Avvocatura dello Stato
L'Avvocatura dello Stato è un organo previsto dall'ordinamento giuridico italiano, deputato alla tutela e alla rappresentanza dello stato delle pubbliche amministrazioni italiane nelle controversie legali avverso le controparti.
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Cenni storici [modifica]
La necessità della fondazione in Italia di una tale struttura si inserisce nel momento storico[1] successivo ai moti risorgimentali ed alla nascita del Regno d'Italia.
Antenata dell'odierna avvocatura statale fu la Regia Avvocatura Erariale fondata nel 1876 (primo Avvocato Generale fu nominato il parlamentare fiorentino Giuseppe Mantellini), sull'esempio di quella che fu l'Avvocatura Erariale del Granducato di Toscana.
Essa assunse l'odierna denominazione di Avvocatura dello Stato con l'approvazione del R.D. 30 ottobre 1933, n. 1611. Se nei decenni antecedenti al Regio Decreto il contenzioso era stato quasi esclusivamente di materia tributaria, si affaccia l'esigenza di riconoscere lo sviluppo costante di nuove tipologie di contenzioso.
Con l'avvento della Costituzione repubblicana, la figura dell'Avvocatura dello Stato si potenzia, anche in virtù dell'art. 113 (che riconosce un'ampia tutela contro atti e comportamenti della pubblica amministrazione); un ruolo ancor più sviluppato con la partecipazione dell'Italia agli organismi internazionali.
L'attuale ordinamento dell'Avvocatura dello Stato e stato infine parzialmente modificato dalla legge 3 aprile 1979, n. 103.
Compiti [modifica]
L'Avvocatura dello Stato svolge due tipologie di funzioni:[2][3]
- contenziosa
- consultiva.
Entrambe, negli ultimi decenni, si sono sviluppate con crescita quantitativamente esponenziale. Difende le amministrazioni statali e gli enti, ma solo qualora ad essi sia estesa tale possibilità. Analoga situazione la troviamo per le Regioni. Quando si propone un'azione giudiziale contro un'Amministrazione dello Stato, rappresentata dall'Avvocatura dello Stato, colui che la propone deve farlo dinanzi al tribunale competente. In tal caso infatti, in base al dettato dell'art. 25 del codice di procedura civile, "è competente, a norma delle leggi speciali sulla rappresentanza e difesa dello Stato in giudizio e nei casi ivi previsti, il giudice del luogo dove ha sede l'ufficio dell'Avvocatura dello Stato, nel cui distretto si trova il giudice che sarebbe competente secondo le norme ordinarie".
Organizzazione [modifica]
L'Avvocatura dello Stato consta di una sede centrale in Roma, l'Avvocatura Generale dello Stato, e di venticinque sedi distrettuali, che sono situate in tutte le città in cui sono presenti sedi di Corte d'appello). È composta da personale togato, che sono gli Avvocati e i Procuratori dello Stato, suddivisi in differenti classi stipendiali, nonché da personale amministrativo. A capo dell'Avvocatura vi è l'Avvocato Generale dello Stato.
Avvocati Generali [modifica]
dal sito web www.avvocaturastato.it[4]
| Giuseppe Mantellini | dal 20 gennaio 1876 al 12 giugno 1885 |
| Giacomo Giuseppe Costa | dal 29 ottobre 1885 al 15 agosto 1897 |
| Domenico Tiepolo | dal 31 agosto 1897 al 27 dicembre 1903 |
| Adriano De Cupis | dal 14 gennaio 1904 al 10 febbraio 1913 |
| Giovanni Villa | dal 1º settembre 1913 al 1º ottobre 1921 |
| Gaetano Scavonetti | dal 1º novembre 1921 al 30 giugno 1938 |
| Adolfo Giaquinto | dal 1º luglio 1938 al 1º novembre 1945 |
| Salvatore Scoca | dal 16 ottobre 1946 al 10 maggio 1962 |
| Giovanni Zappalà | dal 4 giugno 1962 al 10 novembre 1976 |
| Giuseppe Manzari | dal 14 settembre 1979 al 29 novembre 1988 |
| Giorgio Azzariti | dal 3 febbraio 1989 al 1º febbraio 1995 |
| Enzo Ciardulli | dal 22 aprile 1995 al 9 giugno 1995 |
| Giorgio Zagari | dal 9 giugno 1995 al 28 aprile 1999 |
| Plinio Sacchetto | dal 28 aprile 1999 al 19 dicembre 2001 |
| Luigi Mazzella | dal 19 dicembre 2001 al 27 giugno 2005 |
| Oscar Fiumara | dal 27 giugno 2005 al 21 marzo 2010 |
| Ignazio Francesco Caramazza | dal 22 marzo 2010 |