Ryugyong Hotel

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Coordinate: 39°02′11″N 125°43′50″E / 39.036389°N 125.730556°E39.036389; 125.730556

Ryugyong Hotel
Ryugyong Hotel - August 27, 2011 (Cropped).jpg
Ubicazione
Stato Corea del Nord Corea del Nord
Località Pyongyang
Informazioni
Condizioni In costruzione (esterno completato)
Costruzione Prima fase: 1987-1992
Ripresa: 2008-conclusione ignota
Altezza Tetto: 330,02 m
Piani 105
Area calpestabile 360.000 m²
Realizzazione
Architetto Baikdoosan Architects & Engineers
Appaltatore Baikdoosan Architects & Engineers (1987-1992)
Orascom Construction Industries (2008-)
 

Il Ryugyong Hotel (in coreano: 류경호텔) è un grattacielo di 105 piani in costruzione a Pyongyang, in Corea del Nord. Il suo nome ("capitale dei salici") deriva da uno dei nomi storici della città di Pyongyang[1]. La costruzione dell'edificio iniziò nel 1987, ma venne fermata nel 1992 a causa dello stato economico disastroso in cui versava il paese. La struttura è rimasta senza finestre e interni per 16 anni, fino a quando nell'aprile del 2008 è ripresa la costruzione sotto la supervisione della società di costruzioni del Gruppo Orascom, che ha investito notevolmente nella telefonia mobile e nell'edilizia in Corea del Nord[2].

L'edificio raggiunge un'altezza di 330 metri e ha 360.000 m² di area calpestabile; è la più grande struttura della Corea del Nord e l'edificio più alto nello skyline cittadino. Il completamento del Ryungyong Hotel era stato programmato per il Festival mondiale della gioventù e degli studenti del giugno 1989, e se questo obiettivo fosse stato raggiunto l'edificio sarebbe diventato l'hotel più alto del mondo. L'altezza della struttura incompleta non è stata superata da nessun altro hotel fino al completamento del Rose Tower di Dubai nel 2009.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Antefatti[modifica | modifica sorgente]

Il progetto di un grande hotel fu la risposta del governo nordcoreano durante la guerra fredda al completamento dell'ex hotel più alto del mondo, il Westin Stamford Hotel a Singapore, costruito nel 1986 da parte della azienda sudcoreana SsangYong Group. Il governo nordcoreano immaginava il suo progetto come un canale per gli investitori occidentali nel proprio mercato. Un'azienda, la Ryugyong Hotel Investment and Management Co., fu fondata per attrarre una cifra di almeno 230 milioni di dollari di investimenti stranieri. Un rappresentante del governo nordcoreano promise che gli investitori esteri avrebbero potuto gestire casinò, night club e lounge giapponesi[3]. L'azienda nordcoreana Baikdoosan Architects & Engineers (conosciuta anche come Baekdu Mountain Architects and Engineers) iniziò la costruzione dell'edificio a forma piramidale nel 1987[2][4].

L'interruzione dei lavori[modifica | modifica sorgente]

Il Ryugyong Hotel come appariva tra il 1992 e il 2008

L'apertura dell'hotel era programmata per il giugno 1989 per il Festival mondiale della gioventù e degli studenti, ma dei problemi con i materiali e con i metodi di costruzione la ritardarono. Se avesse rispettato il cronoprogramma iniziale avrebbe sorpassato il Westin Stamford Hotel diventando l'hotel più alto del mondo[5] e avrebbe guadagnato la settima posizione come edificio più alto del globo[6].

Nel 1992, dopo il completamento della struttura portante in tutta la sua altezza[6], i lavori furono interrotti per mancanza di fondi[7] durante la carenza di elettricità e alimenti[8]. I giornali giapponesi stimarono i costi di costruzione in circa 750 milioni di dollari[9], ovvero il 2% del Prodotto Interno Lordo della Corea del Nord[10]. Per oltre un decennio l'edificio rimase vuoto senza infissi e impianti elettrici, apparendo come un guscio vuoto di cemento armato[6]. Una gru arrugginita sulla sommità, che la BBC definì come "un promemoria dell'ambizione intralciata dello stato totalitario"[8], diventò un impianto permanente[11][12].

