Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti

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Il SISTRI (acronimo per Sistema di Controllo della Tracciabilità dei Rifiuti) è il sistema informativo voluto dal Ministero dell'Ambiente italiano per monitorare i rifiuti pericolosi tramite la tracciabilità degli stessi. Si tratta, in pratica, di trasferire in formato digitale i previgenti adempimenti documentali precedentemente svolti in forma cartacea e basati sul Modello unico di dichiarazione ambientale (MUD), sul Registro di carico e scarico dei rifiuti e sul Formulario di identificazione dei rifiuti (FIR). Il sistema si basa sull'utilizzo di due apparecchiature elettroniche: una cosiddetta "black box" (cioè un trasponder), da montare sui mezzi adibiti al trasporto dei rifiuti per tracciarne i movimenti, e una token usb da 4 Gb equipaggiata con un software per autenticazione forte e firma elettronica che viaggia assieme ai rifiuti, su cui sono salvati tutti i dati ad essi relativi.

Soggetti obbligati e Soggetti esentati[modifica | modifica sorgente]

Sono obbligati ad aderire: gli enti e le imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi;gli enti o le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti speciali pericolosi a titolo professionale, compresi i vettori esteri che operano sul territorio nazionale;in caso di trasporto intermodale, i “soggetti ai quali sono affidati i rifiuti speciali pericolosi in attesa della presa in carico degli stessi da parte dell’impresa navale o ferroviaria o dell’impresa che effettua il successivo trasporto;gli enti o le imprese che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti urbani e speciali pericolosi;i nuovi produttori, che trattano o producono rifiuti pericolosi;i Comuni e le imprese di trasporto dei rifiuti urbani del territorio della Regione Campania[1]

Sono esentati dalla iscrizione al Sistri: i produttori iniziali di rifiuti non pericolosi;gli enti e le imprese che effettuano attività di raccolta, trasporto e gestione dei rifiuti

non pericolosi;i raccoglitori e i trasportatori di rifiuti urbani del territorio di Regioni diverse dalla Regione Campania.[2]

Il numero delle imprese coinvolte all'inizio del programma è stato stimato in 400 mila[3], e a fine del 2010 si contavano 300 mila aziende e 60 mila trasportatori iscritti.

Operatività[modifica | modifica sorgente]

Il sistema per la tracciabilità dei rifiuti è stato istituito e disciplinato dal decreto ministeriale 17 dicembre 2009[4] e in seguito modificato con altri quattro decreti i quali, tra l'altro, hanno prorogato l'entrata in funzione della sua piena operatività. In base alle ultime modifiche conseguenti alla conversione in legge della cosiddetta "Manovra bis" (D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, in Legge 14 settembre 2011, n. 148) entrerà in funzione il 2 aprile 2012 (l'iniziale scadenza del 9 febbraio 2012 è stata modificata dal C.D.M. del 23 dicembre 2011) per quasi tutti i soggetti obbligati per i quali diverrà la modalità per documentare la corretta gestione dei rifiuti speciali (e degli urbani in Campania). Il testo originario della "Manovra bis" aveva previsto, all'art. 6, commi 2 e 3, l’abolizione del SISTRI, previsione che, come detto, è stata modificata "sostituendo" la soppressione del Sistema informatico, essenzialmente, con una nuova proroga della sua data di avvio fissata al 9 febbraio 2012 tranne che per le microimprese. Infatti, accanto alla nuova proroga dell’avvio del SISTRI, la Legge n. 148/2011 ha mantenuto fermo quanto disposto dal c.d. "decreto sviluppo" (D.L. n. 70/2011) il quale, all'art. 6, comma 2, lettera f-octies), ha previsto che per i soggetti indicati dall'art. 1, comma 5, del D.M. 26 maggio 2011 (cioè i produttori di rifiuti con massimo 10 dipendenti), la data di avvio del SISTRI venga stabilita con un successivo D.M., e che comunque non debba essere antecedente al 1º giugno 2012.

