Espedito di Melitene

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Sant'Espedito di Melitene
Statua di Sant'Espedito nella chiesetta di San Nicolao a Milano
Statua di Sant'Espedito nella chiesetta di San Nicolao a Milano
Martire
Nascita  ?
Morte Melitene (Anatolia), 303
Venerato da Chiesa cattolica
Ricorrenza 19 aprile
Attributi Rappresentato come un soldato romano con un ramo di palma e una croce con la scritta hodie (oggi). Il suo piede schiaccia un corvo che pronuncia la parola cras (domani).
Patrono di Repubblica di Molossia, emergenze, mercanti, navigatori, programmatori e hacker.

Espedito di Melitene (... – Melitene, 303) , secondo la devozione popolare, sarebbe stato un martire cristiano del IV secolo appartenente al gruppo capeggiato da Sant'Ermogene.

Agiografia[modifica | modifica wikitesto]

Nulla si conosce della vita e del martirio, se non che è celebrato nel Martirologio Geronimiano il 19 aprile assieme a Sant'Ermogene e altri compagni. Il bollandista Delehaye ha messo fortemente in dubbio la veridicità della sua esistenza, ritenendo si tratti nient'altri che della storpiatura del nome di Sant'Elpidio, martire d'un altro gruppo capeggiato da un altro Ermogene omonimo dell'Ermogene capo di Espedito[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Se l'agiografia del santo è ricca di leggende, la biografia invece è scarna e costituita da brevi cenni. La credenza più diffusa dice che fosse contemporaneo di Santa Filomena di Roma, capo della Legione Ro­mana "Fulminante", finché si convertì, divenne monaco e fu martirizzato nel IV sec­olo sotto Diocleziano, un anno dopo la santa. Questa credenza può essere spiegata col fatto che i fanti leggeri erano detti, nel linguaggio militare, Expediti ("liberi da impacci, agili"). Quando si convertì, gli apparve il Demonio sotto forma di corvo per indurlo a rimandare la conversione ma il santo fu risoluto e non desistette (gioco di parole tra il verso del corvo e il lat. cras, "domani"). Una leggenda attribuiva al santo il "miracolo dell'acqua" compiuto sotto Marco Aurelio; oltre a essere impossibile per l'incongruenza dei dati cronologici, questo mito nasce dalla confusione con san Costanzo di Perugia, autore del fatto.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1781 il santo fu proclamato protettore dei mercanti e dei navigatori nonché secondo patrono di Acireale da Papa Pio VI, ufficializzando una credenza esistente già nel Medio Evo e molto diffusa in Francia nel XVI secolo. È anche considerato, nella devozione popolare, il santo patrono delle cause urgenti: ciò potrebbe derivare da un facile gioco di parole col suo nome: Expeditus ("veloce", ma anche "libero da impacci" e "ingegnoso") sarebbe il santo che esaudisce subito le richieste dei devoti, senza attendere domani (appunto cras, ricordato dal verso del corvo), deputato alle richieste impossibili o alle faccende più urgenti (come Santa Filomena, San Giuda Taddeo e Santa Rita da Cascia). È rappresentato mentre schiaccia un corvo con scritto "cras - domani" e tiene una croce (in origine un orologio o clessidra) con scritto "hodie - oggi".

A Sant'Espedito sono dedicate numerose chiese in tutto il mondo. Notevole la presenza del suo culto in ambienti estranei alla fede cattolica (come nell'Ile de la Réunion, nell'Oceano Indiano).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sant'Espedito di Melitene

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