Enterovirus

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Enterovirus
Immagine di Enterovirus mancante
Classificazione dei virus
Dominio Acytota
Gruppo Gruppo IV (Virus a RNA)
Famiglia Picornaviridae
Genere Enterovirus
Specie

Vedi testo

Gli enterovirus sono un genere di ribovirus della famiglia dei Picornaviridae. Presentano RNA a polarità positiva (+) in numero mediamente di 7.5 Kb, capside isometrico di 27-30 nm, e sono sprovvisti di peplos (pericapside).

Classificazione Specie[modifica | modifica wikitesto]

Fino agli anni Sessanta, gli Enterovirus erano divisi in:

  • Poliovirus, comprendente i tre sierotipi che provocano poliomielite paralitica umana
  • Coxsackievirus con i sottogruppi Coxsackie A e B
  • Echovirus, il prefisso ECHO è un acronimo per Enteric Cytopathogenic Human Orphan, dacché erano stati isolati in soggetti sani ed erano “orfani” di una patologia.

La nomenclatura successiva, basata su rigorosi confronti delle omologie del genoma virale, ha prodotto 5 Specie in cui vengono distribuiti 62 dei 64 sierotipi del genere:

  1. Poliovirus rimasti immutati in numero e denominazione (Poliovirus umano 1, 2, 3)
  2. Enterovirus umano A (10 sierotipi) con Coxsackievirus A2, A3, A5, A7, A8, A10, A12, A14, A16 e Enterovirus umano 71
  3. Enterovirus umano B (36 sierotipi) con Coxsackievirus A9, B1/B6, Echovirus 1/7, 9, 11/21, 24/27, 29/33, Enterovirus umano 69
  4. Enterovirus umano C (11 sierotipi) con Coxsackievirus A1, A11, A13, A15, A17/A22, A24
  5. Enterovirus umano D (2 sierotipi) con Enterovirus umano 68 e 70
  • A sé stanti, per ora, Coxsackievirus A4 e A6.

Gli enterovirus di più recente scoperta vengono denominati attraverso una serie di numeri consecutivi (ad es. EV68, EV69 etc.)[1].

Caratteristiche generali[modifica | modifica wikitesto]

Sono resistenti ad offese chimiche e fisiche e possono sopravvivere lungamente nell’ambiente. Non vengono inattivati dai succhi gastrici e biliari. Diffondono nella parete intestinale a livello dei linfonoduli mucosali (GALT, MALT), svolgono qui un primo ciclo di replicazione per poi diffondere nel torrente linfatico, per arrivare, dopo un periodi di incubazione di 7-14 giorni in media, agli organi bersaglio. La trasmissione si attua mediante la via oro-fecale ed attraverso le vie respiratorie: spesso il contagio avviene tramite la saliva, ad esempio bevendo da uno stesso bicchiere o baciandosi[2].
In vitro, su terreni cellulari (cellule umane o di primati), questi virus hanno effetti citolitici.

Patologie umane[modifica | modifica wikitesto]

Sono estremamente variabili per ciascun sierotipo e specie: questo perché l'RNA del loro genoma tende a ricombinarsi frequentemente ed a replicarsi dando copie scarsamente identiche all'originale[3] : a seconda della specie, possono avere effetti gravissimi (Poliovirus) come pure essere asintomatici o blandamente sintomatici. È molto frequente che l’infezione si manifesti solo a livello locale, dove è stato introdotto il virus (faringe, intestino), e si esaurisca in breve tempo, ma in alcuni casi, dopo questa prima fase, può diffondere a molti organi e tessuti. Molto spesso, questi virus attaccano individui deboli o dalle difese immunitarie compromesse, come bambini o persone in riabilitazione dopo una malattia od un trauma.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Oberste MS, Maher K, Kilpatrick DR, Pallansch MA, Molecular evolution of the human enteroviruses: correlation of serotype with VP1 sequence and application to picornavirus classification in J. Virol., vol. 73, nº 3, 1999, pp. 1941–8, PMC 104435, PMID 9971773.
  2. ^ CDC article Non-Polio Enterovirus Infections
  3. ^ Li L, He Y, Yang H, et al, Genetic characteristics of human enterovirus 71 and coxsackievirus A16 circulating from 1999 to 2004 in Shenzhen, People's Republic of China in J. Clin. Microbiol., vol. 43, nº 8, 2005, pp. 3835–9, DOI:10.1128/JCM.43.8.3835-3839.2005, PMC 1233905, PMID 16081920.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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