Il sistema Sistri è entrato in vigore il 3 marzo 2014 per i seguenti enti ed imprese : per i produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi e per i Comuni e le imprese di

trasporto dei rifiuti urbani del territorio della Regione Campania.[2]

Contributo SISTRI e sanzioni[modifica | modifica sorgente]

Il SISTRI prevede il pagamento di un contributo annuale. Le sanzioni per l'omessa iscrizione, il mancato pagamento del contributo annuale e per omissioni e errori nell'immissione dei dati nel sistema telematico sono state introdotte dal d.lgs. 205/2010.

È previsto il pagamento del contributo annuale per l'anno 2014 da effettuarsi entro il 30 aprile 2014

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il progetto del sistema integrato di gestione dei rifiuti viene avviato nel 2007 dall'allora ministro dell'ambiente Pecoraro Scanio, sotto il Governo Prodi, e arrivano a uno stato avanzato con cui il successivo Governo Berlusconi. Il 5 settembre del 2008 il presidente del Consiglio Berlusconi firma il decreto legge che pone il segreto di Stato sul progetto[3], giustificato sostenendo che si stava impiegando una "avanzatissima tecnologia militare", la quale deve essere il più possibile inaccessibile agli operatori illegali dello smaltimento dei rifiuti.

Il 14 dicembre 2009 il Ministero dell'Ambiente firma con la società Selex Service Management (gruppo Finmeccanica) l'accordo per la progettazione e la gestione del SISTRI[5]. Tale contratto prevede il versamento a Selex Service Management di una quota fissa di 28 milioni di euro l'anno dal Ministero e di una variabile 65 e i 70 milioni costituita da una parte dei versamenti delle imprese per l'iscrizione al sistema.

Il decreto ministeriale 17 dicembre 2009 sancisce quindi la nascita del SISTRI stabilendo i soggetti obbligati ad aderirvi, le linee guida, il regime transitorio per il passaggio al nuovo sistema, le apparecchiature elettroniche di cui le aziende dovranno dotarsi e i costi a carico delle stesse.

A maggio 2011, il cosiddetto "click day", cioè il collaudo generale del sistema voluto dalle associazioni imprenditoriali in vista dell'imminente partenza del sistema del 1º giugno (in seguito ulteriormente prorogata), porta risultati al di sotto delle attese: un terzo delle imprese coinvolte registrò problemi nella gestione del sistema, a causa di malfunzionamenti delle apparecchiature elettroniche e di carenze del sistema informativo centrale che non fu in grado di garantire l'accesso a tutti gli operatori[6].

Successione dei rinvii[modifica | modifica sorgente]

L'entrata in vigore del SISTRI, inizialmente prevista per luglio 2010, è stata poi rinviata:

  • al 1º ottobre 2010[7]
  • al 1º gennaio 2011
  • al 31 maggio 2011[8]
  • al 1º giugno 2011
  • al 1º settembre 2011[9]
  • al 2 aprile 2012 (decreto "Milleproroghe" del 23 dicembre 2011)[10]
  • al 30 giugno 2013[11]
  • al 1º ottobre 2013[12]

Controversie[modifica | modifica sorgente]

Aggiudicazione del progetto e segreto di Stato[modifica | modifica sorgente]

Il decreto istitutivo del SISTRI sanciva che, oltre all'offerta della Selex Service Management, il Ministero ne doveva vagliare altre cinque in una regolare gara d'appalto. Tuttavia, cinque imprese informatiche presentarono ricorso sostenendo di non essere state prese in considerazione. A maggio 2011, quando era attesa la sentenza, il ricorso è stato ritirato dopo che le imprese in questione sono giunte ad un accordo con la Selex Service Management. I dettagli dell'accordo non sono stati resi noti, ma alcune fonti sostengono che alla base ci sia la promessa di coinvolgere queste imprese nella successiva gestione del sistema[13].

