 77 (1). DOI:10.1136/adc.77.1.42. PMID 9279150.
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