In un articolo del 2006 l'ABC News chiese se la Corea del Nord avesse sufficiente materie prime o energia per un progetto così imponente[5]. Un ufficiale del governo nordcoreano rispose al Los Angeles Times nel 2008 che la costruzione fu interrotta "perché la Corea del Nord era a corto di soldi"[13]. Un decennio dopo l'inizio della costruzione la Camera di commercio dell'Unione europea in Corea condusse un'ispezione dell'edificio, concludendo che la struttura era irreparabile[14].

Nonostante la prominenza dello Ryugyong Hotel sullo skyline di Pyongyang, le informazioni ufficiali riguardanti l'hotel e il suo stato si sono dimostrate difficili da ottenere. Sebbene dei rendering dell'hotel completo siano apparsi sulla stampa nordcoreana, il governo ha negato l'esistenza dell'edificio per molti anni, escludendolo dalle mappe di Pyongyang tramite immagini manipolate[5][8][13]. I presunti problemi associati con il grattacielo hanno portato i media a nominarlo "L'edificio peggiore nel mondo"[10][15], "Hotel della morte" e "Hotel fantasma"[8].

La ripresa dei lavori[modifica | modifica sorgente]

Skyline dal Monumento della Vittoriosa Guerra di Liberazione della Patria

Nell'aprile del 2008, dopo 16 anni di inattività, i turisti stranieri a Pyongyang riferirono che l'egiziana Orascom aveva iniziato la ristrutturazione degli ultimi piani dell'edificio[16]. Pannelli di vetro e antenne di comunicazione furono osservate durante l'installazione[17]. La sussidiaria Orascom Telecom confermò il coinvolgimento nella costruzione della struttura come parte dello sviluppo delle infrastrutture della rete GSM in Corea del Nord per 100.000 utenti[18]. Orascom ha negato che l'accesso esclusivo al mercato delle telecomunicazioni nordcoreano fosse direttamente collegato al completamento del grattacielo: lo si preferisce definire come un atto che "costruisce buoni rapporti tra le persone" in quanto la compagnia non può intraprendere una sponsorizzazione aziendale in Corea del Nord[8].

Nel 2008, un Ufficiale con il Comitato per le Relazioni Culturali con le Nazioni Straniere annunciò al Los Angeles Times che la ristrutturazione del Ryugyong Hotel sarebbe stata completata per il 2012, coincidendo con il 100º anniversario della nascita dell'"Eterno Presidente" Kim Il-sung. Un portavoce della Orascom indicò come obiettivo della ristrutturazione il "lifting" della facciata per renderla visivamente più attraente[13]. Il 22 dicembre 2008 delle fotografie raffiguranti la ripresa dei lavori apparvero su internet[19]. Le foto rivelarono che il lavoro era cominciato con la chiusura dei piani superiori tramite pannelli di vetro. Nell'agosto 2009 vennero diffuse delle fotografie che mostravano almeno un lato dell'edificio completamente ricoperto da vetri, assieme al completamento della copertura dei piani superiori. I lavori sull'esterno dell'edificio si sono conclusi intorno alla fine del 2010, e secondo il direttore operativo della Orascom Khaled Bichara il lavoro all'interno durerà fino al 2013 o oltre. Il Ryugyong Hotel terminato sarà diviso tra camere di hotel, appartamenti e strutture commerciali.

Al 2014 l'albergo non risulta ancora aperto.

Architettura[modifica | modifica sorgente]

Il grattacielo consiste in 3 ali inclinate a 75º che convergono in un punto comune a forma di pinnacolo, ognuna misura 100 metri in lunghezza e 10 metri in larghezza. L'edificio è sormontato da un cono tronco largo 40 metri, formato da 8 piani predisposti per ruotare, e altri 6 piani fissi in cima. Questa struttura terminale era organizzata per ospitare 5 ristoranti girevoli[20]. L'edificio è circondanto da padiglioni, giardini e terrazze. Secondo alcune fonti può contenere 3.000 stanze per gli ospiti, o 7.665 secondo altre fonti[21]. La struttura è costruita in cemento armato, ed è coperta da vetro specchiato.