Nel 2011 parte anche un'indagine della procura di Napoli in merito all'aggiudicazione del progetto. Nel registro degli indagati vengono iscritti, tra gli altri, il capo della segreteria tecnica del ministro Prestigiacomo, Luigi Pelaggi, e l'amministratore delegato della Selex Service Management Sabatino Stornelli, già conoscenti per aver lavorato negli anni precedenti nel gruppo Telecom[13]. I reati ipotizzati sono: associazione a delinquere finalizzata alla truffa, abuso d'ufficio e false fatturazioni[3]. Tra gli obiettivi dell'indagine c'è stata la concessione in subappalto di parte dei lavori da Selex Service Management ad aziende terze, nonostante vigesse il segreto di Stato. A tal proposito, gli avvocati del Ministero dell’Ambiente hanno inizialmente sostenuto che il segreto di Stato vigeva sull'intero progetto, ma l'Avvocatura dello Stato ha chiarito nell'ottobre 2011 che la segretezza riguardava esclusivamente l'assegnazione dell’appalto, non il progetto nel suo complesso, sancendo così il mero segreto amministrativo. Il segreto fu tuttavia tolto e il nome della Selex Service Management venne reso pubblico.

Nel 2012 la "DigitPa", l'Ente nazionale per la digitalizzazione della Pubblica amministrazione incaricato di una revisione del contratto con Selex Service Management dal neo ministro Corrado Clini, ha anch'essa sancito nelle sue conclusioni che le procedure seguite nell'aggiudicazione del contratto non erano compatibili con i principi di trasparenza[3].

L'indagine della procura di Napoli ha portato il 17 aprile 2013 a 22 provvedimenti di custodia cautelare. Di questi provvedimenti, tre riguardano l'arresto di Sabatino Stornelli, di suo fratello Maurizio e di Francesco Paolo Di Martino, titolare di Viacom. Gli altri 19 hanno disposto invece gli arresti domiciliari e hanno colpito, tra gli altri, Carlo Malinconico, ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, per l'accusa di corruzione. Malinconico, in qualità di presidente di una commissione tecnica del ministero dell’Ambiente sul SISTRI, ha dato un parere determinante per l’affidamento degli appalti a Selex, e secondo le indagini sarebbe stato ricompensato con 500.000 euro versati a titolo di consulenze mai avvenute. Il provvedimento ha portato anche al sequestro di 10 milioni di euro, di cui 7 solo a carico della società Selex[14][15].

Termini e costi del contratto con Selex Service Management[modifica | modifica sorgente]

In merito al costo del progetto per lo Stato, è stato criticato il prezzo pagato a Selex Service Management per le black box. Si tratta di trasponder già commercializzati da Viacom, che li affitta al pubblico a 35 euro l'anno, mentre il contratto prevede che il Ministero dell'Ambiente li paghi 500 euro[3].

Il contratto con Selex Service Management non prevede inoltre alcun onere a carico dell'impresa nel caso in cui il sistema implementato non sia operativo[3].

Perdite per le imprese[modifica | modifica sorgente]

Nonostante i continui rinvii per la partenza del SISTRI, le imprese e i trasportatori del settore versano annualmente dal 2010 un contributo per il suo funzionamento. Per questa ragione sono sempre più insistenti le richieste di sospensione del pagamento fino all'entrata in vigore del sistema.

In una nota del 20 aprile 2012 la Confindustria segnala "il dovere morale di annullare un contributo per il 2012, per un Sistema rinviato ben otto volte e che ha perso ogni credibilità", spingendo il ministro Clini a rimandare la data del pagamento al 30 novembre successivo.

SETRI[modifica | modifica sorgente]

Nell'estate 2012 viene reso noto il progetto di un sistema alternativo al SISTRI, detto SETRI (Sistema Elettronico Tracciabilità Rifiuti), formulato da Assintel (Associazione Nazionale Imprese Ict) e ConfTrasporti (Confederazione Trasporto - Spedizione - Logistica), e proposto ai Ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo Economico[16]. Tale sistema, nelle intenzioni delle due associazioni, è un'alternativa ideata per superare le difficoltà tecnico-operative che hanno impedito la definitiva messa in funzione del SISTRI. In realtà, neanche questo sistema sembra raggiungere il necessario obiettivo di semplificazione, in quanto orientato agli interessi economici delle software house che lo hanno concepito più che alle reali necessità dei soggetti obbligati.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Home page del Sito ufficiale del Sistri : www.sistri.it URL consultato in data 04/03/2014
  2. ^ a b Circolare n.1 del Ministero dell'Ambiente per l’applicazione dell’articolo 11 del decreto legge 31 agosto 2013, n. 101,concernente“semplificazione e razionalizzazione del sistema di controllo della tracciabilita’ dei rifiuti ... ” (SISTRI), convertito in legge 30 ottobre 2013, n. 125 (G.U.n. 255 del 30 ottobre 2013
  3. ^ a b c d e f Carlo Bonini, Sistri, costi gonfiati e flop tecnologico. L'affare milionario di Finmeccanica in La Repubblica, 10/05/2012. URL consultato l'11 maggio 2012.
  4. ^ Istituzione del sistema di controllo sulla tracciabilità dei rifiuti, ai sensi dell'articolo 189 del decreto legislativo n. 152 del 2006 e dell'articolo 14-bis del decreto legge n. 78 del 2009 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 102 del 2006 (PDF) in Decreti, delibere e ordinanze ministeriali, sistri.it, 13 gennaio 2010. URL consultato il 27 agosto 2013.
  5. ^ Testo originale dell'accordo tra il Ministero dell'Ambiente e Selex Service Management. URL consultato l'11 maggio 2012.
  6. ^ Alessandro Galimberti, Un terzo delle imprese fallisce il click day Sistri in Il Sole 24 Ore, 12/05/2011. URL consultato l'11 maggio 2012.
  7. ^ Paola Ficco, Proroga del Sistri sulla rampa di lancio in Il Sole 24 Ore, 10/07/2010. URL consultato l'11 maggio 2012.
  8. ^ Paola Ficco, Doppio rinvio per l'ambiente in Il Sole 24 Ore, 24/12/2010. URL consultato l'11 maggio 2012.
  9. ^ Per il Sistri rinvio scaglionato: via dal 1º settembre in Il Sole 24 Ore, 27/05/2011. URL consultato l'11 maggio 2012.
  10. ^ Approvato Milleproroghe, le misure in Ansa, 23/12/2011. URL consultato l'11 maggio 2012.
  11. ^ Dl Sviluppo è legge, Senato dà il via libera in Ansa, 4/08/2011. URL consultato il 27 agosto 2012.
  12. ^ Dl Sviluppo è legge, Senato dà il via libera in Ansa, 4/08/2011. URL consultato il 27 agosto 2012.
  13. ^ a b Stefania Fanni, Michele Sasso, Indagini e accuse, Mr Rifiuti imbarazza la Prestigiacomo in Linkiesta, 11/10/2012. URL consultato l'11 maggio 2012.
  14. ^ Campania, rifiuti: 22 arresti per l'inchiesta sul sistema Sistri in Il Mattino, 17/04/2013. URL consultato il 17 aprile 2013.
  15. ^ Rifiuti, 22 arresti nell’inchiesta Sistri. Domiciliari per Carlo Malinconico in Il Fatto Quotidiano, 17/04/2013. URL consultato il 17 aprile 2013.
  16. ^ Marcello Tansini, Sistri: nuovo sistema informatico Setri creato da Assintel e ConfTrasporto in Businessonline.it, 01/08/2012. URL consultato il 27 agosto 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Bovino Claudio, Tracciabilità dei rifiuti: il SISTRI e la fase transitoria. Guida pratica all'applicazione, Ipsoa Indicitalia, 2010;
  • Pipere Paolo, Maglia Stefano (a cura di), "SISTRI. Il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti", II edizione 2010, Piacenza, Irnerio editore;
  • Pipere Paolo, Maglia Stefano, Medugno Massimo, Carissimi Daniele, "La nuova gestione dei rifiuti dopo il D.L.vo 205/2010", 2011, Piacenza, Irnerio editore.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]