La scarsa qualità della struttura portante e l'imprecisione dell'allineamento dei vani ascensore sono stati oggetto di critiche[8][21].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Yoichi Funabashi, The Peninsula Question: A Chronicle of the Second Korean Nuclear Crisis, Washington, D.C., Brookings Institution Press, 2007, p. 50, ISBN 0-8157-3010-1.
  2. ^ a b Orascom and DPRK to Complete Ryugyong Hotel Construction, 20 maggio 2008. URL consultato il 9 febbraio 2010.
  3. ^ Oh Kwee Ngor, Western decadence hits N. Korea in The Japan Economic Journal, 9 giugno 1990, p. 12.
  4. ^ Cramer, James P.; Jennifer Evans Yankopolus (a cura di), Almanac of Architecture & Design, 7th, Atlanta, Georgia, Greenway Publications, 2006, p. 368, ISBN 0-9755-654-27.
  5. ^ a b c Dan Beckmann, Pyongyang: Home to the Tallest Hotel in the World That Could, but Will Never Be in ABC News, The Walt Disney Company, 23 ottobre 2006. URL consultato il 5 luglio 2009.
  6. ^ a b c Ryugyong Hotel in Emporis.com. URL consultato il 9 febbraio 2010.
  7. ^ Marshall Gerometta, News: North Korean mystery solved in Emporis.com, 29 agosto 2003. URL consultato il 9 febbraio 2010.
  8. ^ a b c d e f Will 'Hotel of Doom' ever be finished?, BBC, 15 ottobre 2009. URL consultato il 13 ottobre 2009.
  9. ^ North Korea builds record-height hotel in Engineering News-Record, 15 novembre 1990, p. 41.
  10. ^ a b Eva Hagberg, The Worst Building in the History of Mankind in Esquire, 28 gennaio 2008. URL consultato il 5 luglio 2009.
  11. ^ Donald Kirk, Grand Illusion in Forbes, 27 ottobre 2008. URL consultato il 5 luglio 2009.
  12. ^ Bjerg, Greg. "North Korea's 'Secret' Hotel". April 6, 2006. <http://www.damninteresting.com/?p=490>. Retrieved July 5 2009.
  13. ^ a b c Barbara Demick, North Korea in the midst of mysterious building boom, Los Angeles Times, 27 settembre 2008. URL consultato il 14 dicembre 2008.
  14. ^ Marcus Noland, Avoiding the Apocalypse: The Future of the Two Koreas, Washington, D.C., Institute for International Economics, 2000, p. 82, ISBN 0-88132-278-4.
  15. ^ Jon Herskovitz, North Koreans revamp 'world's worst building' in The Independent (Londra), 18 luglio 2008. URL consultato il 5 luglio 2009.
  16. ^ Korea: N Korea Resumes Construction Of Luxury Hotel, MySinchew, 25 maggio 2008. URL consultato il 5 luglio 2009.
  17. ^ Herskovitz, Jon, North Korea's "Hotel of Doom" wakes from its coma, Reuters, 17 luglio 2008. URL consultato il 5 luglio 2009.
  18. ^ Orascom Using Pyongyang's Ryugyong Hotel for Nth Korean 3G Network, Cellular News, 5 luglio 2009.
  19. ^ www.chaoxian.com.cn, 柳京大厦安玻璃了, 22 dicembre 2008. URL consultato il 22 dicembre 2008.
  20. ^ Chad Randl, Revolving Architecture: A History of Buildings That Rotate, Swivel, and Pivot, New York, Princeton Architectural Press, 2008, p. 133, ISBN 978-1-56898-681-4.
  21. ^ a b C. Kenneth Quinones, Joseph Taggert, The Complete Idiot's Guide to Understanding North Korea, Complete Idiot's Guides, Indianapolis, Alpha Books, 2003, p. 183, ISBN 1-59257-169-7.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]